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Modena ha il suo nuovo Vescovo. Papa Francesco ha nominato Don Erio Castellucci
Cronaca - In evidenza
Mercoledì 03 Giugno 2015 16:55

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E' don Erio Castellucci il nuovo arcivescovo di Modena. Forlivese di 55 anni è il 101° successore di Geminiano. L'annuncio è stato dato oggi alle 12 in Cattedrale dall'amministratore diocesano mons. Morandi, che ha retto la Curia modenese dopo la morte di monsignor Antonio Lanfranchi. il nuovo arcivescovo abate dell'arcidiocesi metropolitana di Modena-Nonantola è stato nominato da Papa Francesco. Una messa di ringraziamento sarà celebrata oggi in ogni parrocchia della diocesi; le campane suoneranno a festa, come in Cattedrale al momento dell'annuncio.


Il saluto di don Erio Castellucci alla diocesi di Modena
Cari amici della Chiesa di Dio che è in Modena-Nonantola,
quando mi è stata comunicata dal Nunzio apostolico la nomina a vostro vescovo, insieme ad una grande e sincera preoccupazione per la mia inadeguatezza, mi è sembrato di cogliere la voce pacata e ferma del vescovo Antonio che mi incoraggiava. Lo avevo conosciuto bene durante il suo episcopato cesenate, e mi ero fermato in preghiera quando, la vigilia delle Ceneri, mi arrivò la notizia della sua morte. Ora, in qualche modo e con l’aiuto di Dio e vostro, devo prendere il suo posto. Spero di ereditare almeno una parte delle sue qualità umane e della sua sapienza pastorale. Ringrazio prima di tutto l’amministratore diocesano, mons. Giacomo Morandi, che già come vicario generale - specialmente nei mesi della malattia del vescovo - ha guidato sapientemente la nostra Chiesa locale.
Vorrei venire tra di voi per imparare, prima che insegnare; per ascoltare, prima di parlare; per prendermi a cuore le relazioni, prima dell’organizzazione; per aiutarci a metter sempre le iniziative, i programmi e le strutture al servizio dell’incontro con il Signore e i fratelli. Vorrei evitare ed aiutarvi ad evitare il rischio di un attivismo che snerva e di una burocrazia che toglie le forze. Ma non posso farlo da solo, anzi io stesso dovrò essere aiutato da voi a non cadere nel servizio affannato di Marta, trascurando il cuore del servizio, l’ascolto che Maria presta a Gesù. Avrete pazienza con i miei limiti, anche di carattere, di tempo e di energie.
La Chiesa di Modena-Nonantola, dalla quale proviene anche il mio caro vescovo Lino, è benedetta dal Signore e ricolma di doni. Ai presbiteri, preziosi e insostituibili collaboratori, conto di dedicare le maggiori energie, perché solo da un presbiterio unito si può costruire la comunità diocesana; chiedo nelle nostre relazioni franchezza e rispetto reciproco, soprattutto quando dovremo prendere decisioni difficili. Vorrei valorizzare la vita consacrata, grande segno del primato di Dio su ogni altra cosa, progetto e persona. Vorrei essere vicino ai seminaristi, espressione di vitalità e grande speranza della nostra Chiesa; e ai diaconi, segno di Cristo povero e per i poveri, impegnati nelle diverse periferie - come dice il nostro papa Francesco - per portare una luce a chi soffre nel corpo, negli affetti, nello spirito. Spero di incentivare la corresponsabilità dei laici, singoli o aggregati in associazioni, movimenti, gruppi e cammini; e specialmente delle famiglie e dei giovani, così provati dalla crisi, che non è solo economica, ma anche affettiva ed esistenziale. E, senza dimenticare nessuno, vorrei che insieme mettessimo i malati e gli emarginati - già al centro del cuore di Dio - anche al centro del nostro cuore. Cercheremo insieme di proseguire nella collaborazione per il bene comune con i responsabili della comunità civile e le autorità militari, nel rispetto delle diverse competenze. Incontreremo cordialmente gli amici di altre confessioni cristiane, altre religioni e non credenti. Cercheremo di dialogare con tutti, anche con il mondo della cultura - rappresentato in modo speciale a Modena dall'Università - avvalendoci soprattutto dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose e degli altri enti che si dedicano alla formazione culturale secondo la visione cristiana della vita.
Ho scelto come motto “adiutores gaudii vestri”; estratto dal versetto di 2 Cor 1,24, dove San Paolo si rivolge come apostolo agli altri battezzati con queste parole: “Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete già saldi”. So di arrivare in una Chiesa dove l’annuncio del Vangelo, le celebrazioni sacramentali ed eucaristiche, la vita di fraternità, carità e missione, sono il pane quotidiano, pur tra le tante difficoltà che anche oggi la Chiesa e il mondo vivono. Non dobbiamo perdere la fiducia: oggi è il 52.mo anniversario della morte di San Giovanni XXIII, che, all’apertura del Concilio Vaticano II - la cui dottrina continuerà ad essere il nostro faro - auspicò che tra le vicende della storia i cristiani imparassero a cogliere i “segni dei tempi”, lasciando da parte gli sterili lamenti e le fredde condanne. Oggi ricorre anche il 27.mo anniversario della visita di un altro papa Santo, Giovanni Paolo II, alla nostra diocesi di Modena-Nonantola; davanti alla tomba di San Geminiano, egli definì il patrono “padre della fede di questo forte e generoso popolo”.
Ecco: spero semplicemente di collaborare alla vostra gioia, di sostenere la vostra fede, senza appesantirvi, ma anzi cercando di favorire un percorso comune verso la fonte della gioia, il buon Pastore. Invoco l’intercessione della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, di San Geminiano e San Silvestro, del beato Contardo Ferrini e del beato Rolando Rivi. 

