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Come finirà la "Buona Scuola"
Cronaca - In evidenza
Venerdì 13 Gennaio 2017 18:17

altdi Gino Malaguti (già Provveditore agli Studi di Modena)

"La legge nr. 107 di riforma scolastica autodefinita dal Governo come quella della “Buona Scuola” è proceduta per due anni con molti proclami, titoli di giornali ma con ben pochi risultati. I fatti dimostrano i deludenti risultati: la rilevazione OCSE-PISA 2015 ha rilevato che l’Italia si colloca come fanalino di coda dell’Europa nel campo dell’Istruzione. 

Poco è servito sotto l’aspetto dei risultati politici che l’ex ministro Madia abbia firmato il contratto con i sindacati appena quattro giorni prima della votazione del referendum sulla modifica della Costituzione della Repubblica. 

Con notevole tempismo si è concordato un aumento medio mensile di stipendio di 85 euro, ma non si è ripetuto il risultato delle elezioni europee.

Quel che è più importante sottolineare è che 85 euro per tutti i dipendenti del pubblico impiego, di cui quelli della scuola sono la stragrande maggioranza, raggiungendo la quota di 1 milione di dipendenti, comporta la spesa di circa 5 miliardi, ma la legge di bilancio 2017 stanzia per i contratti poco meno di 2 miliardi di euro. Sarà molto difficoltoso per il nuovo governo Gentiloni trovare le risorse per impegni così onerosi senza una variazione di bilancio che si prevede tra 3 mesi.

La modifica della legge nr. 107 con l’intesa sindacale e l’arrivo di una sindacalista alla Pubblica Istruzione portano sicuramente ad uno smantellamento della cosiddetta riforma della “Buona Scuola”.

I risultati fin ad ora sono stati molto deludenti: il concorsone – lumaca per l’immissione in ruolo degli insegnanti vede il termine dei lavori solo per metà delle commissioni, ad esempio in Emilia Romagna solo 44 commissioni su 89 hanno finito di esaminare i candidati entro il 15 Settembre 2016, termine ultimo per non far slittare le assunzioni dei vincitori al 2017; sono sempre più frequenti i casi di alunni con DSA (disturbo specifico di apprendimento) che non trovano i docenti di sostegno preparati e formati sui disturbi dell’apprendimento; risultano sempre più frequenti i casi di istituzioni scolastiche che non hanno sufficienti soldi per gli acquisti di materiale di segreteria amministrativa e di consumo per i ragazzi (carta igienica).

Molti presidi (dirigenti scolastici) chiedono un contributo volontario alle famiglie che va dai 70 euro degli Istituti Comprensivi ai 120 delle Scuole Superiori. 

Il nuovo ministro Valeria Fedeli vice presidente del Senato ed ex segretaria nazionale tessili CGIL ha iniziato con un’eclatante brutta figura sul suo curriculum scolastico: una laurea inesistente. Ci auguriamo che il suo obbiettivo sia quello di creare un clima più sereno e di ricucire i rapporti con i docenti. 

Certo che i problemi rimangono gravi e da risolvere: dal reclutamento alla formazione professionale, dalla scuola dell’infanzia all’esame di maturità. L’eredità delle vane promesse e dell’incompetenza si rivela una partita complicata ma speriamo risolvibile".