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27/08/2002 - Finale: "Uccisione daino è famelico sadismo" |
"Egregi signori
Basta con la menzogna e l'ipocrisia. Sappiamo leggere tra le righe ciò che non
viene detto.
L'uccisione del daino altro non è che un desiderio famelico di sadismo, una sete
di sangue innocente, un preistorico desiderio di sacrificio che ancora non è
scomparso dal DNA umano.
La sbandierata cultura e la tanto declamata civiltà sono solo allucinazioni,
illusioni in cui tentiamo di credere per non doverci riconoscere come
nient'altro che primiitivi, barbari esseri, distanti anni luce da quella
sensibilità e da quell'altezza di pensiero che alcuni di noi, pochi, nei
millenni hanno raggiunto e che crediamo di adattare come un'etichetta, alla
società intera.
Uccidere un daino con la scusa del danno che poteva provocare agli automobilisti
è ridicolo! Gli ungulati da sempre vivono nei boschi e gli automobilisti non ne
avvertono l'esistenza.
Ci sono invece centinaia di cani randagi, migliaia di cani in giro per la nostra
penisola (compresa la vostra regione) ma, poichè questi non si possono abbattere
con il fucile, non si possono cacciare, non si possono mangiare li abbandoniamo
tranquillamente per le strade, nei boschi, ovunque la nostra malvagità si trovi
ad operare.
Li abbandoniamo e li lasciamo abbandonati. Non ci interessa se poi procurano
incidenti ai poveri automobilisti. Del daino invece ci preoccupiamo perchè era
facile considerarlo colpevole: potevamo utilizzare il fucile, è fin troppo
facile ammazzare un animale!
Il gesto si chiama vigliaccheria, mistificazione, sopraffazione e così noi lo
percepiamo.
Comunque, speriamo sempre che la civiltà umana cresca nei sentimenti,
nell'intelletto, nella solidarietà, nella ricchezza dello spirito e non cediamo
al pessimismo.
Grazie per l'attenzione"
Lettera firmata
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