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Rinnovo 'copia e incolla' dell'ufficio stampa del Comune di Modena: Galli (FI) chiede chiarezza
Cronaca - In evidenza
Venerdì 17 Marzo 2017 21:05
altIl caso del rinnovo di tre componenti dell'ufficio stampa del Comune di Modena che ha visto riconfermati per il biennio 2017-2018 gli stessi giornalisti in scadenza il 31 dicembre scorso, tra i quali lo stesso presidente modenese del sindacato dei giornalisti, nonostante siano giunte in comune 43 proposte di candidature ritenute ammissibili perché fornite dei requisiti richiesti per i tre profili oggetto del bando pubblico, finisce in Consiglio comunale. A presentare una interrogazione ad hoc è stato il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli.
Nel mirino del forzista finiscono tre determine firmate nel dicembre scorso dicembre dal direttore generale del Comune di Modena, responsabile della procedura, Pino Dieci, nelle quali si certificano gli affidamenti degli incarichi biennali (due addetti stampa e di un capo ufficio stampa) da 100mila, 112mila e 162mila euro. In tutto 374mila euro.
A vincere l’avviso pubblico, dopo una selezione, esattamente i tre profili uscenti: Roberto Righetti, Roberto Serio e Laura Parenti. Chiamati così a ricoprire gli stessi profili e gli stessi incarichi ricoperti negli anni precedenti. A certificare la scelta lo stesso direttore generale del Comune al termine della selezione (che ha riguardato prima l'ammissibilità delle domande presentate ed il possesso dei requisiti, e successivamente i colloqui individuali), effettuata da una commissione che vedeva tra i profili scelti come componenti esterni, la presenza dell'ex ufficio stampa Pd, Sergio Gimelli, oggi ufficio stampa della Fondazione Crmo. Scelta, quella ricaduta su Gimelli come componente della commissione che l'interrogante chiede di motivare. Nell'articolata interrogazione Galli chiede inoltre spiegazioni sul perché dal verbale della commissione giudicatrice emerge che la commissione stessa avrebbe aggiunto solo dopo essere venuta a conoscenza dell'elenco dei candidati, nuovi criteri di valutazione che non erano stati inseriti nell'avviso pubblico (come l'avere ricoperto lo stesso incarico negli anni precedenti), e capaci di influire in maniera determinante sulla scelta di candidati rispetto ad altri pur in possesso di altre esperienze professionali.   
"Per quale motivo i requisiti adottati dalla commissione emersi da specifico accesso atti non sono stati esplicitati anche nell'avviso pubblico?" - chiede il Consigliere Galli. "E con quali criteri è avvenuta la scelta dei componenti esterni della commissione stessa?". Sono solo alcune delle domande alle quali la giunta dovrà rispondere.

Leo