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Il Vescovo di Carpi al Papa: "La sua visita è un cardiotonico che vogliamo assumere"
Cronaca - In evidenza
Domenica 02 Aprile 2017 15:31
altPrima della benedizione finale al termine della messa, il Vescovo di Carpi Francesco Cavina ha ringraziato Papa Francesco per la sua visita nei territori colpiti dal sisma del 2012 e rivolgendosi al Santo Padre ha dichiarato:

"Lei ha esortato ogni cristiano, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo, a cercarlo ogni giorno senza sosta. La storia di questa comunità può testimoniare che dall'incontro vero con il Signore Gesù nasce un'umanità nuova, capace di instaurare con i fratelli relazioni non banali, non superficiali e di proporre cammini di autentica liberazione, come ne hanno dato esempio nel passato, ma non solo nel passato, figure come quelle di San Bernardino Realino e come hanno testimoniato, per rimanere in tempi più vicini a noi, don Zeno Saltini fondatore di Nomadelfia, e Mamma Nina fondatrice della Casa della Divina Provvidenza. O il martire Odoardo Focherini, giusto tra le nazioni, la cui figura richiama ad una ad una pagina oscura della storia di questo nostro tempo: il campo di concentramento di Fossoli, dal quale migliaia di nostri fratelli, soprattutto ebrei, partirono per il lager nazisti, senza fare ritorno. Pagina che si è prolungata anche successivamente in forma in meno drammatica, ma ugualmente dolorosa, quando il campo ospitò i profughi istriano dalmati, costretti ad uscire dalle loro terre. In tutte le occasioni la comunità cristiana si prodigò per assistere i prigionieri ed alleviarne le sofferenze. E tra le figure alle quali penso c'è quella dell'instancabile Francesco Venturelli, medaglia d'oro al valor civile.

Santo Padre, in questa piazza c'è il cuore antico e nuovo di Carpi, un cuore che a volte risente della stanchezza del cammino, altre volte batte a cadenza irregolare di fronte alle sfide. Altre volte ancora sembra fermarsi impaurito, ma la sua presenza, la fede e la parola che ci ha rivolto rappresenta, mi scusi il paragone il paragone forse irriverente, un 'cardiotonico' che noi vogliamo assumere affinché i nostri cuori possano tornare a prendere il largo con gioia e fiducia, per testimoniare che la vita vince sempre. La vita del Cristo Morto che libera dalla paura, in quanto lui è sempre presente, perché come dice Santa Caterina da Siena, solo coloro che pensano di essere soli hanno paura. Noi ci sentiamo dei privilegiati perché il Signore Gesù, la Chiesa ed il successore, indicano la direzione certa della nostra esistenza: la vita eterna. Grazie Santo Padre"