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La Buona Scuola, un progetto di sola propaganda? - L'Opinione di Gino Malaguti
Attualità - Copia di In evidenza
Lunedì 07 Novembre 2016 21:24

altRiceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento del Prof. Gino Malaguti, già Provveditore agli Studi di Modena: "Come per tanti altri progetti annunciati e propagandati dal Presidente del Consiglio, anche per la Buona Scuola siamo davanti alle previste difficoltà che in pratica ne impediscono la realizzazione.

In premessa, va valutato che il Presidente Renzi con l'aggettivo "buona" giudica di conseguenza tutte le attività scolastiche e le leggi che lo hanno preceduto come "cattive", mentre al contrario positività e negatività erano presenti negli anni passati come lo sono ora.

Quello del Presidente del Consiglio è cioè un giudizio moralistico che non si basa sulla conoscenza della realtà della scuola e dei suoi meccanismi amministrativi e didattici. La scuola Italiana è innanzitutto un sistema di istruzione molto complesso per cui un intervento tranchant e pubblicitario che si basa sulla non conoscenza della struttura e dei meccanismi gestionali si rivela fondamentalmente più deleterio della conservazione dell'esistente.

A quasi due anni di distanza in cui sono stati pesentati i roboanti contenuti della Buona Scuola siamo difronte a promesse iniziali non mantenute: ad esempio sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici, infatti del 7,4 miliardi promessi sono stati spesi solo 879 milioni di euro per i 13.472 istituti scolastici a rischio sismico massimo e ne sono stati messi in sicurezza solo 184.

Per la provincia di Modena basta pensare al caso dell'Istituto Tecnico Calvi di Finale Emilia, in cui si infiltra l'acqua dai tetti. Abbiamo così assistito anche agli effetti negativi della conclusione del "Concorsone": molte cattedre di insegnamento sono ancora scoperte specie nel Nord, ed anche quest'anno scolastico la scuola italiana rischia di aver bisogno di altri 100.000 supplenti ed è partita in molte situazioni con un orario ridotto.

Vi sono situazioni limite ad esempio in Piemonte con 33 studenti per classe nelle Scuole Superiori e 29 bambini in quelle dell'Infanzia, con una carenza di docenti di sostegno per cui ad esempio a Bologna un Preside è stato costretto a chiedere ai genitori di tenere a casa i loro ragazzi con handicap.

Pure a Modena le lezioni sono iniziate e continuate con un organico incompleto e quindi con un orario ridotto, mettendo in difficoltà molte famiglie. L'emergenza non sarà breve anche in Emilia Romagna. Una scuola che inizia arrancando fornità di conseguenza un sevizio di istruzione non ottimale. Gli stessi auguri di inizio anno scolastico dell'Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna lasciano perplessi e sono come minimo fuorvianti ed arditi.

Il mio augurio è naturalmente che grazie all'impegno dei docenti e del personale non docente, messo in difficoltà da tagli lineari indiscriminati, la scuola italiana e modenese superi queste difficoltà garantendo alle famiglie un'offerta educativa e di istruzione di qualità e di serietà, migliore dell'ambizioso ma inconcludente progetto della "Buona Scuola".


nella foto: Gino Malaguti

 
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