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In mille alla corte di Renzi con l'assillo di Salvini e Grillo': "Per Napolitano il mio governo non era la prima scelta, anzi è stata l'ultima spiaggia"
Cronaca - In evidenza
Mercoledì 23 Novembre 2016 01:08
altSi è aperto con una battuta sulla Juve impegnata in Champions ha fatto rimanere in casa molti che potevano essere lì, e si è chiusa citando il giocatore di calcio francese Cantona  (sullo spirito di squadra che conta di più del genio del singolo), ed una folla composta e silenziosa, quasi attenta a non commentare, all'uscita del forum Monzani. Un forum pieno sì,, ma non come nelle grandi occasioni. Non come gli organizzatori si aspettavano. Nessuna fila all'esterno, all'ingresso, nonostante i controlli di polizia col metal detector. Nemmeno un contestatore. Nemmeno un ovazione, nemmeno un imprecazione. Atmosfera quasi ovattata. Volti noti, oltre a quelli per la serata scontati della nomenclatura PD (Sindaco compreso), non ce ne sono tanti. Spicca, anche per la sua altezza, il direttore generale del Modena Volley Sartoretti. Spiccano il direttore ed il Presidente di Assopiastrelle. Tutti, o quasi, trovano trovato posto a sedere nelle 750 sedute in platea, al forum Monzani. Gli altri sopra, in galleria. Ma non troppi. E Renzi lo ha capisce subito, e lo fa capire, con la battuta sulla Juve. Pochi, anzi pochissimi i giovani. In un tappeto di chiome bianche (compresa quella della barba del Presidente della Regione Bonaccini), sembra giovanissimo anche il deputato e riabilitato Matteo Ricchetti ("vuole togliere i vitalizi ai parlamentari - dice Renzi - e ora con la sua faccia ci giocano al bersaglio per le freccette).

CONTRO GRILLO E CONTRO SALVINI: Ma un errore di strategia comunicativa, che si accompagna a quella di un ritardo di 40 minuti di cui Renzi si scusa, il premier lo commette subito. Dopo avere premesso di volere rispondere alle polemiche ed agli attacchi di Grillo e del fronte del no, concentrandosi e parlando solo dei contenuti del testo del quesito referendario, spende i primi 15 minuti ad attaccare Grillo le sue offese e Salvini, proiettando un video del leader della Lega che ascolta, nel parlamento europeo, chi rinfaccia per le sue assenze alle sedute. Poi critica gli esperti costituzionalisti che hanno presentato ricorso mettendo in discussione la correttezza e la legittimità del quesito. "Questa è l'Italia che concorre e che fa ricorso su tutto. Noi preferiamo chi corre a chi concorre".

A DIFESA DELL'IMMUNITA' PER I SINDACI E DEL 'LUNGO' ARTICOLO 70: Il Premier inizia a parlare dei dettagli della riforma dopo 35 minuti dall'inizio e lo fa difendendo l'articolo 70 ammettendo "che è lungo ma lo e - dice -  perché definisce nel dettaglio le competenze. E - afferma - è chiarissimo.

Sulla critica rispetto all'immunità ai Sindaci (intesi come i nuovi componenti del Senato post riforma), il premier ribadisce che la garanzia dell'immunità è da difendere. "L'unica differenza - dice - è che essendo meno i parlamentari in caso di vittoria del Si sarebbero meno i parlamentari ai quali continuerà ad essere garantita"

IL BICAMERALISMO PARITARIO: Siamo l'unico ordinamento in Europa in cui vige. Uscirne significa accellerare il processo di riforma che questo governo è chiamato a fare. Da quando Napolitano mi ha scelto. E non è che fossi la prima scelta, anzi. Ma il Presidente della Repubblica è arrivato a me come ultima spiaggia. Non credete"

ASSILLO GRILLO: Alle 22,22, ovvero a 50 minuti dall'inizio, Matteo Renzi non resiste e torna a parlare di Grillo e del M5S. Chiede anche chi in sala chi li ha votati. Alzano la mano in 5. E poi fa i conti al gruppo 5 stelle del Senato "Con quei soldi hanno creato un affittopoli. Penso che molti degli elettori - dice - ragionando nell'urna su queste cose, voteranno Si"

CON CANTONA SI CHIUDE: Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiude il suo intervento al forum Monzani di Modena con una frase di Éric Daniel Pierre Cantona, attore, dirigente sportivo ed ex calciatore francese, di ruolo attaccante. Per il quale non è il gol della vittoria finale, il momento più bello della carriera, ma il passaggio decisivo al compagno che identifica lo spirito di squadra.