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Termovalorizzatore Modena: bruciate 30.000 tonnellate di rifiuti da altre province
Venerdì 02 Dicembre 2016 11:48
altNel 2015, nel Termovalorizzatore di Modena, sono state conferite 206.732 tonnellate di rifiuti, Di questi 29.342 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati (il 14 per cento del totale dei rifiuti entrati nell’impianto di via Cavazza) proveniva dalle province di Bologna, Forlì, Ravenna e Rimini. Un’altra quota del totale, pari a 47.882 tonnellate era costituita da rifiuti speciali, di poco al di sotto del tetto massimo per il Termovalorizzatore di Modena, fissato dall’Aia in 50.400 tonnellate annue.

I rifiuti speciali sono per definizione smaltibili a libero mercato e non sono legati all’ambito di produzione, il loro smaltimento non deve cioè avvenire necessariamente nel territorio di produzione.  Lo ha precisato l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni rispondendo giovedì 1 dicembre in Consiglio comunale all’interrogazione presentata da Marco Chincarini di Per me Modena..

In aula l'Assessore Guerzoni ha ricordato che gli obiettivi principali del Piano ambientale Modena sono la riduzione della produzione procapite dei rifiuti urbani del 25 per cento rispetto al 2011; la raccolta differenziata al 73 per cento e il 70 per cento di riciclaggio di materia. “A oggi – ha sottolineato l’assessore – il piano sta rispettando i tempi ed è quindi a metà del suo sviluppo. Tra le azioni già attivate ci sono la divisione del rifiuto organico nelle isole ecologiche di base tra potature e scarti alimentari per aumentare la qualità dei rifiuti raccolti; la riorganizzazione della raccolta differenziata nel Quartiere 1 fuori le mura; l’allargamento dei servizi di raccolta porta a porta in centro storico e nelle zone artigianali e industriali; la realizzazione di un nuovo sistema incentivante che premia chi consegna direttamente alle stazioni ecologiche i rifiuti differenziati”.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Marco Rabboni (Movimento 5 stelle) ha affermato che “la Regione ha sbagliato i calcoli fatti all’inizio dell’anno e da qui la necessità di aggiungere le 30 mila tonnellate. L’assessore dice che il piano ambientale sta procedendo ma qui risultati non se ne vedono”.

Nella replica anche Marco Chincarini ha sottolineato che “è evidente che in Regione hanno sbagliato i calcoli”, chiedendo una commissione per capire meglio “cosa viene bruciato nell’inceneritore e come funziona il sistema dei rifiuti speciali, in particolare se è possibile capire di che qualità sono e qual è la loro capacità di produrre calore”.alt