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Al cinema 007 Spectre, la nostra critica all'ultimo film di James Bond
Venerdì 06 Novembre 2015 20:20

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"Il quarto film con Daniel Craig protagonista chiude di fatto l’ideale evoluzione del personaggio di Bond, nel ciclo inaugurato dalla regia di Martin Campbell con Casinò Royale e giunto a conclusione con Sam Mendes (regista anche di Skyfall).

Il Bond di Craig non è lo 007 a cui ci avevano abituati i predecessori: voleva essere una versione più moderna del personaggio, più sporca e grezza nei contenuti e nell’azione, con un Bond meno raffinato e perfetto.

Nel corso di quattro film l’abbiamo visto fallire più volte, perdere persone amate, soffrire, piangere, restare ferito e invecchiare e questa pellicola non fa eccezione: si ricollega alle vicende dei film precedenti, scavando nei fantasmi del passato di Bond, mentre la Spectre emerge lentamente e tira le fila delle vicende.

Il problema del film è che non sembra avere una direzione precisa: da una parte cerca di essere un action moderno (come i concorrenti della Saga di Bourne o i Mission Impossible, pellicole che un tempo si ispiravano a Bond, ma che ora sono inseguite) e dall’altra tenta di essere ancora il film di spionaggio vecchio stile, con le scene d’azione esagerate, le auto e gli orologi accessoriati, le battute ad effetto e i cattivi sopra le righe che accarezzano gatti bianchi.

Purtroppo l’ironia non è più il sottile humor britannico, ma una vena grottesca inserita in contesti profondamente seri, in cui si tenta di esplorare drammi famigliari profondi, ma che non fanno breccia e presa lungo la durata eccessiva della pellicola (ben 150 minuti).

Il Bond di Craig è stato ideato per decostruire il mito di 007 e cercare di rendere verosimile un personaggio che è puro artificio, ma l’operazione non sembra aver lasciato il segno".

Questo il giudizio della nostra critica Giulia Tardini all'ultimo film, ora in visione a Modena, che vede protagonista la nota spia inglese

 
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