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Elezioni, le crepe in casa Pd sono diventate degli 'sbraghi'
Cronaca - In evidenza
Venerdì 24 Giugno 2016 18:45

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Dopo il primo turno avevamo parlato di crepe in casa Pd a Modena. Eravamo stati fin troppo ottimisti. Non ci sono quelle di assestamento che compaiono ogni tanto nelle abitazioni, si vedono dei veri e propri ‘sbraghi’ come si dice a Modena e dintorni. Ricapitoliamo: prima del 5 giugno il Pd governava in cinque dei sei comuni andati al voto. Ora, a ballottaggi conclusi, la situazione è questa: il Partito democratico vince in due comuni (Sestola e Palagano) e perde negli altri quattro ovvero a Finale Emilia, Pavullo nel Frignano, Zocca e Montefiorino.

Una débâcle impressionante che vede il centrodestra vincente sul Pd per quattro a due se vogliamo usare una metafora calcistica. Ognuno di quei quattro infausti risultati per i dem ha motivazioni diverse. A Montefiorino il Pd non si nemmeno presentato. A Zocca ha vinto una lista civica alternativa alla sinistra che però non è espressione di Forza Italia, Lega, Fdi. Anche a Finale il merito per la vittoria di Sandro Palazzi (da anni in Consiglio comunale all’opposizione) è da ricercare, più che nelle scelte dei partiti di centrodestra (FI non aveva neanche la lista) nella capacità del gruppo storico locale e sulla voglia di cambiare pagina dopo che la precedente Amministrazione si è ritrovata coinvolta in diverse questioni anche di carattere giudiziario. A Pavullo nel Frignano lo storico esponente di An Luciano Biolchini conquista la poltrona di primo cittadino. Agevolato al primo turno dalla spaccatura tra Pd e sinistra radicale, al secondo turno ha recuperato e battuto il candidato Pd Iseppi sulle ali della voglia di cambiamento.

Ci sono quindi almeno due dati vagamenti ‘consolatori’ per la dirigenza Pd. Il primo: in provincia di Modena il Movimento a cinque Stelle non sfonda. In nessuno dei quattro comuni persi dal Pd, c’è un sindaco penta stellato e in nessuno dei due ballottaggi c’era un grillino. Il secondo è che nei quattro comuni persi, oltre alle proprie responsabilità, non c’è la ‘mano’ di un disegno organico da parte della dirigenza dei partiti di centro destra ma solo l’ottima capacità dei candidati vincenti di saper essere ‘l’uomo giusto al momento giusto’.

Argomenti che non possono confortare di fronte a risultati così negativi per gli eredi di quello che a Modena una volta era il ‘partitone’.