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Referendum Pavullo: in centro trionfa il SI, nelle frazioni vince il NO.
Provincia - Pavullo
Mercoledì 07 Dicembre 2016 16:38
altdi Michela Rastelli
Analizzando il voto dei pavullesi al referendum del 4 dicembre, quel voto che ha portato ad una vittoria del SI sul filo di lana, si registra un comune sostanzialmente diviso a metà. Da un lato c'è il centro, dall'altro le frazioni. Nel centro del capoluogo il sì vince quasi tutti i seggi eccetto i numeri 8 e 21. Nelle frazioni a nord del capoluogo vince ovunque il no, a Verica sì alle stelle

Il numero di pavullesi che si è recato alle urne questa domenica 4 dicembre per votare al referendum sulla costituzione è stato praticamente pari a quello che aveva votato al primo turno delle elezioni comunali: 9'405 a fronte dei 9'412 di giugno. La sorpresa è che questo giro gli elettori non hanno seguito gli stessi schemi che alla fine avevano portato alla vittoria di Biolchini, infatti in molti hanno dato fiducia alla proposta del premier Renzi votando favorevolmente alla proposta di modifica della costituzione: a livello comunale il sì ha vinto sul filo di lana con 4'708 voti (il 50,5%) contro i 4'601 (49,4%) del no. Osservando i risultati dei vari seggi si possono riscontrare numerosi dati interessanti. Verica e Sassoguidano si confermano le frazioni ‘bulgare’ del comune, in cui il sì stravince a man bassa arrivando al 60,5% dei consensi. Il no arriva a 199 voti, Luciano Biolchini a giugno ne aveva presi 60 in più, ulteriore conferma del fatto che probabilmente la vittoria del sindaco di centro destra è stata anche merito dello scontento dell’elettorato PD.

Altri seggi che dopo la ‘momentanea’ parentesi di destra tornano a seguire il trend abituale di ‘fedeltà’ al PD sono Camatta e Olina, Castagneto e Iddiano, Gaiato e Montorso e Monteobizzo, dove il sì vince rispettivamente con il 56, il 55, il 52,7 e il 52,4 percento. Renzi fa breccia anche negli elettori della zona di Serra di Porto, dove il sì vince con il 55%. Clamoroso pareggio nel seggio 14, dove votano gran parte degli elettori di Miceno e Montecuccolo, dove sia il no che il sì hanno raggiunto 201 voti; andando poi a vedere i risultati dei seggi in cui votano gli altri abitanti delle suddette frazioni risulta che a Miceno ha comunque vinto il no, mentre a Montecuccolo il sì.
A Renno per cinque voti alla fine la spunta il sì, chiudendo 129 a 124. Ma passiamo alle ‘note dolenti’ per il PD. Il seggio in cui la proposta viene nettamente bocciata è il numero 8, in cui votano gli abitanti di Lavacchio, Niviano e San Pellegrino, che con 356 voti contro 252 fanno volare la percentuale del no a quota 58,5. Stesso discorso per gli abitanti di Montebonello, Cà Venturelli e Cà Bortolucci, che per il 58,4% hanno bocciato la proposta.
Pure a Coscogno ‘c’è chi dice no’, e lo conferma un 55,6% di voti negativi; che abbia influito su questo voto l’arrivo in paese dei migranti? Altre frazioni in cui il no fa man bassa di voti sono Sant’Antonio, Benedello e Crocette. Pure a Frassineti e Monzone, un tempo roccaforti dell’ex sindaco Romano Canovi, il no ha battuto il sì 51 a 49. A Pavullo centro gli unici seggi dove ha vinto il no sono il 21 e il già citato 8, mentre il sì ha vinto nei seguenti: 1,2,3,4,5,6,7 e 9. Il seggio che ha registrato la minore affluenza è stato il 9, nel quale votano, tra gli altri, gli abitanti di Via Serra di Porto e della zona di Piantacroce e Querciagrossa, nel quale hanno adempiuto al loro dovere il 65,9% degli elettori, una percentuale comunque alta. Il seggio con più votanti è stato il 21, che raccoglie gli abitanti della zona prossima all’aeroporto, del Casolare, Montepietro e Bighinello, dove ha votato addirittura l’80,6% degli aventi diritto. Infine si sono registrate a livello comunale 39 schede bianche e 57 schede nulle.