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Sisma, zone franche nelle aree colpite. Approvata risoluzione in Regione E-R
Provincia - Emilia Romagna
Mercoledì 28 Maggio 2014 18:56

altVoto unanime dell’Aula a una risoluzione che impegna la Giunta regionale a proseguire la propria azione nei confronti di Governo e Parlamento per l'ottenimento delle risorse e delle misure necessarie al completo ripristino delle aree colpite dal sisma del maggio 2012 e da altre, successive, calamità naturali. Il testo chiede anche all’esecutivo regionale di proseguire nella richiesta di misure di fiscalità di vantaggio per le stesse zone, con il pieno sostegno dell’Assemblea legislativa, con particolare riferimento all’istituzione di Zone franche urbane nei centri colpiti, conformemente alla legislazione nazionale e comunitaria.

Il testo è stato sottoscritto da quattordici consiglieri del Pd, primo firmatario Luciano Vecchi che illustrando il documento, ha ripercorso le “rovinose calamità” che hanno colpito negli ultimi due anni vaste aree del territorio regionale, segnalando che è già in stato avanzato l’opera di ricostruzione post sisma e che i risultati raggiunti mostrano la positività e la coerenza dell’impegno profuso. Sono già state impegnate e utilizzate - si legge nel testo - ingenti risorse di provenienza statale, europea e regionale per risarcimenti, ricostruzione e sostegno alla ripresa, ma “ancora forti sono le esigenze dei territori colpiti”, con particolari criticità nei centri storici e nelle aree urbane colpite, dove è più difficile la ripresa delle attività economiche e il ripristino degli edifici.

“L’istituzione di Zone franche nei territori colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e nei comuni danneggiati dal sisma del maggio 2012, con zone rosse nei centri storici, potrebbe dare - secondo il documento approvato - un contributo decisivo alla ripresa economica e sociale” e i soggetti beneficiari potrebbero essere le piccolissime imprese all’interno delle aree perimetrate, nella consapevolezza delle difficoltà che stanno scontando a causa del minor numero di residenti presenti in centro storico, dei cantieri in corso e della minore densità di esercizi commerciali e produttivi presenti.
Si può prevedere - si legge ancora nel testo - l’esenzione dalle principali imposte, quelle sui redditi, l’Irap e l’imposta municipale per gli immobili siti nella Zona franca, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività.
L’istituzione della Zona franca urbana comporta l’istituzione di un fondo nello stato di previsione della spesa del ministero dell’Economia e della finanza, che possa compensare le minori entrate dello Stato e il provvedimento può essere erogato entro un tetto massimo - ha spiegato Vecchi - di 200.000 euro, per rispettare la normativa sugli aiuti di Stato.

Andrea Leoni (Pdl-Fi) ha ricordato un proprio documento, datato 14 agosto 2012, in cui si chiedeva alla Giunta l’istituzione di Zone franche nei territori colpiti, che fu bocciata in Aula. Voterò questa risoluzione - ha aggiunto Leoni - perché prevede iniziative che già io stesso e altri avevamo proposto, ma intendo rimarcare che le medesime cose che oggi sono considerate fattibili, solo due anni fa sembravano non esserlo. Di qui, la constatazione che non sempre dall’opposizione - ha concluso - arrivano proposte assurde.

In dichiarazione di voto, Vecchi (Pd) ha replicato, specificando che i documenti citati presentavano proposte diverse, spiegazioni non accolte dagli interessati che hanno ribadito come le stesse azioni contenute nella risoluzione approvata oggi fossero state sollecitate due anni fa. Insomma, “si può dire serenamente che siamo in ritardo e che quello di oggi - ha concluso Leoni - è un mini passettino in avanti?”.