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21/12/2004 - "Siate e uomini e donne di pace" |
Si è svolto questa mattina presso il palazzo vescovile lo scambio di auguri di
Natale tra il Vescovo di Carpi, monsignor Elio Tinti, e i giornalisti e
responsabili degli uffici stampa del territorio. Consegnando il proprio
messaggio, il Vescovo ha ricordato che il Natale appartiene a tutti, credenti e
non. "Il novanta per cento dell’arte ha contenuti religiosi, cristiani.
Conoscendola, conosciamo la cultura cristiana che, dunque, appartiene a
ciascuno".
Il Vescovo ha ricordato il disagio di questi tempi, la mancanza di speranza di
fronte alla vita, la congiuntura economica non favorevole che intimorisce le
imprese, ma anche gli umili, i poveri, gli emarginati, i dimenticati.
Soprattutto per loro, ma anche per gli altri, per tutti il Vescovo ha augurato
"luce, pace, amore" facendo suoi i versi della poesia "La
Luce" di Giuseppe Pellegrino. Il centro delle festività natalizie è la
nascita di Gesù: "Oltre le luci che illuminano le nostre strade, è Lui la
luce della vita; non i tanti regali che riceviamo in questi giorni, ma Lui è il
dono più grande di Dio agli uomini, la vita che vince la morte, la gioia che
supera e annienta la disperazione".
Ai giornalisti, Tinti ha detto: "La stampa aiuta a pensare e a ragionare.
Leggere i giornali, ascoltare la radio, vedere la televisione aiuta a capire la
realtà e voi che la trasmettete avete un ruolo sociale importantissimo".
Anche i giornalisti, spesso costretti a raccontare spiacevoli episodi di
cronaca, possono farlo con uno sguardo aperto alla pace e alla speranza.
Sull’esempio di San Francesco, che per primo ha contemplato il presepe, l’invito
è a lasciarsi cambiare dalla venuta del Signore per diventare uomini e donne di
pace.
Il Vescovo ha ricordato anche il suo imminente viaggio per la Terra Santa in
gennaio insieme ai pellegrini della Diocesi, durante il quale è previsto
l’incontro con il cardinal Martini e con il patriarca latino di Gerusalemme,
Michel Sabbah, il primo di origine palestinese. "Quel Paese ha bisogno
della nostra presenza, oltre che delle nostre preghiere. In questi anni è stato
dimenticato dai pellegrini, ma occorre ritornarvi per alimentare un turismo
responsabile che possa sostenere la popolazione che vive in condizioni
difficili". Non tutto, in Terra Santa, è come viene raccontato dai media
nazionali: "Certamente vi sono zone pericolose, ma i luoghi sacri sono più
sicuri e oggi possono essere visitati in tranquillità".
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