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Referendum, Calderoli a Modena: ecco perchè la Lega vota NO
Cronaca - In evidenza
Lunedì 24 Ottobre 2016 12:44
 
altC'era il senatore Roberto Calderoli a Modena, sabato sera, per illustrare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre.
Insieme al segretario emiliano Gianluca Vinci e al responsabile emiliano per il NO Mario Enrico Rossi Barattini, ha spiegato accuratamente le ragioni per cui il Carroccio al referendum costituzionale voterà compatto NO.

“La riforma costituzionale targata Renzi-Boschi-Verdini in termini di costi della politica porterà a risparmi sostanzialmente irrisori -sostiene Calderoli-. Questo non lo dico io, ma la Ragioneria dello Stato. A ciò si aggiunge da un lato che le Regioni diventeranno dei passacarte di quanto disposto da Roma e Bruxelles, poiché private di molte attuali competenze, dall’altro lato il sorgere del rischio di consegnare il paese al leader di un solo partito, ciò tramite anche una legge elettorale, l’Italicum, palesemente incostituzionale e che attribuisce il premio di maggioranza assoluta dei seggi della Camera ad un’unica lista”.
“L’evidente pericolo -continua Gianluca Vinci- è che i 100 senatori, rispetto ai ben 630 deputati non toccati dai tagli, siano troppo pochi per incidere sulle attività che la Camera e il Senato svolgono in seduta comune per l’elezione degli organi di garanzia. Mi riferisco al Presidente della Repubblica e al Consiglio Superiore di Magistratura i quali, sostanzialmente, saranno scelti da un solo partito forte di almeno 340 deputati frutto dell’Italicum. Detto ciò ricordiamo che le Province non verranno concretamente abolite, ma semplicemente sostituite da altrettante Aree Vaste, senza così alcun effettivo risparmio”.
“Questa riforma costituzionale è la peggiore che si potesse fare -conclude il modenese Rossi Barattini-. Il Senato non viene abolito e i risparmi ai costi della politica saranno briciole a fronte di un palese deficit di democrazia. Infatti i senatori non saranno più eletti dai cittadini, ma nominati dai Consigli regionali tra i consiglieri stessi e i sindaci. Posto che nessuno ha il dono dell’ubiquità, come potrà mai un sindaco o un consigliere regionale, ai quali è richiesta un’assidua presenza sul territorio, fare allo stesso tempo il proprio mestiere con quello di senatore a Roma? È semplicemente impossibile! Inoltre evidenziamo l’illogicità di aver assegnato anche ai senatori/consiglieri regionali o sindaci la stessa immunità parlamentare dei deputati, comportando di conseguenza sindaci e consiglieri regionali di serie A, coperti dall’immunità poiché senatori, e sindaci e consiglieri regionali di serie B, dunque non senatori e sottoposti come gli altri cittadini alle indagini della magistratura”.
La serata del Carroccio si è così conclusa con gli applausi e le foto di rito tra il pubblico e gli ospiti, promettendosi di organizzare presto altri incontri tra i cittadini e i rappresentanti leghisti col fine di continuare a spiegare le ragioni del NO.

Nella foto:  Il Senatore Roberto Calderoli, il segretario emiliano Gianluca Vinci e il responsabile emiliano per il NO Mario Enrico Rossi Barattini