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Riciclaggio: così a Modena si alimenta la criminalità organizzata. Successo per le sale slot
Cronaca - In evidenza
Martedì 21 Febbraio 2017 18:58
altRiciclare, attraverso il gioco d’azzardo, denaro proveniente da attività illecite. Il business delle mafie in Emilia Romagna, e a Modena in particoare, è racchiuso in questo verbo: riciclare. Le mire della criminalità organizzata dirette ad acquisire il controllo nel campo dei videopoker, arrivando a situazioni di vero e proprio monopolio, hanno raggiunto risultati mai registrati. I casi di riciclaggio registrati a Modena nel triennio 2012-2014 sono 56, con picchi nel 2012 (23) e nel 2014 (28). Lo si evince dalla “Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e della criminalità organizzata” per l’anno 2014", e ripresa in parte nell'analisi del contesto inserito nella relazione che accompagna il PTPC (Piano Triennale Prevenzione Corruzione) della Regione Emilia Romagna.

Il Piano Triennale Prevenzione Corruzione obbligatorio per legge
Il PTCP, accompagnato dalla Relazione, deve essere redatto e pubblicato per legge, dalle pubbliche amministrazioni, entro il 31 gennaio di ogni anno. In esso, oltre all'analisi del contesto corruttivo o potenzialmente tale, interno ed esterno all'amministrazione stessa, contiene le misure (obbligatorie di legge e che l'Amministrazione intende adottare), che ogni ente pubblico intende adottare nell'anno e nel triennio successivo. Il PTCP è contenuto all'interno della sezione Amministrazione Trasparenza, che ogni pubblica amministrazione, per legge entrata in vigore nel 2013, deve pubblicare e rendere evidente nella home page del sito web del'ente stesso. Il Piano è inviato all'Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione)

Il business delle macchinette e delle slot
"D’altra parte -si legge nella relazione -  atteso che il corrispettivo che la criminalità organizzata riceve da queste macchine è elevatissimo, il denaro può essere reinvestito in altre attività illecite”. Ma non solo. Dal 2012 ai settori trainanti nel business delle mafie, si è aggiunto quello delle ricostruzione post sisma nei territori di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia. In questi ambiti si rileva  "la presenza di soggetti legati alla criminalità organizzata nei trasporti e nella movimentazione delle macerie, operate in certi casi da aziende vicine a consorterie criminali"

In aumento i crimini connessi alle attività della criminalità organizzata
In Emilia Romagna crescono le segnalazioni per minacce (4079 nel 2012 e 4236 nel 2014, pari a +3,8%), estorsioni (da 482 nel 2012 a 536 nel 2014, + 11,2%), riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (passano da 180 nel 2012 a 216 nel 2014, +20%) 
In particolare, nella relazione si legge che è proprio il riciclaggio ad essere l’attività prevalente della criminalità organizzata in Emilia-Romagna.
Circa le estorsioni, esse “rappresentano la porta girevole attraverso la quale le organizzazioni mafiose stabiliscono il proprio predominio. Se nelle regioni meridionali il racket è lo strumento utilizzato per imporre il controllo del territorio, nelle regioni centro-settentrionali, e quindi in Emilia-Romagna e a Modena, servono per infiltrarsi ed infettare l’economia legale”