Contenuto Principale












 






______________


 

Modena calcio, il Comune: "Società al capolinea. Caliendo venda e nel frattempo si eviti la retrocessione". Ma i tifosi replicano: "Quindi, il Comune che fa?"
Cronaca - In evidenza
Martedì 22 Novembre 2016 15:14
alt“Una proprietà al capolinea, sia dal punto di vista sportivo sia rispetto agli impegni gestionali sullo stadio Braglia che, dobbiamo ricordarlo, è un bene pubblico”. Nella giornata nella quale la società smentisce, rinnovando la fiducia a Pavan, le voci di esonero del mister, l’assessore allo Sport del Comune di Modena Giulio Guerzoni commenta così le ultime vicende del Modena calcio, che nella partita di lunedì sera, al Braglia, persa 3-0, hanno avuto una rapida quanto negative accellerazione.

“Sono ormai più di tre mesi – ricorda Guerzoni – che il Comune ha rapporti con la proprietà solo attraverso atti formali e scritti. Ed è superfluo ricordare che non siamo soddisfatti della situazione. Ma oggi la stagione sportiva è in pieno svolgimento, quindi ci vuole massima attenzione sul quando e sul come assumere provvedimenti concreti, innanzitutto per rispetto e per tutela dei tifosi e degli abbonati che continuano nonostante tutto a dare fiducia alla squadra. Però è il momento di dare un segnale chiaro: per noi – afferma l’assessore allo Sport – il futuro del Modena Fc, che nel 2017 compie 105 anni di storia, non può essere rappresentato da questa proprietà. Il presidente Caliendo, quindi, sia conseguente a ciò che lui stesso ha dichiarato, ovvero proceda alla vendita della società. E lo faccia in fretta”.

Nel frattempo, per Guerzoni è necessario che “la società faccia di tutto per evitare la retrocessione e quindi mantenere Modena nel calcio professionistico. Finire tra i dilettanti per demeriti sportivi – conclude l’assessore – sarebbe indegno della città e della storia della nostra squadra”.  

La replica dei tifosi passa sui social: "Quindi?"

Poco dopo la pubblicazione del comunicato ufficiale dell'Assessore Guerzoni i tifosi si sono alternati in diversi commenti sui social e soprattutto nei gruppi dei sostenitori gialloblù. Con un filo conduttore che li accomuna praticamente tutti, con una domanda al comune: "Detto ciò, quindi che fare? O meglio che cosa intende fare il Comune?". 
Che detta così ci sta tutta. Perchè se sono mesi che il Comune non riceve risposte né in merito ai progetti né sulle prospettive societarie e sulla manutenzione dello stadio, sono altrettanti mesi che evidentemente non ha, come ente che in funzione della convenzione con la società vanta diritti e doveri, onorato a sufficienza la forza del proprio ruolo istituionale. Almeno di concretamente misurabile. Per cambiare la situazione, per obbligare la società al rispetto dei propri doveri, anche solo attraverso una ridefinizione degli accordi o altro. Un altro che per i tifosi o per gli osservatori esterni deve avere il comune come attore attivo e non passivo.
Perchè, tirate le somme, e al netto delle oggettive responsabilità del Modena calcio, la situazione lega o comunque impegna il comune ad un proprio ruolo (di diritto e di dovere appunto), nei confronti della società. anche solo ai fini di tutelare un bene pubblico come lo stadio e le risorse pubbliche, che in virtù delle convenzione sono impegnate nel presente e nel futuro. Perché dire che il Modena ha una storia gloriosa e che è da considerarsi patrimonio della comunità è bello, a tratti doveroso, per un esponente istituzionale ma in questa fase non serve per uscire dallo stallo. E nemmeno invitare Caliendo a vendere, come è stato fatto per anni e come chiunque potrebbe continuare a dire. Dal Comune, dopo mesi di attesa e dall'incontro che portò in Municipio anche il Presidente Lega B Abodi, a fianco di Caliendo che non aveva digerito l'immagine con il Sindaco Muzzerelli con un mano la maglietta donata dai tifosi con su scritto 'Caliendo Vattene,  ci si attende qualcosa in più delle dichiarazioni di intenti e di inviti che, appunto, chiunque potrebbe fare.

Perché il Comune, di questo Modena, è un pò l'altra faccia della medaglia. L'altra parte che con questo Modena ci ha dirmato una convenzione che impegna politicamente ed economicamente il pubblico per anni. Da qui deve partire, o almeno essere guidata la soluzione, come fu ai tempi della precedente cessione, quando a decidere e a trattare con Caliendo c'erano Pighi e Marino. Ma l'ente rimane quello, e trascende chi lo rappresenta. Per cui ora, volente o nolente, la palla (questa volta non quella vera ma quella figurata in termini di responsabilità politica), spetta all'Assessore Guerzoni e in primis al Sindaco. Ed  è anche e soprattutto da loro che il popolo gialloblù si attende una risposte adeguate, trasparenti e di livello, questo si davvero degno della città.

(Gi.Ga)