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Fiumi, al via interventi idraulici per 15 milioni di Euro
Cronaca - In evidenza
Venerdì 18 Luglio 2014 17:40

altSono cinquantadue gli interventi idraulici urgenti nel territorio modenese previsti nel primo stralcio di lavori per il ripristino in seguito all’alluvione che lo scorso gennaio ha interessato il territorio della provincia di Modena.
Alcuni sono già in corso, come ad esempio quello di Ponte Alto, altri prenderanno il via entro il 30 luglio e saranno realizzati nei prossimi mesi. Le risorse per gli interventi, che ammontano a oltre 15 milioni 652 mila euro, sono state stanziate dal Governo e già assegnate sulla base dell’ordinanza emanata a inizio giugno dell’ex Commissario Vasco Errani.

A questi si aggiungono altri 8 milioni 903 mila euro (per un totale di 24 milioni 555 mila euro) destinati a coprire quattro interventi per il contenimento delle piene o per opere a sud della città. Altri 23 milioni 118 mila euro, infine, finanzieranno un secondo stralcio di interventi destinato a miglioramenti strutturali, che prenderanno il via entro il 2014 con termine previsto entro i successivi 12 mesi.

A fare il punto sul piano di azioni per la riduzione del livello di rischio del nodo idraulico modenese, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina, venerdì 18 luglio, è stato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, insieme ai sindaci di Bastiglia, Bomporto e San Possidonio Francesca Silvestri, Alberto Borghi e Rudi Accorsi, in rappresentanza del Comitato istituzionale alluvione e di tutti i Comuni interessati dal nodo idraulico, all’assessore alla Sicurezza del territorio del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi, alla coordinatrice dello staff tecnico per la gestione dell’emergenza alluvione Rita Nicolini, alla responsabile dell'ufficio operativo di Aipo di Modena Federica Pellegrini e al coordinatore provinciale del Servizio Tecnico regionale dei Bacini degli affluenti del Po Gianfranco Larini.

Obiettivo prioritario del piano di azioni è il ripristino della piena operatività del reticolo danneggiato dall’alluvione prima della prossima stagione autunnale e la generale riduzione della pericolosità, portata avanti attraverso interventi strutturali su casse di laminazione e argini, oltre che attraverso controlli straordinari sulla fauna selvatica e sullo stato delle arginature. Attenzione viene posta anche alla riduzione della vulnerabilità ed esposizione, perseguita attraverso la pianificazione della gestione delle emergenze, che consente di gestire il rischio residuo, e l’utilizzo di strumenti urbanistici o di programmazione territoriale.

Gli interventi del primo stralcio interessano i fiumi Secchia e Panaro, il canale Naviglio e il reticolo dei canali di bonifica e degli altri tratti minori. Consistono, in particolare, in azioni funzionali al miglioramento della stabilità degli argini rispetto a fenomeni di filtrazione come la riduzione di fenomeni di dissesto attraverso la ripresa di frane, il ripristino delle arginature danneggiate da tane di animali, la rimozione di materiale flottante, lo sfalcio straordinario e la riduzione di presenze arbustive e arboree su argini e nell’alveo. Del primo stralcio fanno parte anche le azioni volte ad accelerare alcuni interventi già programmati ma rallentati in larga parte a causa delle procedure espropriative, come la realizzazione delle casse di espansione del Naviglio presso i prati di San Clemente, interventi sul diversivo Martiniana e sul torrente Grizzaga.

Il secondo stralcio di lavori approvato avrà l’obiettivo di avviare il miglioramento strutturale e funzionale del sistema arginale del fiume Secchia oltre che intervenire sulla cassa di espansione per dotarla di sistemi in grado di consentire il superamento di situazioni emergenziali.

Anche per il fiume Panaro sono previsti lavori sulla cassa di espansione, per garantire una più efficace riduzione dei colmi di piena, ed è in programma il completamento della ripresa dei movimenti franosi sugli argini. Sono inoltre previsti ulteriori interventi sul reticolo di bonifica danneggiato dagli eventi alluvionali, con particolare riferimento a Dogaro e Vallicella.

È inoltre in programma il miglioramento della conoscenza del grado di resistenza delle arginature con opportune campagne di indagini preliminari, verifiche sistematiche di stabilità e realizzazione di interventi necessari tratto per tratto.