Contenuto Principale












 






______________


 

Nuovo regolamento per il mercato Albinelli, il dibattito in Consiglio comunale
Attualità - Copia di In evidenza
Venerdì 04 Marzo 2016 19:48

alt

Una gestione più flessibile dei banchi vuoti del mercato Albinelli per introdurre elementi di innovazione e valorizzazione della struttura commerciale, per esempio con iniziative di somministrazione e consumo sul posto dei prodotti venduti nella struttura commerciale. E’ la principale novità della delibera con le modifiche al Regolamento del Mercato Albinelli approvata il 3 marzo, dal Consiglio comunale di Modena con il voto di Pd, Sel, Fas, M5s, Per me Modena, CambiaModena. Astenuta FI.

Nell’illustrare il provvedimento l’assessore alle Attività economiche Tommaso Rotella ha sottolineato che l’obiettivo delle modifiche proposte, frutto di un percorso di confronto e ascolto con il Consorzio degli operatori del mercato, è proprio quello, in un’ottica anche di semplificazione, di potere dare spazio anche a servizi di vendita e proposte innovative, pur nel solco della tradizione del mercato, per integrare l’offerta alla clientela. Si supera così, almeno in parte, il limite finora imposto dal dover scegliere esclusivamente ambulanti, con l’obbligo di privilegiare l’anzianità della licenza.

Infatti, una parte dei posteggi, fino a un massimo di 20 su 87 (erano il 30 per cento, cioè 29, nella proposta iniziale poi ridotti sulla base di un emendamento del Pd votato anche da Sel, Fas, M5s, Per me Modena, CambiaModena. Contraria FI) potranno essere assegnati non più solamente ad ambulanti, ma anche a operatori commerciali, scelti con bandi di evidenza pubblica nel rispetto di linee guida stabilite dal Comune riguardo a tipicità, enogastronomia, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti alimentari.

L’assessore Rotella ha chiarito che questa opportunità non consentirà di vendere qualunque cosa, visto che le nuove attività saranno selezionate sulla base di progetti da presentare alla Giunta comunale che, sentite le associazioni di categoria, li valuterà sulla base degli “elementi di qualità e di innovazione nonché sulla compatibilità con la vocazione alimentare del Mercato”. La ricerca degli operatori, poi, si svolgerà con modalità di evidenza pubblica in base a linee guida e criteri decisi dal Comune.

Per i soggetti titolari delle nuove attività, inoltre, si applicheranno le medesime norme regolamentari del mercato (a parte quelle specifiche che disciplinano l’ambulantato) così come le norme in materia di orari. In caso di inadempimenti nel pagamento delle quote dovute per lo stand, sarà il Comune a intervenire, in quanto proprietario della struttura, con i poteri di sgombero e rimozione.

Il nuovo Regolamento è uno degli aspetti del Patto per la valorizzazione del mercato storico sottoscritto nei mesi scorsi che prevede diverse iniziative di miglioramento delle modalità di intervento per la manutenzione e la qualificazione della struttura, la promozione e l’inserimento nei circuiti turistici, l’ampliamento degli orari di apertura, il rafforzamento del ruolo di “vetrina” delle eccellenze alimentari. 

Paolo Trande (Pd) ha sottolineato le parole chiave per il cambiamento dell’Albinelli che sono “eccellenza, rilancio, flessibilità di apertura. Abbiamo una realtà d’eccellenza che però va valorizzata e credo che la via giusta sia il Patto sul quale poi si è costruita la delibera. I cambiamenti però vanno introdotti con gradualità, senza immaginare una rivoluzione. La flessibilità di apertura infine non può prescindere dal rispetto del lavoro di chi si alza prima dell’alba per gestire la sua attività”.

