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Efficiente, sicuro, al risparmio: guida all’acquisto del condizionatore
Cronaca - In evidenza
Martedì 12 Luglio 2016 19:45

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Condizionatore, guida all’acquisto e al risparmio energetico. Una serie di preziosi consigli. Ma attenzione: tenerlo acceso ogni giorno, per tutta l’estate, può costare anche 400 euro

Le caratteristiche principali per valutare se l’acquisto di un condizionatore è utile sono: l’efficienza energetica, la capacità di raffreddamento, la qualità e sicurezza, i flussi refrigeranti.

E’ bene sapere che un condizionatore acceso tutti i giorni, almeno per 6 ore al giorno e per tutti e tre i mesi estivi in una stanza di 20 metri quadri, comporta una spesa media dai 140 euro fino ad un massimo di 220 euro per i modelli con bassa efficienza energetica. Ma se le ore di utilizzo raddoppiano, la spesa può superare i 400 euro per i modelli meno efficienti. Lo stima l’Adoc, che propone anche una serie di consigli utili.

Efficienze energetica
Per ottimizzare i consumi e i costi è dunque preferibile prendere un apparecchio ad alta efficienza energetica. La spesa iniziale sarà più ingente, ma il beneficio economico immediato. Un condizionatore appartenente alla Classe Energetica A consuma oltre il 30% di energia in meno rispetto a uno appartenente alla Classe energetica C. Col nuovo sistema di etichette, in vigore dal 2013 (introdotto dalla Commissione europea) si prevede una gamma di sette classi energetiche: A+++, A++, A+, A, B, C e D. L’obbligo dell’etichetta comprende anche i macchinari con potenza inferiore o uguale a 12 kW, che corrispondono ai modelli di piccola taglia usati nel settore residenziale. Vengono utilizzati anche due indici di valutazione:

  • L’indice SEER (indica l’efficienza stagionale della macchina in funzione raffreddamento)
  • L’indice SCOP (valuta l’efficienza stagionale in modalità riscaldamento).

I valori di SEER e SCOP in pratica rappresentano la qualità della macchina. Più sono alti migliore è la classe energetica.

La capacità di raffreddamento
Questa caratteristica è espressa in Btu/h o in kW. Più questi valori sono alti, più l’impianto è potente.

Dimensioni
L’apparecchio dovrà avere dimensioni giuste in rapporto all’ambiente che dovrà rinfrescare. Se troppo piccolo non sarà in grado di rinfrescare bene, se troppo grande avrà un consumo energetico maggiore del previsto.

Sicurezza e qualità
Più il dispositivo è sofisticato e di qualità, maggiore sarà il costo. Alcuni esempi: Eurovent, ISO9001, ISO14001, CE. L’IMQ, per esempio, garantiscono che l’apparecchio è stato realizzato in conformità alle norme di sicurezza. Il marchio EI (etichetta informativa) garantisce che i dati contenuti nella confezione sono veritieri. Il marchio Eurovent garantisce la veridicità e la certificazione dei dati forniti dal produttore.

Altri indici
Esistono altre caratteristiche da tenere in considerazione: la rumorosità ad esempio, i fluidi refrigeranti, il tipo di condizionatore (se fisso o mobile) e infine se il sistema è o meno evoluto (pompe di calore o solo rinfrescatori?) etc.

Rumorosità
I climatizzatori portatili sono tendenzialmente più rumorosi di quelli fissi. L’indicazione dei Db (decibel) è riportata in etichetta. Un livello accettabile di giorno è di circa 40/45 db, mentre di notte l’ideale sarebbe i 20-30 Db.

I fluidi refrigeranti
Attenzione a non acquistare apparecchi che contengano fluidi denominati R134, R407C e R410A.

Condizionatori, mobili o fissi?
Quelli mobili costano più di quelli fissi ma non hanno bisogno di essere installati da personale specializzato. Il loro utilizzo, però, richiede un maggiore dispendio energetico perché per funzionare devono attingere ad aria calda all’esterno del locale in cui sono posti. Il che significa che dovete tenere parzialmente aperta una finestra per far passare il tubo (dispersione) a meno che non abbiate una bocchetta sigillata ad hoc.

