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Merce irregolare e lavoro nero: sequestri, multe e rischio chiusura per negozio cinese in centro
Cronaca - In evidenza
Venerdì 25 Novembre 2016 23:00
altUna settantina di articoli sequestrati e una sanzione dell’importo di circa mille euro sono il primo risultato dei controlli della Polizia municipale di Modena in un esercizio commerciale del centro storico cittadino. Ma gli illeciti riscontrati costeranno molto più cari ai titolari del negozio in cui era da tempo impiegata manodopera in nero che ora sarà costretto a regolarizzare.
L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi, quando ad intervenire presso un grande negozio del centro condotto da cittadini cinesi, è stato il Nucleo di Polizia Commerciale del Comando di via Galilei, impegnato da tempo nei controlli commerciali in materia di contraffazione dei prodotti illecitamente posti in vendita. Negli anni il fenomeno della contraffazione ha assunto dimensioni tali da divenire un danno per le imprese che operano nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza dei prodotti, a garanzia dei consumatori. L’intervento è stato fatto in collaborazione e con il coordinamento degli Ispettori del Dipartimento Territoriale del Lavoro, perché il mercato della produzione e della vendita dei prodotti che non rispondono ai requisiti di sicurezza, facilmente si accompagna anche allo sfruttamento di lavoro nero.
All’interno dei locali, gli agenti della Municipale hanno accertato la presenza di numerosi prodotti privi delle indicazioni obbligatorie che garantiscono al consumatore la provenienza e la sicurezza degli articoli. Hanno quindi posto sotto sequestro 69 articoli, tra torce, pile e luci in genere, privi delle indicazioni obbligatorie e hanno sanzionato il gestore per un importo pari a 1.030 euro.
La normativa conosciuta come “Codice del consumo” prevede infatti che tutti i prodotti in vendita siano accompagnati dalle indicazioni sulle istruzioni o precauzioni e destinazione d’uso, quando utili per la sicurezza del prodotto; l’etichettatura deve inoltre fornire indicazioni sul produttore o sull’importatore e sulla presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno alla salute e le informazioni devono essere riportate anche in lingua italiana visto che i prodotti sono venduti sul mercato italiano.
Gli Ispettori del Lavoro hanno inoltre accertato la presenza di due dipendenti, anch’esse di nazionalità cinese, non in regola. Le due donne, che si occupavano delle operazioni di cassa e della sistemazione delle merci, prestavano manodopera già da diverso tempo alle dipendenze della ditta responsabile dell’attività.
Pesanti quindi anche le sanzioni di competenza del Dipartimento Territoriale del Lavoro nei confronti del gestore che per evitare la chiusura dell’esercizio di vendita, dovrà provvedere all’immediata regolarizzazione delle due donne.