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I magnifici 6: i galleristi modenesi a Modenantiquaria
Cronaca - In evidenza
Lunedì 13 Febbraio 2017 19:26
altAltissima qualità e garanzia di autenticità dei pezzi proposti, una decennale attività nel settore e una fama riconosciuta a livello nazionale hanno reso possibile la partecipazione alla mostra di sei antiquari modenesi. Cantore e Antichità Via Ganaceto di Modena, Camellini di Sassuolo, Passioni e segreti di Maranello, Giusti di Formigine, Ossimoro di Spilamberto sono le gallerie che espongono le loro opere a Modenantiquaria a fianco delle altre 85 provenienti da tutta Italia. Altri due espositori modenesi sono a Petra

Sono sei gallerie “storiche” di Modena e provincia, e a Modenantiquaria sono le portabandiera dell’antiquariato locale come sinonimo di qualità e autenticità.
Cantore e Antichità Via Ganaceto di Modena, Camellini di Sassuolo, Giusti di Formigine – membri dell’Associazione Antiquari Modenesi – Ossimoro di Spilamberto e Passioni e segreti di Maranello propongono le loro opere accanto ai “big” del settore a livello nazionale, fino a domenica 19 febbraio a Modenantiquaria, a Modenafiere.

“Si può dire a pieno titolo che Modenantiquaria sia riuscita a coinvolgere la maggior parte dei migliori antiquari operanti sul mercato nazionale e tra questi ci sono anche numerosi modenesi, sinonimo di un territorio “fecondo” e vivace anche da questo punto di vista – sottolinea Pietro Cantore, presidente dell’Associazione Antiquari Modenesi - Modenantiquaria, nata oltre trent’anni fa in un’ottica quasi pioneristica, ha avuto un exploit negli anni Novanta ed è cresciuta in maniera esponenziale. Dopo una flessione dovuta alla crisi economica, negli ultimi tre anni ha saputo ben raccogliere la sfida, interpretando nel miglior modo il cambiamento del gusto e dell’orientamento dei collezionisti e l’evoluzione del mercato. Anche grazie agli antiquari di casa nostra si è creato un appuntamento annuo imperdibile per il grande pubblico e i collezionisti, italiani ma anche stranieri”.

I pezzi forte della Galleria Cantore saranno i dipinti, tra questi in particolare spicca la “Sacra famiglia con santa Teresa” di Elisabetta Sirani, grande pittrice barocca italiana e una degli ultimi rappresentanti della Scuola Bolognese del Seicento, e anche il tardocinquecentesco “La flagellazione di Cristo” di Ludovico Carracci, cugino di fratelli Carracci.
E’ sempre un dipinto seicentesco della bolognese Sirani, “Cleopatra”, la proposta più prestigiosa della Galleria Ossimoro. La Sirani, nonostante sia morta a soli 27 anni, ha realizzato più di 200 opere, riguardanti soprattutto rappresentazioni di temi sacri, di temi allegorici e ritratti di eroine e di Madonne. Usava una tecnica assai inconsueta per quel tempo: abbozzava, cioè, i soggetti con schizzi veloci, perfezionandoli, successivamente, con l’acquarello.
Antichità Via Ganaceto (che raccoglie l’eredità di Surprise di Paola Cuoghi) si occupa in prevalenza di mobili e dipinti dal XVI e XVIII secolo con una predilezione per il mobile Veneziano, come la coppia di cassettoncini laccati veneziani del Settecento che proporrà al salone.
Una vasta collezione di opere che vanno dal XVI al XIX secolo si potrà ammirare presso lo stand di Giusti Antichità, mentre Camellini Antichità – ora gestito dalle figlie dell'antiquario Roberto Camellini, recentemente scomparso - è specializzato in mobili: in fiera proporrà pezzi unici come un armadio lastronato in noce e radica di noce della Venezia del '600. Anche la galleria di Maranello Passioni e Segreti di Brunella Vandelli, compagna di vita di Roberto Camellini, ne raccoglie l'eredità di intenti ne esprime la sua passione per la professione, frutto di una esperienza di studi e di lavoro pluridecennale.