Contenuto Principale












 






______________


 

Burocrazia, leggi e sanzioni. E provare con il buon senso?
Cronaca - In evidenza
Lunedì 23 Febbraio 2015 11:20

alt

Carpi, 95 centesimi evasi, chiusura del bar per 3 giorni. Novi di Modena, va prendere il nipote a scuola con l’auto della pasticceria, sequestrato il mezzo. Sono due notizie di questi giorni e riguardano la nostra provincia. La prima ci racconta di un barista della città dei Pio che, per un’evasione di appena 0,95 centesimi, si vedrà chiudere il proprio esercizio per 3 giorni. Ma non basta, siccome poi la contestazione dell’’evasione riguarda 4 scontrini si verrà applicare una sanzione di 600 euro a scontrino per un totale di 2,400 Euro. L’altra ‘storia’ riguarda una pasticcera di Novi di Modena che è stata multata dalla polizia municipale per aver essere andata a prendere a scuola il nipote con la macchina della ditta. Risultato: auto sequestrata da tre ai sei mesi come previsto dal Codice della Strada.

Queste due notizie potrebbero far parte di quelle leggende metropolitane che ogni tanto si diffondono invece sono vere e sono accadute realmente. Vogliamo sgomberare il campo dagli equivoci: le leggi devono essere rispettate e chi le applica fa il proprio lavoro.

Ma come comunità di cittadini che si governa attraverso libere elezioni abbiamo il dovere di chiederci quali saranno le conseguenze di queste leggi? Quali saranno le ricadute in termini economici per il barista e la pasticcera? Con la crisi che attanaglia da ormai 6 anni le attività commerciali siamo davvero sicuri che alcune norme non dovrebbero essere riviste? Siamo sicuri che il risultato e l’applicazione di tali leggi non produca effetti più negativi per la comunità (per esempio l’eventuale chiusura dell’esercizio) rispetto anche all’infrazione?

In un territorio già pesantemente colpito dal sisma del 2012 chi combatte tutti i giorni per non far morire la propria attività (e relativi posti di lavoro) dovrebbe trovare una pubblica amministrazione amica. Questi due episodi ci dicono che si devono ripensare alcune norme magari facendo diventare anche più umane e meno punitive le sanzioni. Non basta ascoltare quotidianamente i buoni propositi del governante di turno che ci racconta che dobbiamo avere gli Enti pubblici al servizio del cittadino e non viceversa. Forse se si iniziasse con una dose di sano buon senso sarebbe già un bel passo in avanti.