Pompe di calore o raffrescatori?
Le pompe di calore consumano in media il 67% di energia elettrica in meno rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale.

Uso corretto e risparmio energetico
Un condizionatore dunque consuma molto in termini di costi nella bolletta che di emissioni di CO2.  Per queste ragioni è opportuno seguire alcune regole per l’uso dei condizionatori, in modo da poter risparmiare energia e ottimizzare l’utilizzo.

  • Un ambiente, un condizionatore: è preferibile che ogni ambiente disponga di un suo condizionatore. Rinfrescare l’intera abitazione posizionando un solo grande apparecchio nel corridoio che collega tutte le stanze raffredderà solo il corridoio, provocando dei colpi di freddo ogni volta che si cambierà stanza.
  • Temperatura: quando si decide la temperatura per il proprio ambiente bisogna stare attenti a non superare i 6-7°C di differenza tra la temperatura esterna e quella interna, così da non affaticare l’apparecchio.
  • Esposizione: il condizionatore e gli split interni (i terminali che emettono l’aria fredda) non devono essere esposti ai raggi del sole perché ne riducono l’efficienza. E’ preferibile che gli split vengano posizionati nella parte alta delle pareti, perché l’aria fredda, essendo più pesante di quella calda, tende a scendere. Ciò significa che se l’aria fredda viene emessa già ad altezze basse, si troverà ad avere temperature più basse all’altezza delle gambe e delle caviglie mantenendo alte temperature all’altezza della schiena e delle spalle.
  • Ostruzioni e circolazione dell’aria: tendaggi, mobili e altri impedimenti devono essere posizionati lontani dai bocchettoni di uscita dell’aria fredda, così da non impedire la diffusione dell’aria fresca. Le porte e le finestre dell’ambiente che si vuole rinfrescare devono rimanere chiuse.
  • Pulizia: la manutenzione dei filtri è necessaria affinché non proliferino muffe e batteri. Come pulirli? Rimuoveteli, lavateli con del detersivo, lasciateli asciugare e rimetteteli al loro posto. Se doveste accorgervi del loro deterioramento, sostituiteli. Una corretta manutenzione dei filtri farà funzionare sempre al meglio la macchina e vi farà godere di un’aria pulita. Se in casa è presente qualche persona che soffre di allergia, può essere utile fare attenzione al sistema di pulizia dell’aria con più batterie di filtri o con filtro ionizzante che abbatte le impurità dovute al pulviscolo.
  • Impegno energetico: è preferibile evitare di tenere accesi altri apparecchi domestici contemporaneamente al condizionatore. Ricordiamo che in molte abitazioni la potenza elettrica disponibile è di circa 3kW. Mediamente, per condizionare una camera da letto, occorre un apparecchio di circa 0,9kW di potenza. Se vogliamo raffrescare due ambienti il consumo salirà al doppio: circa 1,8kW. Se vogliamo condizionare contemporaneamente un terzo ambiente, però, il contatore scatterà continuamente, bisognerà quindi provvedere a far aumentare la potenza elettrica disponibile nella nostra abitazione. Ricordiamo che la potenza del condizionatore varia in base a diversi parametri, tra cui il rapporto tra il volume della stanza ed il carico termico.
  • Un motore, due split:se è presente un unico motore esterno collegato a due split, ricordiamoci che la potenza della macchina esterna è inferiore alla somma delle singole potenze. Ad esempio, con due split interni da 5.000 BTU ciascuno, il motore sarà da 9.000 BTU, sufficiente perché molto difficilmente entrambi saranno al massimo delle prestazioni contemporaneamente, soprattutto se dotati di tecnologia inverter.
  • Deumidificazione: la funzione di deumidificazione separata, che consente di avviarla senza il raffrescamento, garantisce un buon risultato a fronte di un consumo elettrico minore. Utilizza il deumidificatore in modo da evitare l’accensione prolungata dell’apparecchio per abbassare drasticamente la temperatura.
  • Salute: consigliamo di non raffreddare troppo l’ambiente, in quanto subire numerosi e forti sbalzi di temperatura può provocare raffreddori e mal di gola. Per lo stesso motivo, ricordarsi sempre di spegnere il condizionatore della camera da letto prima di andare a dormire.

