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Expo 2015: tardivo tavolo modenese per decidere che fare
Cronaca - In evidenza
Giovedì 10 Luglio 2014 16:54
altDi Macaco
Giovedì 10 luglio, a Modena, è andato in scena l'ennesimo tavolo di confronto istituzionale. Oggetto: Expo 2015, ovvero cosa fare a Modena per cogliere le opportunità legate ai milioni di turisti che, sbarcando a Milano in visita all'esposizione mondiale, potrebbero essere attirati dalle parti di Modena e portare un po di soldi.
In questo caso rappresentanti del mondo economico, culturale e sociale hanno accolto l'invito del Sindaco Giancarlo Muzzarelli e si sono trovati nella sala del Consiglio Comunale di Modena (foto) per, stando alle parole dello stesso Sindaco..."lanciare strategie di area vasta che abbiano un futuro”. "Expo 2015 - ha affermato Muzzarelli - è una straordinaria occasione anche per Modena. Uniamoci per esplodere le potenzialità del nostro territorio, elaborare un programma culturale, enogastronomico, artistico e motoristico comune di area vasta che definisca strategie che guardano a Expo e soprattutto al dopo".

Un tale appello, lanciato dall'attuale Sindaco, che per 10 anni è stato Vicepresidente della Provincia di Modena, per poi passare in Regione guidando importanti e strategici assessorati come quello alle attività produttive, più che un progetto per il futuro suona come una tardiva ammissione di cose non fatte, di impegni non mantenuti, in parte rispetto a quanto lui ha fatto o non ha fatto per Modena, prima di diventare Sindaco, un po per ciò che Modena non ha fatto negli ultimi 10-20 anni.
Strutturare sinergie e piani di promozionale e marketing internazionale per promuovere e valorizzare le potenzialità del nostro territorio, elaborando un programma culturale, enogastronomico, artistico e motoristico comune di area vasta che definisca strategie che guardano a Expo e soprattutto al dopo costituivano obiettivi già auspicati, già contenuti e mai raggiunti dai programmi elettorali e di mandato di chi ha amministrato la città e, più in generale, la cosiddetta area vasta, negli ultimi decenni, da Barbolini a Pighi, passando appunto dal Muzzarelli Vicepresidente della Provincia ed Assessore regionale.

Ed è così che, per esempio, mentre si parla di turisti che con l'alta velocità arriveranno a Bologna ed a Reggio è già implicita la responsabilità di Muzzarelli nell'avere escluso Modena dall'alta velocità, firmando una quindicina di anni fa, insieme all'allora Sindaco Barbolini (ai tempi Pighi era Capogruppo PDS), il SI al tracciato a nord dell'alta velocità che ha isolato Modena dal passaggio del treno anziché coinvolgerla, e che oggi vede le uniche opere incompiute della tratta di tutta la regione: le interconnessioni che avrebbero collegare i binari di ultima generazione del nuovo passante nord con la stazione e che oggi non hanno nemmeno i cavi elettrici. Vi siete mai chiesti perchè i treni veloci non entrano a Modena, o a che cosa servono quei serpentoni di cemento deserti che, inutilizzati, scavalcano la tangenziale e tagliano in due l'orizzonte della città? Prima di parlare di mobilità, di logistica, di movimento di persone e di turisti stranieri da e verso Modena, forse c'è qualcuno, in primis Muzzarelli, che dovrebbe dare qualche spiegazione su scelte che hanno ridotto Modena da prima della classe a cenerentola della regione, ormai periferia, e non più centro dell'Emilia e di tutto ciò che l'ha resa grande.

Andando avanti con le linee tracciate da Muzzarelli nel tavolo del 10 luglio, sembra di partecipare alla fiera delle buone intenzioni mai onorate e che Modena ad oggi, dovrebbe quasi considerare partita chiusa perchè già fatta: "Consolidare il rapporto con Roma, rafforzare il legame con Bologna per promuovere Modena di più e meglio all'interno della regione, valorizzare quanto esiste sul territorio per inserire energie e strategie già attivate in un piano comune". Non si tratta solo di roba già promessa e mai realizzata?

