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Profughi: in provincia sono 1371 quelli accolti i provincia ma cresceranno ancora
Cronaca - In evidenza
Giovedì 16 Marzo 2017 23:33
altAttualmente sono 1.371 i rifugiati e profughi presenti nei Cas, Centri di accoglienza straordinari, gestiti dalla Prefettura di Modena, erano 1.155 nel 2015. Inoltre, nell'ambito dei progetti Sprar del Comune di Modena, nel 2016 sono stati accolti 102 richiedenti asilo e rifugiati. Ai richiedenti asilo accolti nello Sprar viene concessa l'iscrizione anagrafica a seguito del primo permesso di soggiorno; ciò non avviene per quelli accolti nei Cas.
Il progetto Sprar, adulti e minori, è gestito dal Comune tramite appalto attualmente assegnato al Consorzio Cooperative Sociali-Caleidos. Fino ad oggi i servizi gestiti dalla Prefettura sono stati affidati alle Coopertaive Caleidos e L’Angolo. È in corso la procedura per una nuova assegnazione per la gestione dell'accoglienza di 1.560 richiedenti asilo previsti tra il capoluogo ed i comuni della provincia nel corso del 2017. La Prefettura ha comunicato che sono state ammesse alla fase di valutazione delle offerte le Cooperative Sociali Caleidos e Leone Rosso e l’Associazione Centro Sociale Giovanni XXIII.  Sono alcuni dati emersi dalla risposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli all’interrogazione illustrata in consiglio comunale da Domenico Campana di Per me Modena e firmata anche da Marco Cugusi e Francesco Rocco di Mdp. Il consigliere dopo aver chiesto informazioni su profughi presenti, tipo di accoglienza, agenzie che se ne occupano, ruolo dell’Amministrazione comunale e iniziative per l’integrazione, ha domandato “se sia pervenuta richiesta o comunicazione da parte di organi di Governo al fine di costituire o ripristinare sul territorio comunale centri di identificazione o simili e qual sia l’orientamento dell’Amministrazione a proposito”.

La ripartizione dei profughi nei comuni
Il Sindaco ha ricordato che “a seguito delle richieste dei Comuni, le ultime linee guida ministeriali hanno previsto una ripartizione delle presenze proporzionale alla popolazione residente e un meccanismo di compensazione tra lo Sprar e i Cas, per non sovraccaricare alcuni territori e per richiamare tutte le realtà al dovere della solidarietà. Anche per questo – ha concluso - non riteniamo possibile azzardare previsioni sugli sviluppi modenesi dei prossimi anni, pur sapendo che la situazione internazionale lascia presagire la continuazione del fenomeno se non la sua costante crescita”.