Le alternative: il raffrescamento passivo
Senza utilizzare i condizionatori è possibile rinfrescare l’ambiente casalingo in modo semplice ed economico. Il cosiddetto raffrescamento passivo è un sistema di soluzioni che tende a diminuire sensibilmente le fonti di riscaldamento interne ed esterne di una casa. Di seguito alcuni consigli.

  1. Negli appartamenti esistono delle fonti di riscaldamento interne che è preferibile utilizzare al minimo in estate. Si tratta di elettrodomestici come il frigorifero, il computer, la tv e gli apparecchi per illuminazione, ecc… il nostro consiglio è di usarli solo quando è strettamente necessario, in particolare computer e illuminazione, o sostituirli con modelli similari, ma che tendono a scaldarsi meno. Inoltre, distanziandoli di almeno 5 cm dalle pareti si riduce la produzione di calore, in quanto si crea un ricambio d’aria.
  2. Per quanto riguarda le fonti esterne di calore gli accorgimenti che possono ridurre la produzione e la permanenza del calore sono pochi: pareti ben isolate e pesanti, finestre schermate con doppi vetri e tende chiare, colori chiari per tetti e pareti in modo da aumentare la capacità di riflesso dei raggi solari. E’ opportuno installare delle tende da sole. Se possibile, sarebbe conveniente circondare la casa di vegetazione, che può contribuire a ridurre la temperatura di circa 2-3°C.
  3. La ventilazione naturale degli ambienti interni, realizzabile aprendo contemporaneamente più finestre, è importante per mantenere un ambiente salutare ma anche per raffrescare i locali. E’ necessario creare una ventilazione leggera che sia in grado di abbattere l’afa. E’ possibile utilizzare un ventilatore a soffitto in casa, un ottimo modo per risparmiare energia e denaro, e non solo nei mesi più caldi. Installato correttamente e direzionando le pale in modo che le lame girino in senso orario, può farvi risparmiare il 40% in estate e il 10% in inverno.

Meglio un ventilatore?
Se l’obiettivo è risparmiare allora il ventilatore è senza dubbio la soluzione più vantaggiosa perché il suo consumo è di 15 volte inferiore a quello di un condizionatore. Un climatizzatore, in media, assorbe una potenza di circa 700 watt (W), cioè consuma in un’ora 700 wattora (Wh), cioè 0,7 chilowattora (kWh). Per un ventilatore, il consumo orario scende ad appena 50 watt, quasi 15 volte di meno rispetto all’aria condizionata. Il confronto è impietoso: ipotizzando un uso giornaliero di cinque ore per l’aria condizionata il consumo previsto è circa 3.500 watt. Se si ricorre alle pale del ventilatore si passa invece ad appena 250 watt. Di fatto un grande risparmio in termini di elettricità, emissioni di carbonio e soprattutto di soldi in bolletta. Vuol dire che anche tenendo accesi contemporaneamente 5 ventilatori nello stesso appartamento, è possibile consumare tre volte meno che con un solo condizionatore.

Nel confronto tra un ventilatore a piantana (messo su un palo di metallo come la maggioranza dei ventilatori) o a soffitto (che gira sul soffitto), i consumi variano a seconda dei modelli e delle dimensioni. Gli apparecchi a soffitto sono più grandi e quindi riescono a movimentare una maggiore quantità di aria. Ma i gas diventano più leggeri quando si riscaldano e quindi l’aria che si trova vicino al soffitto messa in circolo dalle pale del ventilatore, tende ad essere più calda di quella che rimane nelle parti più basse della stanza. Gli apparecchi a piantana, invece, sono più piccoli, ma essendo generalmente posizionati più vicino possono dare una maggiore sensazione di sollievo dall’afa (oltre a tenere lontane le zanzare nelle notti estive!).

Qualche consiglio utile
Due o tre cose che è importante sapere:

  • appoggiare il ventilatore su una superficie piana e stabile per prevenire cadute accidentali;
  • azionare di preferenza la rotazione del ventilatore, facendo attenzione ad eventuali ostacoli;
  • bere molta acqua per prevenire la disidratazione;
  • di sera, quando l’aria esterna è più fresca, appoggiare se possibile il ventilatore sul davanzale o sulla soglia del balcone, in modo che possa spingere all’interno della stanza la piacevole aria serale.