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Referendum, Muzzarelli si schiera: Io voto si
Attualità - Copia di In evidenza
Giovedì 22 Settembre 2016 16:19

altIn vista del referendum costituzionale “non faccio parte di comitati (dedico le mie energie al governo della città) ma ho già dichiarato pubblicamente il mio voto favorevole alla riforma varata dal Parlamento e ho firmato un appello per il Sì insieme ad altri 193 sindaci dell’Emilia-Romagna”. Lo ha spiegato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rispondendo in Consiglio comunale di giovedì 22 settembre, a un’interrogazione presentata dai capigruppo di Fas-Sinistra Italiana Francesco Rocco e di Per Me Modena Domenico Campana rispetto a una lettera-appello del ministro Del Rio che invitava i sindaci a costituire comitati per il Sì.

Nella risposta, Muzzarelli, dichiarando di non aver ricevuto alcuna lettera-appello del ministro Del Rio, ha ripreso il contenuto dell’interrogazione per confermare che “non esistono normative costituzionali e ordinarie che assegnino ai ministri o ai sindaci il compito di promuovere iniziative in materia di referendum e di costituzione di comitati referendari”, ma ha anche ricordato che non esistono nemmeno (“e sarebbero costituzionalmente inaccettabili”) norme che vietino ai ministri o ai sindaci “di pronunciarsi su qualsiasi argomento politico e di partecipare attivamente, nella loro libertà e responsabilità di cittadini e di rappresentanti politici, a campagne elettorali o referendarie, fermo restando ovviamente il divieto di impiegare risorse pubbliche e di coinvolgere le istituzioni in quanto tali”.

Pertanto, ha sottolineato Muzzarelli, tutti i sindaci sono liberi di partecipare a titolo personale alla campagna referendaria sulla riforma della seconda parte della Costituzione e “di aderire ai comitati per il Sì o per il No, nonché di promuoverne la nascita e la diffusione, senza che ciò leda in alcun modo il libero esercizio del voto popolare e tantomeno la libertà di coscienza”.

Nel merito dei contenuti della riforma della seconda parte della Costituzione, il sindaco ha precisato che “non modifica i principi fondamentali, che premono a noi tutti; snellisce invece il procedimento legislativo, riduce i costi della politica e cancella enti inutili, chiarisce i poteri dello Stato e delle Regioni. Esistono certamente punti che potranno e dovranno essere migliorati in futuro, ma è poco credibile che una bocciatura aprirebbe la strada a una diversa e migliore fase costituente. La riforma – ha concluso Muzzarelli – attende soluzione da anni e una nuova battuta di arresto sarebbe un serio segnale di crisi del sistema politico e una prova della sua incapacità di autoriformarsi”.