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Cemento depotenziato, Codacons: un vizietto che parebbe non essere del tutto scomparso
Attualità - Copia di In evidenza
Sabato 28 Maggio 2016 19:20

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"Ci risiamo, un nuovo gravissimo caso di presunta “mala edilizia”. Questa volta secondo le notizie sarebbe il turno del cemento depotenziato utilizzato per realizzare una scuola di Finale Emilia da parte di una importante società. Si sta materializzando davanti agli occhi di tutti uno scenario pieno di interrogativi: è solo in quella costruzione che sarebbe stato utilizzato cemento “depotenziato”? La questione riguarda con certezza solo edifici pubblici o potrebbe essere estesa anche ad un altro tipo di edilizia, quella privata? Riguarda solo Finale Emilia o la vicenda potrebbe avere ramificazioni anche in altre città coinvolte nella ricostruzione post terremoto?

Tutti interrogativi che si giustificano per una ragione semplicissima che nasce dall’apprendere che tutta la vicenda è venuta alla luce non grazie a procedure di controllo degli enti preposti, bensì grazie ad una indagine condotta dalla squadra Mobile della Questura di Modena e dal nucleo Problematico della polizia Municipale di Modena che, intercettando alcune conversazioni legate al mondo della droga, ha scoperto qualcosa di completamente diverso. Ed proprio qui che la questione di questo caso di presunta “mala edilizia”, diventa gravissima. Ancora una volta emerge come esistano due categorie di cittadini. Ci sono quelli che se tardano a pagare qualcosa, vengono tartassati come fossero dei criminali e non semplicemente cittadini in difficoltà economiche e ci sono i cittadini che la fanno da padroni strafregandosene del rispetto delle regole contando sul fatto che in certi settori nessuno controlla nessuno.

Poi, quando accadono fatti come il crollo della scuola Jovine di San Giuliano, la casa dello studente dell’Aquila, recentemente il crollo del lungarno ecc. ecc., tutti in fila insieme alla “miglior politica di facciata” a piangere gli accadimenti e organizzando mille iniziative tutte dallo stesso titolo “perché non accada più”, salvo a distanza di tempo rivedere lo stesso film da qualche altra parte.

Oggi stiamo parlando di una scuola, già inaugurata, che in caso di terremoto avrebbe dovuto essere un punto di sicurezza… invece, stante la linea investigativa, così non sarebbe stato. Ciò deve finire, i cittadini non ne possono veramente più di essere considerati dei limoni da spremere i cui diritti ogni giorno vengono “violentati” dalle tante e ripetute ingiustizie sociali. La misura è colma.

Per tale ragione questa vicenda deve diventare da esempio nazionale. Ci aspettiamo che le migliore forze investigative continuino ad essere messe a disposizione di questa vicenda affinché sia fatta la più ampia chiarezza anche al fine di individuare quali sono i percorsi formali che in certi settori possono essere bypassati e che pertanto devono essere immediatamente riformati, al fine di impedire con certezza l’imbroglio di turno.

Dal canto suo, il CODACONS, ha costituito una “unità di crisi” composta da professionisti del settore, pronta ad affiancare i cittadini che ritenessero di avere bisogno oltre ad essere da supporto tecnico per il Collegio Legale del Codacons stesso, per tutte le iniziative che si assumeranno nei confronti di coloro che dovessero risultare responsabili dei fatti al centro delle indagini".

Così Fabio Galli,  vice Presidente Regionale CODACONS