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Cittadinanza 'finta' a 179 bambini. Al forum Monzani una cerimonia ricorda loro che per la legge sono stranieri
Cronaca - In evidenza
Domenica 20 Novembre 2016 19:37
altSe non fosse stato per quella cerimonia organizzata dal comune al Forum Monzani per la consegna di un attestato che riconosce loro una cittadinanza 'finta', perché non riconosciuta dalla legge, quei 179 bambini stranieri nati in Italia e frequentanti le scuole medie di Modena, probabilmente non avrebbero mai dubitato di non essere cittadini italiani e soprattutto di non essere modenesi. Semplicemente perché come tali, nati in Italia da genitori stranieri, e residenti a Modena non hanno, in un paese come l'Italia ed in una città come Modena, nulla, ma proprio nulla, che li distingue nei diritti e nelle opportunità dai loro coetanei formalmente italiani e modenesi. Invece no. Per una scelta puramente politica il comune ha pensato bene di marcare questa differenza, di farli sfilare su un palco, questi giovani non italiani sulla carta, e di ricordare loro, con tanto di attestato, che non sono Italiani come i loro coetanei. E che soprattutto non sono nemmeno cittadini modenesi. Almeno fino a quando il sindaco non consegna loro l'attestato che li certifica, pur simbolicamente, come tali. Siamo di fronte al contrario del principio che si vorrebbe affermare ed all'affermazione di quella discriminazione che ci si vanta di volere superare.

E il Comune lo fa chiamando a raccolta loro e le loro famiglie nel chiuso del forum Monzani (che nell'unica giornata libera della settimana per un ragazzino di 10 anni non è che sia proprio uno spasso), facendoli sfilare sul palco, con tanto di foto da incorniciare e con in mano l'attestato che li identifica e li riconosce come italiani e modenesi. Come se prima dell'attestato simbolico consegnato dal sindaco, non lo fossero. Può sembrare quasi assurdo ma così è.
Perché chiunque, e soprattutto chi ha un figlio di dieci anni, sa e capisce quanto quello che è stato concesso per finta da sindaco è assessori, è già realtà, nei fatti, nella vita di questi ragazzi, di tutti i ragazzi che a Modena hanno magari un loro compagno di banco con tratti somatici diversi ma che non penserebbero mai a lui come non italiano. Non penserebbero mai che lui ha meno diritti e meno opportunità, semplicemente perché non è così. Anzi, al massimo potrà pensare che la vera opportunità in più per lui/lei, in un mondo globalizzato, sarà domani quando avrà 18 anni, quella di potere scegliere liberamente la propria cittadinanza. E che forse non capirebbe una cerimonia dedicata ai suoi compagni solo perchè non italiani. Per loro che hanno nomi bellissimi come Erbo, Shuang, Gyama, Binty, Omaima, Musa, Evgeniy, Maryam. Con famiglie provenienti da 25 Paesi diversi sparsi in tutti i continenti ma nati in Italia dieci anni fa e che studiano nelle scuole di Modena. In tutto, al Monzani, erano 179 e - leggiamo dalla nota stampa del Comune - 'sono diventati modenesi a tutti gli effetti con l’attribuzione della cittadinanza onoraria'.  Che cosa significa modenesi a tutti gli effetti? Prima non lo erano? Solo perché formalmente non italiani? Il Sindaco ce lo spieghi perchè, e come, prima della cerimonia, questi ragazzi non erano modenesi a tutti gli effetti.
O ce lo spieghino gli altri rappresentanti istituzionali presenti: dal presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti, all’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza. Anche perché nella nota stampa del Comune non si va oltre alle dichiarazioni che riportiamo testualmente: "Nel suo intervento di saluto, il sindaco Muzzarelli ha ricordato che quella di quest’anno è la seconda edizione della cerimonia, “e il fatto che sia il secondo anno che ci incontriamo conferma la volontà dell’Amministrazione di Modena di insistere sulla via della promozione dell’uguaglianza e dei diritti. Ma è anche il segno che i passi che abbiamo chiesto al legislatore per una cittadinanza vera e non solo simbolica non sono ancora stati fatti. Quello di oggi – ha proseguito il sindaco – è prima di tutto un gesto di accoglienza, affetto e fiducia nei vostri confronti da parte di una città che resta aperta, che investe sulle nuove generazioni, e conta anche su di voi per crescere sul piano economico, sociale, culturale e morale”.

"Oggi per Modena ė una giornata importante - ha spiegato la presidente Maletti - perché oggi vi diciamo che siete cittadini come tutti i vostri compagni. E mentre lo diciamo a voi lo diciamo a tutta la città". Per l'assessore Cavazza "questa giornata rappresenta una sorta di compleanno collettivo per questi ragazzi, un compleanno da non dimenticare".