Saluto a sua eccellenza Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate eletto di Modena-Nonantola 
La Chiesa di Modena-Nonatola con animo grato al Signore e al Santo Padre, Papa Francesco, ti accoglie, carissimo don Erio coma suo Pastore e 1012° successore del nostro padre nella fede, il vescovo Geminiano.
Desideriamo dirti il nostro grazie riconoscente e gioioso per aver accettato questo impegnativo servizio alla nostra Chiesa modenese-nonantolana! Già conosci la strada che conduce a Modena, perché tante volte, con la tua presenza e la tua parola sapiente e calorosa, ci hai accompagnato e sostenuto.
Ringraziamo il Signore per questa singolare comunione, che unisce le nostre Chiese di Modena-Nonantola e Forlì-Bertinoro, a cui qualche anno fa donammo, non senza fatica, il nostro carissimo Vescovo Lino.
Il lavoro, caro don Erio, non mancherà, ma vogliamo assicurarti fin d'ora il nostro affetto, la nostra collaborazione e soprattutto la nostra preghiera, perché tu possa essere per ciascuno di noi padre, che accompagna, sostiene, incoraggia e guida il nostro cammino! Aiutaci a riscoprire la gioia del Vangelo!
Ti affidiamo al Signore, Padre di ogni misericordia, alla Beata Vergine Maria, Ausiliatrice del popolo modenese, ai nostri santi patroni Geminiano e Silvestro e con le parole del salmo cantiamo con gioia "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!"

Ma chi è il nuovo vescovo di Modena
Don Erio Castellucci appartiene al clero della Diocesi di Forlì-Bertinoro, è parroco di San Giovanni Apostolo ed Evangelista in Forlì. Il Rev.do Don Erio Castellucci è nato a Forlì l'8 luglio 1960. Ha compiuto gli studi istituzionali per il sacerdozio al Pontificio Seminario Regionale "Benedetto XV" di Bologna, conseguendo il baccalaureato in teologia (1983). Come alunno del Seminario Lombardo in Roma, poi, ha conseguito la Laurea in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (1988), con una tesi su Dimensione Cristologica ed Ecclesiologica del presbitero nel Concilio Vaticano IL
È stato ordinato sacerdote il 5 maggio 1984 per la Diocesi di Forlì-Bertinoro, dove è incardinato e abitualmente risiede.
Gli ncarichi pastorali più significativi  che ha svolto sono i seguentii:
1984-1986: collaboratore pastorale presso la parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana (Roma).
1984-1992: parroco di San Tommaso Apostolo a Durazzanino.
1995 Responsabile Diocesano della Pastorale Giovanile.
1998 Vice Rettore del Seminario Minore.
2005-2009: Preside della Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna.
2009-2012: Membro del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale Diocesano.
Dal 1993 è Assistente Diocesano degli Scout A.G.E.S.C.I.
Dal 2009 è Vicario Episcopale per la Cultura, l'Università e la Scuola, la Famiglia, i Giovani, le Vocazioni e il Turismo.
Dal 2009 è anche parroco di San Giovanni Apostolo ed Evangelista in Forlì.
È Padre Spirituale del Seminario Vescovile e Docente presso l'istituto Interdiocesano di Scienze Religiose con sede in Forlì. È autore, inoltre, di una trentina di pubblicazioni sulla spiritualità del presbitero diocesano, tra volumi e articoli su riviste specializzate.