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Crisi e 'oppressione fiscale', Italia salva solo con meno tasse e meno burocrazia
Giovedì 05 Maggio 2016 16:30

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Per essere libere ‘dall’oppressione fiscale’ le aziende modenesi dovranno aspettare il prossimo 5 agosto, esattamente come un anno fa come ci ha ricordato lo studio di CNA. Una situazione che era inaccettabile 12 mesi orsono e che è altrettanto grave oggi. Le tasse sono un macigno enorme che blocca la strada delle ripresa. Chi ha in mano le leve del comando (nel nostro caso Muzzarelli, Bonaccini e Renzi, rispettivamente Sindaco di Modena, Presidente della Regione Emilia Romagna e Presidente del Consiglio) non può continuare a fare finta di nulla.

Il Paese non riparte perché è soffocato da tasse e burocrazia. Bisogna far calare entrambe e non solo continuare a prometterlo. La crisi c’è ancora nei nostri territori. Servono impegni precisi con scadenze precise altrimenti anche l’anno prossimo saremo tristemente qui a commentare il desolante dato che vede le imprese modenesi lavorare per il l’Amministrazione pubblica per quasi otto mesi all’anno. Solo le imprese possono creare posti di lavoro. Di certo i nostri figli non troveranno il 'posto' dentro la pubblica amministrazione. Quindi è bene che le prime siano lasciate il più possibile libere di competere (quindi meno tasse e burocrazia) mentra la pubblica amministrazione sia sottoposta ad una radicale dieta dimagrante. Spazio per ridurre c'è ancora e molto. Chi dice il contrario vuole solo salvaguardare la propria posizione.

Le cose peggiorano ancora se confrontiamo il dato italiano con quello di altre nazioni. In Australia sono ‘liberi’ dal 10 aprile, negli Stati Uniti il 24 aprile, in Gran Bretagna il 28 di maggio, il 14 giugno in Belgio e il 19 giugno in Grecia. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Se si vuole far ripartire l’Italia la strada obbligata è quella di ridurre la pressione fiscale e burocratica. Bisogna iniziare a domandarsi perché non lo si vuole fare.