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Ariosto 'sbanca' a Ferrara e fa impallidire Modena e le sue figurine al Ma.Ta
Sabato 04 Febbraio 2017 13:08
altHa sfiorato i 150mila visitatori, nell'arco di 128 giorni, la mostra 'Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi' allestita a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e conclusa domenica scorsa. L'esposizione, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Mibact in occasione del 5/o centenario della prima edizione del celebre poema, è stata un successo, sotto tutti i punti di vista. La mostra ha voluto evocare le fonti visive che, insieme a quelle letterarie, hanno ispirato Ariosto nella stesura della sua opera più famosa. I capolavori di alcuni tra i più grandi artisti del Rinascimento - da Mantegna a Leonardo, da Botticelli a Raffaello e Tiziano - oltre a sculture antiche, miniature, arazzi, libri e oggetti preziosi, hanno fatto rivivere ai visitatori il mondo cavalleresco del 'furioso'.
Un risultato straordinario quello registrato nell'ultimo giorno di apertura, tale da fare diventare la mostra uno degli ultimi “casi” culturali in Italia. E che fosse diventato un caso lo si era capito dai dati lusinghieri di afflusso registrati a dicembre che portarono gli organizzatori a posticipare la chiusura di quasi un mese. Inaugurata il 24 settembre, la mostra ha attirato visitatori ad una media di mille al giorno, per totalizzare 120 mila presenze in 80 giornate di apertura. Con la proroga si prevedeva di sfiorare i 150 mila visitatori. Così è stato. Il saldo finale registra 146.000 visitatori. Molti dei quali in fila, anche nei giorni di freddo intenso. Anche domenica scorsa, bisognava attendere all’aperto almeno due ore – e anche di più nelle fasce di punta – sul marciapiede di Corso Ercole I d’Este, con temperature vicine allo zero.
Simbolo di un interesse e di partecipazione che premia la qualità dell'offerta e contestualmente una buona azione di marketing integrato con il resto della città. Elementi di cui Modena ed il suo sistema sono da sempre carenti. Nonostante l'ingente quantità di risorse pubbliche investite. Elementi e risultati che fanno impallidire la proposta di Modena che anche nell'ultimo anno non è riuscita ad andare al di la mostra delle figurine del Ma.Ta o del fallimentare risultato (anche in termini di critica oltre che di costi), del Manichino della Storia, pagata 550.000 euro, ma con soli 7.400 visitatori paganti (circa 17.000 il totale comprendente gli ingressi gratuiti, quasi tutta nella prima settimana ad ingresso libero). Elementi e risultati che evidenziano i limiti (per non parlare di assenza), di una visione e di una programmazione di respiro nazionale e sovranazionale in campo culturale, capace di valorizzare la città, il suo patrimonio, i suoi spazi, i suoi palazzi, in un'ottica nazionale e sovranazionale. Da Ferrara, intanto, la lezione è arrivata. Forte e chiara. 
 
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