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Dodici mesi di solidarietà per il Cesto di ciliege
Cronaca - In evidenza
Giovedì 15 Dicembre 2016 01:13
altDodici donne modenesi hanno posato per un calendario fotografico nato con la finalità di sostenere la ricerca contro il tumore al seno e l’associazione "Il Cesto di Ciliege onlus" che opera nel sostegno anche psicologico alle donne operate al seno. 
L’idea di Cinzia Franchini, di Cna, ed Eugenia Bergamaschi, di Confagricoltura, è stata “sposata” dall’assessora del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari e da Maria Carafoli di Modenamoremio, che hanno patrocinato l’iniziativa. 
Ne è nato un calendario originale, che esprime, attraverso gli scatti di Melissa Iannace, la bellezza e la grazia femminile fuori dai canoni imposti dai mass media, facendo emergere dall’ombra particolari dei corpi e svelando solo alla fine le dodici donne modenesi che hanno posato per la fotografa. Si tratta, in ordine alfabetico, di Eugenia Bergamaschi, di Confagricoltura; Cristina Biciocchi, di Profilo donna; Maria Costi, sindaca; Rita Cucchiara, docente universitaria; Francesca Federzoni, ingegnera; Ludovica Carla Ferrari, assessora; Cinzia Franchini, di Cna; Sabrina Franchini, designer; Federica Galli, giornalista; Barbara Manicardi, giornalista; Silvia Manicardi, di Licom, e Maria Vittoria Severi, stilista.
Il calendario, stampato grazie al sostegno di Modenamoremio e di diversi sponsor, sarà posto in vendita a 10 euro al banchetto del “Cesto di ciliegie” all’ospedale di Baggiovara, al Maria Vittoria Atelier, via Emilia Ovest 330. Sarà poi disponibile nei luoghi indicati sui siti dell’associazione di promozione del centro storico e della onlus (www.modenamoremio.it e www.ilcestodiciliege.it).  Ed è proprio Maria Carafoli che al termine della presentazione stampa in Municipio, con spirito pragmatico e risolutivo lancia un appello chiaro: 'Dobbiamo venderne 500 copie perché la finalità è importante e 10 euro ci sembra una cifra più che accessibile"

Apre il calendario una riflessione di Giuseppe Leonelli, che offre una chiave di lettura preziosa per le immagini che scorrono mese per mese, emergendo con tracce luminose da un fondo scuro: “Eppure la verità è un’altra: la luce resta – scrive Leonelli - anche quando non la si vede. In qualsiasi condizione ci si trovi. Resta come in queste fotografie che, senza invadenza, con cura, svelano il bello e l’unicità di ogni corpo. La luce resta anche quando si è malati: fuori di sé, nelle persone accanto, e dentro di sé, nei propri pensieri e nella voglia di lottare”.
Il significato che le fotografie del calendario vogliono trasmettere racconta della luce che rappresenta la speranza concreta che nasce dalla cura e dalla ricerca. “Lo sforzo della ricerca, va sostenuto anche economicamente – spiega Cinzia Franchini – e sempre più spesso, fortunatamente, permette di strappare dal buio il corpo e la mente di donne e uomini che possono ammalarsi, ma non permettono di lasciarsi identificare con la malattia”.