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Il manifesto nella bacheca di Rifondazione Comunista nega le Foibe. Indignazione e polemica a San Cesario
Cronaca - In evidenza
Sabato 11 Febbraio 2017 00:28
altMentre a Modena, davanti al monumento alle vittime delle foibe, così come in altri comuni della provincia, si commemoravano le migliaia di vittime , a San Cesario, proprio nella bacheca utilizzata dai partiti politici per i propri messaggi, è apparso un manifesto che subito ha suscitato scalpore ed indignazione: Le foibe sono una 'menzogna fascista', per evocare un 'fantomatico eccidio di italiani'. Il manifesto è stato fotografato e condiviso subito dal Consigliere comunale Francesco Sola, suscitando indignazione e condanna.
"E come negare l'olocausto" - si legge in diversi post di commento. "Sono senza parole ! Questa è mancanza di rispetto per tutti i morti delle FOIBE !!! Vergognatevi !!!! Siete senza vergogna !!!!!! Non sapete neanche cosa sia la parola RISPETTO!!" - scrive Anna. "Peccato che il negazionismo sia reato solo da un verso" - scrive Elisa. Pochi, pochissimi, e timidamente, coloro che non condannano. Il Consogliere comunale Francesco Sola è determinato a portare la questione in Consiglio Comunale: "La condanna deve essere unanime"


Contestualmente, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli al Monumento di piazzale Natale Bruni per il Giorno del Ricordo insieme all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, affermava: 
“Il dovere della memoria e il coraggio di dire no a discriminazioni e divisioni per dare un segnale di libertà, pace e democrazia, valori profondi di questa città che devono guidare la politica a livello locale e internazionale”.
La cerimonia si è svolta davanti alla pietra carsica intitolato “Ai figli di Istria di Fiume di Dalmazia, italiani per stirpe lingua e cultura, martiri in foiba in mare in prigionia, esuli nel mondo per amor di patria”.

“Oggi - ha detto il sindaco - ricordiamo i quasi diecimila italiani che persero la vita in quelle voragini dell'Istria chiamate “foibe”, tra l’armistizio dell’8 settembre del 1943 e la primavera del 1947, quando venne fissato il confine tra Italia e Jugoslavia, e i circa 350 mila esuli seguenti. Il Giorno del ricordo deve essere un’occasione di unità e di conoscenza, e celebrarlo deve significare, anno dopo anno, un passo in avanti nel percorso di superamento delle divisioni”.

La cerimonia è stata per il sindaco anche l’occasione per sottolineare “il nostro impegno a tenere Modena con la testa e con il cuore in Europa, per dare il nostro contributo all’Italia ed a tutto il continente. Un contributo di pace e di memoria”.
Dopo la deposizione di una corona d’alloro al Monumento, presente oltre al sindaco il comandante dell’Accademia militare Salvatore Camporeale e i rappresentanti all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che insieme al Comune ha promosso l’iniziativa, monsignor Giuliano Gazzetti vicario generale della Diocesi di Modena-Nonantola ha celebrato la santa Messa nel salone parrocchiale del Tempio dei Caduti. Al termine della messa alla professoressa Silvia Menabue, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, è stata consegnata l’onorificenza “Benemerente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia”. 

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