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Reato di integralismo islamico? La Regione dice no
Giovedì 29 Settembre 2016 14:19

altL’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha espresso voto contrario (no da Pd, Sel, M5s; favorevoli Fdi-An, Fi, Lega nord) alla risoluzione presentata dal Consigliere Tommaso Foti del gruppo Fdi-An che chiedeva alla Giunta Bonaccini di attivarsi nei confronti del Governo Renzi perché presenti alle Camere un disegno di legge per rendere penalmente perseguibilie ogni propaganda o predicazione, che siano "tali da mettere in pericolo la pubblica incolumità".

Nel testo si invita inoltre la Giunta ad attivarsi nei confronti della Camera dei Deputati affinché “la competente commissione parlamentare avvii la discussione della proposta di legge che prevede l'introduzione del reato di integralismo islamico”.

“Di fronte allo sconfinare di un fenomeno di adesione a forme di estremismo che dietro l’alibi della religione svolgono attività eversiva- ha affermato Foti- ci deve essere una norma che colpisca coloro che violano i limiti del confronto e della libertà di opinione. Ci sono predicazioni nelle moschee- ha aggiunto- che sconfinano in forme di fanatismo politico e religioso e identificano l’Occidente come il male da sconfiggere. I fatti dimostrano che certe forme di predicazione portano a pericolose conseguenze come accadde ai tempi del terrorismo con i cattivi maestri. Il pericolo è che si crei una zona grigia dove attecchisce un certo tipo di cultura. Anche nel nostro Paese- ha concluso- non va sottovalutata l’adesione all’Isis”.

Silvia Prodi (Pd) ha annunciato voto contrario. A suo avviso contro i rischi e le minacce terroristiche è già attivo un quadro di norme europee e nazionali. In particolare nel nostro ordinamento- ha ricordato- sono state introdotte nuove fattispecie di delitti e misure di prevenzione antiterrorismo. “Oggi - ha sottolineato- c’è la certezza della bontà e dell’efficacia del presidio sui reati di terrorismo di cui l’estremismo fondamentalista è un sottoinsieme”. Con riferimento alla scelta dell’aggettivo islamico la consigliera ha poi invitato a soppesare le parole e a non criminalizzare le persone di religione islamica, perché- ha detto- “è l’uso perverso della religione, e non la religione, una delle cause della radicalizzazione”.