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Finale Emilia, paese fantasma. Oltre al seminario, nessuna chiesa è agibile, scuole nuove chiuse ed un centro fantasma
Cronaca - In evidenza
Mercoledì 02 Novembre 2016 23:52
altFinale Emilia a quattro anni dal sisma è ancora un paese fantasma. Lo dicono i residenti. Ancora tanti quelli che vivono ospiti di amici o parenti perché non hanno ancora la casa agibile. Il centro storico è un deserto dove molti commercianti, dopo la chiusura non hanno più riaperto. "Molti se ne sono andati e molti desiderano farlo, perchè a questo paese è stato tolto il futuro. Siamo stati abbandonati" - afferma una residente di via Largo Cavallotti. "La città non è più la stessa, si è svuotata, è per buona parte morta. Ciò che amareggia è l'abbandono di molti cantieri. Io sono anziana e non so se riuscirò a rimettere piede nella casa sulla quale sono iniziati i lavori di ristrutturazione ma che non so se vivrò ancora gli anni necessari per poterci rientrare". Ed è proprio in Largo Cavallotti che si erge uno dei palazzi più antichi del comune, proprio nel largo cittadino una volta attraversato dal Panaro e dove la nobile famiglia Terzi poteva un tempo 'dominare' la città.
Nella foto è ben visibile lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il palazzo che nonostante l'impegno alla riqualificazione e alla ristrutturazione che comprende anche una parte di stabile composto da 6 appartamenti, è stato abbandonato. E' così dal 2013 in uno stato che peggiora col passare dei mesi. Ricostruzione mancata, testimoniata da un pannello ormai scolorito che ricorda un progetto partecipato di ricostruzione di ciò che era lanciato in collaborazione con le scuole della città. In un cantiere dove il rischio aumenta anche solo per le caditoie che si sono staccate insieme alla copertura provvisoria del tetto che con un vento forte potrebbe cadere ed essere spinta sulla strada dove passano auto e pedoni. Senza considerare le chiede. Nessuna a Finale Emilia, è stata resa agibile, se non quella del seminario, ma solo per la volontà di Don Roberto Montecchi, ora trasferito a Pavullo. Un sacerdote che utilizzando anche risorse proprie ha proceduto con i lavori per potere riaperire a Finale almeno un luogo in cui pregare. Il resto è silenzio, degrado ed abbandono. Sia negli edifici pubblici (Finale ospita anche l'ormai tristemente famosa scuola media Frassoni, nuova, ricostruita dopo il terremoto, ma mai aperta a seguito dell'inchiesta sul cosiddetto cemento 'farlocco' depotenziato con la quale sarebbe stata costruita), sia in molti privati. Perchè anche questo, dietro la patina degli slogan, è modello emiliano di ricostruzione. Quello che Errani, ex Presidente della Regione al tempo del sisma in Emilia, ed ora commissario per la ricostruzione nel centro Italia, vorrebbe esportare come esempio.