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Riflessioni sulla "Buona Scuola" del Prof. Gino Malaguti, già Provveditore agli Studi di Modena
Cronaca - In evidenza
Domenica 20 Novembre 2016 21:07

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"Riflettere sulla "Buona Scuola" significa tenere in considerazione dei dati e delle strutture scolastiche. L'ultima valutazione della scuola italiana da parte dell'OCSE evidenzia che rispetto agli altri sistemi educativi europei il livello di retribuzione degli insegnanti è notevolmente più basso, e ciò significa una sottovalutazione del ruolo dell'istruzione specialmente se riferita all'appiattimento salariale dei docenti delle istituzioni scolastiche superiori.

Occorre inoltre considerare che vi è un'elevata percentuale di professori che superano i 50 anni e che nella scuola di base vi è una netta prevalenza di personale docente femminile.

Ma a due anni dalla promulgazione della buona scuola ci troviamo ancora di fronte ad una riforma illusoria, infatti lo stesso Ministro dell'Istruzione ha dichiarato che occorreranno ancora due anni per verificare ad esempio gli effetti positivi del concorsone dei docenti.

Anche per la sicurezza degli edifici scolastici, solo dopo i recenti terremoti è aumentata l'attenzione.
Ma in alcune scuole mancano ancora le previste certificazioni dei Vigili del Fuoco che gli enti locali sono tenuti a richiedere.

La precarietà degli edifici scolastici è un dato di fatto nazionale, l'occasione di una visita a Treviso basta per fotografare una protesta come riportato nella foto allegata.

A Modena il Resto del Carlino dell'ultima settimana informa su di "una scuola invasa dai topi" ed un'altra in cui "una classe è stata allagata dalla pioggia".

Un altro motivo di riflessione sono i risultati degli stage. Una statistica sindacale ha sottolineato che il 20% dei ragazzi delle scuole superiori ha in effetti avuto "stage simulati", sono cioè rimasti in classe e non sono andati sui luoghi di lavoro "aziende, uffici etc.".

In Emilia Romagna continuano a sorprendere le indicazioni date dall'Ufficio Scolastico Regionale. Questa volta a seguito degli effetti della crisi economica si nota che l'abbassamento dello status sociale, economico e culturale delle famiglie fa abbassare i risultati scolastici degli studenti. L'analisi di questo ufficio evidenzia 2300 classi con più del 30% di alunni stranieri. In realtà in molte classi degli istituti professionali statali la soglia di alunni stranieri supera l'80%, con la presenza di 5/6 etnie che non conoscono la lingua Italiana.

Gli istituti professionali statali che sono frequentati dal 20% di studenti italiani, ormai non riescono più a dare un sufficiente servizio di istruzione ed i docenti purtroppo sono spesso costretti a fare da "badanti" per garantire un minimo di sicurezza in classe.

Ma l'Ufficio Scolastico Regionale per indicare delle soluzioni alla crisi economica che coinvolge le famiglie indica interventi di socializzazione e di aiuto allo studio fuori dalla scuola, e come aiuto concreto per un alunno che "entra maleodorante (sic!) e senza dotazione per le attività scolastiche", indica solo la fornitura di "quaderni, righelli (sic!) e vestiti per i bambini". Queste ci sembrano azioni non realizzabili dai presidi e non risolutive per il miglioramento dell'apprendimento scolastico".

Prof. Gino Malaguti, già Provveditore agli Studi di Modena