Antonio Montanini (CambiaModena) ha sostenuto che “sarebbe necessario azzardare un po’ di più nel progettare il rilancio del mercato: stiamo forse sottovalutando le potenzialità della struttura e, se vogliamo salvarla, dobbiamo capire cosa vogliono i consumatori in termini di prodotti e di servizi per poter poi determinare un’offerta diversa da quella di oggi, che è standard, e dove manca una valorizzazione delle specialità alimentari modenesi”. Per il consigliere l’elemento chiave su cui puntare “deve essere la distinzione: il mercato deve diventare la migliore rappresentazione della città in campo enogastronomico”.

Auspicando soluzioni che partano “da una visione completa del commercio in città considerando l’esistente e le prospettive di nuove aperture”, Luigia Santoro (Ap) ha chiesto che “non si esca dalla normativa degli ambulanti e non si tentino soluzioni furbette”, chiedendo infine “un necessario e preventivo approfondimento: non posso votare a favore di una delibera che presenta tanti punti dolenti e dimostra una tale approssimazione che dubito possa ottenere effetti positivi. Sembra piuttosto l’ennesima confusa prova, e gli esperimenti possono dare risultati positivi solo se correttamente impostati”.

“Se vogliamo che il mercato Albinelli muoia non dobbiamo fare altro che dire no a tutto”. È l’affermazione dalla quale è partito il consigliere di Sel Marco Cugusi: “Se invece vogliamo rivitalizzarlo – ha proseguito – allora questa modifica del regolamento è benvenuta perché è l’inizio di una trasformazione profondamente necessaria che deve essere condivisa con gli operatori, molti dei quali sono d’accordo. L’Albinelli può diventare un simbolo della città e un luogo di aggregazione ma bisogna studiare forme di promozione nuova, prevedere anche i non ambulanti, pensare ad attività che diano spazio ai giovani con idee innovative, ma senza snaturare la tipologia particolare della struttura”.

Andrea Galli, per FI; ha osservato che “il mercato va riprogettato con urgenza se no continueremo a perdere stalli. I commercianti dell’Albinelli sono minacciati dal cambio dei consumi e dai negozi, come quelli dei pakistani che hanno una diffusione capillare e sono aperti con orari lunghi. A Bologna – ha proseguito Galli – nella zona di via Clavature, le attività commerciali sono riuscite a innovare, integrando con la somministrazione di alimenti e bevande da consumare sul posto e mantenendo un’identità fortissima. Cambiare gli orari o ridurre i costi di pulizia, sono dettagli. Dobbiamo dare ai commercianti gli strumenti per guadagnare”. Anche per Adolfo Morandi “è giusto rendere il mercato più flessibile e aperto, lasciando spazio alle idee innovative”. Il consigliere si è poi detto stupito dall’emendamento “che mette vincoli e limitazioni e quindi mi sembra andare nella direzione contraria: diminuire la possibilità di dare spazio a operatori diversi per non snaturare il mercato è negare l’evidenza perché tutti i posti sono a rischio”.

Per Luca Fantoni (M5s) “il regolamento punta a far evolvere l’Albinelli ma quello che manca è un progetto vero per il mercato. Con il Patto si cerca di guardare al futuro ma siamo già in ritardo e non abbiamo un punto d’arrivo definito. I turisti visitano il mercato ma non fanno acquisti, quindi bisogna per forza introdurre la possibilità di somministrazione. La delibera è un primo passo, ma affronta solo una parte della questione mentre noi vogliamo un progetto chiaro”. E Mario Bussetti, evidenziando come la proliferazione di attività commerciali in città dreni il fatturato del mercato, ha chiesto di valutare i risultati delle sperimentazioni delle aperture serali per capire in che direzione andare.

Per Marco Chincarini di Per me Modena, l’emendamento aggiunge chiarezza al regolamento: “Una ristrutturazione, da fare insieme agli operatori, è necessario ma il mercato è ancora regolamentato come ambulante ed è necessario preservare vocazione e vincoli della struttura. L’atteggiamento che dobbiamo assumere – ha concluso – è valutare con calma le ipotesi di rilancio, e con il Patto siamo entrati nel merito della questione, considerando tutti i problemi sul terreno”.