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Le aziende femminili reggono alla crisi
Cronaca - In evidenza
Mercoledì 29 Marzo 2017 23:08
altA fine anno, in Emilia Romagna, il numero delle imprese femminili erano 85.031, sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente. Continua la crescita delle società di capitale (+2,9 per cento +382 unità), e il calo delle società di persone (-387 unità, -2,9 per cento), stabili le ditte individuali. Crescono le imprese dei servizi, in particolare alla persona, alloggio e ristorazione, sola eccezione commercio al dettaglio. Prosegue la contrazione in agricoltura e nelle costruzioni.

Al 31 dicembre 2016 le imprese attive femminili erano 85.031, pari al 20,9 per cento del totale delle imprese regionali, invariate rispetto alla stessa data del 2015. Gli effetti della crisi passata si riflettono ancora sulle imprese non femminili, che sono risultate 2.788 in meno (-0,9 per cento). In Italia le imprese femminili (1.158.632) hanno mostrato una tendenza migliore e sono aumentate dello +0,5 per cento. L’Emilia-Romagna è risultata quattordicesima per crescita. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

La forma giuridica. L’incremento delle imprese femminili è da attribuire sostanzialmente alle società di capitale, che sono aumentate in misura più contenuta che nel recente passato (+382 unità, pari al 2,9 per cento) e sono giunte al 16,1 per cento del totale, grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa, però, motiva anche la sensibile riduzione delle società di persone (-387 unità, -2,9 per cento). Le ditte individuali hanno mostrato, invece, una maggiore tenuta risultando invariate rispetto a dodici mesi prima. Le cooperative e i consorzi hanno fatto registrare una discreta crescita (+0,8 per cento).

Settori di attività economica. Tendenze ampiamente divergenti si sono compensate a livello settoriale. A fronte di quella positiva dell’insieme dei servizi, che crescono dello 0,5 per cento (+291 unità), con la rilevante eccezione dell’insieme del commercio al dettaglio (-323 unità, -1,8 per cento), si contrappone la crisi dei settori produttivi tradizionali, agricoltura (-1,5 per cento), costruzioni (-1,4 per cento) e manifattura (-0,4 per cento), che risentono della crisi passata, ma in minore misura rispetto alle imprese non femminili e al passato. L’andamento positivo nei servizi ha beneficiato soprattutto dell’incremento delle imprese delle altre attività dei servizi (+190 unità, +1,9 per cento), trainate dai servizi alla persona, e dei servizi di alloggio e ristorazione (+115 unità, +1,2 per cento).
In particolare, è stato rapido l’incremento delle imprese dell’istruzione (+5,7 per cento), settore nel quale si sono aperti ampi spazi all’intrapresa privata.
 
Imprese attive femminili in Emilia-Romagna. 31 dicembre 2016
  Numero Tasso Tasso di
  di imprese femminile (1) variazione (2)
       
Imprese femminili 85.031 20,9 0,0
Forma giuridica      
   Società di capitale 13.707 16,2 2,9
   Società di persone 13.107 16,4 -2,9
   Ditte individuali 56.896 24,4 0,0
   Altre forme societarie 1.321 13,9 0,8
Settore di attività      
   Agricoltura, silvicoltura pesca 12.993 22,0 -1,5
   Industria in senso stretto 7.602 16,6 -0,3
   Costruzioni 3.051 4,6 -1,4
   - Commercio 23.068 16,6 -0,3
   - Altri servizi 38.317 4,6 -1,4
   Servizi 61.385 26,0 0,5
(1) Tasso “femminile”, percentuale delle imprese femminili sul totale delle attive per forma giuridica o per settore di attività economica. (2) Tasso di variazione percentuale tendenziale (sullo stesso periodo dell’anno precedente).
Elaborazioni Unioncamere Emilia-Romagna su dati InfoCamere Movimprese.