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Muzzarelli e il declino del consenso: la storia politica presenta il conto?
Cronaca - In evidenza
Martedì 17 Gennaio 2017 13:16
altdi Gianni Galeotti
Da politico di lungo corso quale è, Giancarlo Muzzarelli è uno della rosa della vecchia guardia PCI che in maniera continuativa ha attraversato gli ultimi 25 anni della storia politica ed istituzionale modenese, ricoprendo con continuità  incarichi politici amministrativi e di governo di peso a livello regionale, provinciale e ora comunale. Una storia, la sua, che proprio perché lunga ed importante, sconta, nel momento in cui deve essere giudicata politicamente, sia fattori contingenti sia di lungo periodo. Il crollo di quasi 10 punti percentuali in due anni, in termini di gradimento nei suoi confronti da parte dei cittadini che lo avevano eletto (graduatoria Sole 24 ore), ha tanti elementi col quale essere spiegato. Di ieri, e di oggi. Il tema della sicurezza, con l'allarme criminalità nuovamente deflagrato insieme a quello dell'immigrazione clandestina e del degrado urbano, certamente non aiutano. Ma Muzzarelli sconta di più. Anche rimanendo nelle 'questioni' contingenti, sconta per esempio la triste e fallimentare storia del Mata (con consulenze e mostre di respiro nemmeno provinciale, pagate a peso d'oro ai soliti noti). E sconta il fatto di non potere ammettere che oggi, la maggiore parte dei problemi, dei piani e dei temi programmatici del suo mandato di sindaco sono per buona parte, gli stessi che lui aveva promesso di affrontare (e non ha affrontato e tantomeno risolto), nei decenni precedenti. Dal 1994, quando uomo forte di partito, era assessore e Vicepresidente della provincia ma con deleghe forti e poteri di fatto da Presidente, a fianco del Presidente formale dell'ente, Graziano Pattuzzi (che dopo due mandati Presidente della provincia e dopo un mandato da sindaco a Sassuolo, non rinnovato perchè battuto dal Sindaco Caselli, oggi si trova sulla poltrona da Presidente della Cispadana, la superstrada che non c'è). Ma questa è un altra storia anche se la Cispadana incompiuta di cui si parlava ieri, è la stessa di oggi. Grande opera attesa da 20 anni la cui realizzazione completa era posta tra gli obiettivi sui quali Muzzarelli si spese nella campagna elettorale per l'elezione del Consiglio regionale del 2005. Una campagna in cui l'attuale Sindaco di Modena poneva tutti quei temi e quelle opere infrastrutturali e produttive delle quali si era occupato, con scarso successo, anche negli anni precedenti,, sia come Vicepresidente della provincia, sia, in Regione, come presidente della commissione territorio ambiente ed infrastrutture. Temi e progetti che oggi si ripropongono non per importanza ma perché non sono stati affrontati e realizzati. Temi e progetti di sviluppo, indistriale, produttivo, infrastrutturale. Rimasti desolatamente fermi. L'unico movimento che c'è stato, all'interno di una stretta cerchia di nomi a marchio PCI-PDS-DS-PD, è stato quello delle poltrone. Perchè i progetti di sviluppo e potenziamento sono rimasti fermi, inalterati, perché naufragati, per mancata capacità o mancata volontà politica. Dalla linea Vignola-Bologna (elettrificata soltanto di recente dopo decenni di inquinanti treni diesel e non utilizzata nemmeno da Muzzarelli stesso nel tragitto casa lavoro, da assessore regionale alle attività produttive, visto che preferì prevalentemente usare auto-blu), alla linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Dai poli tecnologici (compreso Ex-Sipe), a quelli industriali (clamoroso il caso dello scalo merci Marzaglia che doveva rivoluzionare anche la mobilità e l'intermodalità della città, ancora incompiuto), fino ad arrivare alla bretella campogalliano Sassuolo (che quello scalo doveva collegare) alla sanità dei presidi ospedalieri della montagma che più che potenziati sono stati gradualmente smantellati. E, tornando in città, da Cittanova 2000 alla riqualificazione della ex fascia ferroviaria che ancora dal  '99 quando lui era Vicepresidente della provincia paga il prezzo di ritardi, inefficenze, sprechi, che l'hanno lasciata per buona parte al palo, ancora oggi nelle condizioni di degrado e di insicurezza di 17 anni fa. Poltrone che si muovono, progetti che si bloccano. A lanciare quel piano di riqualificazione c'era, nel ruolo di assessore all'urbanistica, Palma Costi, la stessa che oggi troviamo assessore regionale alle attività produttive, nello stesso ruolo ricoperto da Muzzarelli prima di diventare sindaco di Modena. Sindaco che dopo l'elezione ha provveduto subito ad assumere come personale capo di gabinetto, il sig Luigi Costi, frattello dell'Assessore Costi. Quel Luigi che nel passaggio di incarichi e poltrone fu anche Presidente dell'azienda dei trasporti pubblici di Modena (l'allora e fino a qualche anno fa ATCM), oltreché Sindaco di Mirandola. Poltrone che cambiano, progetti che rimangono fermi. Come quello di ricucitura degli assi nord sud ed est ovest della città legato alla riqualificazione dell'ex fascia ferroviaria. Nel cui ambito il nome di Muzzarelli spicca, agli inizi del 2000, nella rosa di coloro che scelsero il tracciato nord-nord (in discarica), dell'alta velocità, che ha di fatto emarginato ed escluso Modena nei confronti di Reggio Emilia. E si potrebbe continuare.

Nella foto: Un (più) giovane Muzzarelli insieme a Graziano Pattuzzi, al termine degli anni '90 Vice e Presidente della Provincia.