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Villa Ombrosa, l'eterno ritorno: dopo 10 anni di annunci e false partenze al via ora il progetto per la nuova Casa delle donne
Cronaca - In evidenza
Martedì 18 Aprile 2017 00:00
altQuello di Villa Ombrosa, l'antico edificio da ristrutturare e da trasformare nella 'Casa delle donne' è uno dei tanti progetti annunciati, abbandonati e periodicamente rilanciati dall'amministrazione modenese. L'imminenza della giornata nazionale contro la violenza sulla donne, il 25 novembre, rappresenta evidentemente la nuova occasione per risfoderere un progetto a 1,2 milioni di euro, che il Comune ha messo sul tavolo ma mai onorato da tanti, troppi anni.

NEL 2006

Già dieci anni fa l'allora assessore Arletti affermava: 'Questa amministrazione si sta attivamente occupando del progetto di recupero di Villa Ombrosa....che si presterebbe bene ad accogliere le associazioni femminili sia quelle di taglio più culturale che il centro Documentazione Donna che il Centro Antiviolenza". Ipotesi progettuale che l'allora Assessore comunale ai lavori pubblici Stefano Bonacini (l'attuale Presidente della Regione), confermava.

Nel 2007

Quasi un anno dopo, nel marzo del 2007, l'assessore Arletti parlò già di progetto per  l’utilizzo degli spazi con locali comuni come la biblioteca e la sala riunioni, specificando che "l’intervento sulla villa è piuttosto costoso, si parla di oltre 2 milioni di euro, per questo motivo insieme al Settore patrimonio abbiamo avviato un confronto con la Fondazione Cassa di Risparmio per capire se è possibile reperire le risorse per completare l’intervento. Nel bilancio comunale i consiglieri hanno approvato un finanziamento di 100.000 mila euro nel 2008, che serviranno per gli approfondimenti progettuali, e 700.000 mila euro nel 2009 per un primo stralcio dei lavori"

Nallo stesso anno l'Assessore Marino, rispondendo ad una interrogazione del Capogruppo della Lega Nord Manfredini specificò che "la progettazione dei lavori di Villa Ombrosa inizierà nel 2008. Al recupero del dell’edificio, che ospiterà la casa delle donne, l’Amministrazione comunale ha destinato un milione di euro, 300 mila dei quali disponibili nel 2008. Poiché tuttavia i costi previsti sono maggiori, il Comune ambisce a coinvolgere nel progetto altri enti pubblici"

Nel 2009

Passarono inspiegabilmente altri due anni e solo il 4 aprile del 2009 presso la Sala del Consiglio comunale del Municipio di Modena, venne presentato il progetto di recupero per portare Villa Ombrosa, situata in via Vaciglio Nord 6, a divenire la nuova Casa delle Donne. Il progetto complessivo, che comporta anche un percorso culturale di inserimento nella città - veniva dichiarato ufficialmente dal Municipio, ha coinvolto il Comune di Modena, proprietario dell’immobile, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, cofinanziatrice del progetto, e le associazioni femminili riunite nel Comitato “Verso una nuova Casa delle Donne”.

Nel 2010

Passò un altro anno e nel giugno del 2010 il Comune annuncio ufficialmente l'avvio dei lavori di ristrutturazione di Villa Ombrosa, entro l'anno.  Vi sarà ubicata la nuova sede della Casa delle Donne a Modena. Si tratta di un edificio rappresentativo, oggi di proprietà del Comune, già appartenuto nel Settecento al letterato modenese Ludovico Antonio Muratori.

Il via ai lavori: Il 13 dicembre 2010, al civico 6 di via Vaciglio nord iniziano i lavori per il recupero di Villa Ombrosa. All’apertura del cantiere c'erano il sindaco Giorgio Pighi, il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Modena Andrea Landi, gli assessori comunali ai Lavori pubblici Antonino Marino e alle Pari opportunità Marcella Nordi, il presidente della Circoscrizione 3 Loris Bertacchini. 
Il primo stralcio dei lavori è relativo alle opere strutturali e di consolidamento del corpo principale del fabbricato. L’importo dell’intervento, interamente finanziato dalla Fondazione cassa di risparmio di Modena, è di 900 mila euro. Tempo previsto per la realizzazione, un anno.. Una volta consolidato e ristrutturato l’edificio - affermava il Comune - si potrà procedere alla seconda fase dei lavori e alla realizzazione del progetto architettonico elaborato dal settore Lavori pubblici del Comune, che prevede la realizzazione di uffici, sale per l’accoglienza, l’ascolto e la consulenza.

Nel 2012

Passarono altri due anni perchè i lavori di fermarono, e l'Assessore Alperoli, parlando in merito ai fondi collegati al terremoto che aveva danneggiato diversi edifici anche a Modena affermò che per la realizzazione del progetto di Villa Ombrosa, mancavano un milione e 700 mila euro.

Nel 2014

Passarono quasi due anni e l'Assessore Marino annunciò che il secondo stralcio dei lavori, programmato per il 2013, sarebbe slittato al 2014. L'Assessore motivò il rinvio con la necessità di dirottare le risorse finanziarie sulla manutenzione delle strade e sulle spese per il sisma.  Contiamo - disse - di inserirlo nel piano di investimenti per il 2014.

OGGI 

A più di dieci anni dall'annucio ufficiale la Giunta, pur con sindaco ed assessori diversi, rilancia il medesimo progetto. Nella seduta di martedì 15 novembre viene dato il via libera al  progetto esecutivo di ristrutturazione dello storico edificio: a inizio 2017 la pubblicazione della gara per l’assegnazione dei lavori che comporteranno un costo di circa 1 milione 200 mila euro a carico del Comune, e la conclusione è prevista per fine 2018.
Il progetto di riqualificazione di Villa Ombrosa verrà presentato nell’incontro pubblico con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e gli assessori alle Pari opportunità Andrea Bosi e ai Lavori Pubblici Gabriele Giacobazzi “Verso la Casa delle donne” organizzato insieme alle associazioni femminili mercoledì 30 novembre alle 21 alla sala Manifattura della Residenza universitaria San Filippo Neri, in via Sant’Orsola 52.

QUESITI

A questo punto, le domande che attendono una risposta, sono tante: come sono stati utilizzati o riassegnati i finanziamenti già previsti ed approvati dal Consiglio comunale nel 2007? A quanto ammontano quelli relativi al primo stralcio e quanti al secondo? I ritardi nei lavori hanno comportato, in termini di deperimento della struttura e del cantiere, ulteriori costi a carico del Comune?