E' tardi, troppo tardi per recuperare non solo ciò che non si è fatto ma anche per ciò che in maniera raffazzonata si era abbozzato di volere fare oggi. A confermarlo nel tavolo modenese, Giorgio Vecchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Modena, che ha colto l’occasione per annunciare che difficilmente si potrà realizzare l’iniziativa per la promozione dei prodotti tipici prevista in piazza Roma in occasione di Expo, soprattutto a causa dei tagli economici alle Camere di Commercio. Un tema che il sindaco Muzzarelli ha ripreso in conclusione confermando non certo una soluzione operativa per superare ritardi e difficoltà ma "l’istituzione di un ennesimo  tavolo di confronto permanente “perché è fondamentale presentarci a Expo con un luogo strategico che guarda già oltre”. Tradotto, slogan e buone intenzioni. Per l'operatività c'è tempo. Prima tutti al mare.
Il tavolo sarà nuovamente convocato a settembre, quando si dovrà definire “chi farà cosa, non solo per Expo 2015 ma per le prospettive future di Modena”.
Il sindaco ha spiegato che il coordinatore tecnico di questa fase sarà Raffaella Quaquaro giornalista, già capo ufficio stampa della scomparsa, solo sulla carta, Provincia di Modena.

“Expo - ha poi concluso il Sindaco - deve essere un grande collettore a cui agganciare tutte le iniziative e, se ci sono progetti che riteniamo importanti per la città e per lo sviluppo del territorio in ottica di area vasta, che vadano anche oltre Expo, allora dobbiamo valutare cosa e quanto vogliamo fare e creare le sinergie per farlo, come trovare tra pubblico e privato formule di adesione e impegno per la cultura e la promozione della città. Perché la vera sfida dell’Expo sarà dopo e occorre un fisico competitivo – ha aggiunto - in funzione di una visione diversa di Modena e del suo territorio, una visione basata su una strategia comune”.

E, per non dimenticare, riportiamo integralmente la nota stampa con cui nel 2011 la Provincia di Modena, annunciò la Costituzione di un tavolo di confronto per le strategie dell'expo 2015 e che, a quanto risulta, non ha avuto alcun seguito

Comunicato stampa N° 371 del 22/04/2011
modena verso expo 2015, costituito gruppo di lavoro per elaborare progetto di marketing territoriale

Cogliere l'occasione di Expo 2015, con gli oltre venti milioni di visitatori stranieri previsti, per valorizzare e promuovere il sistema Modena attraverso le sue eccellenze. E' l'obiettivo affidato a un gruppo di lavoro, coordinato dalla Provincia di Modena, che si è costituito nei giorni scorsi per definire idee progettuali in vista della grande esposizione internazionale di Milano. Il gruppo, presieduto dal presidente della Provincia Emilio Sabattini, è composto da sei persone: Stefano Bellei (Camera di Commercio), la direttrice del Museo Galleria Ferrari di Maranello, Mariella Mengozzi ("terre di motori"), l'imprenditrice Roberta Pelloni indicata dalle piccole e medie aziende, Giovanni Messori di Confindustria, Massimiliano Telloli per le associazioni del commercio ed Eros Valenti in rappresentanza del mondo agricolo e della cooperazione.

Nella sua prima riunione, il gruppo di lavoro ha condiviso la scelta di definire un progetto che ruoti intorno a due elementi identitari forti: il tema dei motori e l'agroalimentare, con particolare riferimento all'aceto balsamico, espressione ineguagliabile della tradizione e del "saper fare" modenesi. L'intenzione è valorizzare questi due filoni di lavoro per attirare visitatori e turisti, costruendo un progetto di marketing territoriale, in grado di assicurare ricadute positive anche sugli altri settori produttivi modenesi, articolato in tre fasi: l'avvicinamento all'Expo, lo svolgimento della esposizione universale vera e propria da maggio a ottobre 2015, e il periodo successivo, nel quale si auspica di poter consolidare a sistema esperienze, contatti e buone pratiche.

Si è deciso quindi di aprire la discussione al territorio, raccogliendo proposte dai mondi associativi e organizzati, con un'attenzione particolare al mondo dei giovani.