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Sisma centro Italia, c'è scontro sulla nomina di Vasco Errani a Commissario
Cronaca - In evidenza
Mercoledì 31 Agosto 2016 14:29

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Sulla nomina dell'ex Presidente della Regione Emilia Romagna Vascxo Erranni a commissario per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto in centro Italia non c'è stata unanimità. Ospitiamo quindi alcune opinioni diverse sulla questione. Il primo intervento è del sindaco di Modena e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli: "Egregio direttore, vedo che, in relazione alla nomina di Vasco Errani a Commissario per la ricostruzione dei territori del Centro Italia colpiti dal sisma, è già partita la polemica sul cosiddetto “modello Emilia”. Prima che la discussione prenda una piega assurda, vorrei provare a spiegare in cosa consiste il nostro modello, almeno per provare a discutere tutti della stessa cosa e non parlare gli uni di treni e gli altri di elefanti.

Nel 2012, il presidente Errani, insieme ai sindaci dei comuni terremotati ha assunto una serie di decisioni strategiche, che avevano lo scopo di ricostruire in tempi ragionevoli, con più sicurezza e qualità e garantire trasparenza, legalità ed equità negli aiuti. La prima scelta è stata di tipo istituzionale: la principale catena di comando è stata mantenuta in capo ai rappresentanti delle istituzioni democratiche, istituendo una cabina di regia con i sindaci, coinvolgendo le associazioni rappresentative, attribuendo agli uffici dei comuni, appositamente rafforzati, un ruolo chiave nella gestione delle procedure. La potremmo anche definire una scelta di fiducia nella democrazia.

La seconda scelta è stata urbanistica. Abbiamo detto no alle “new town” e contenuto il più possibile, grazie all’impiego del contributo di autonoma sistemazione, il ricorso ai moduli abitativi provvisori (che come previsto stanno gradualmente scomparendo). In altri termini una scelta di tutela dell’identità e della storia dei luoghi, in piena sintonia con i sentimenti profondi della nostra gente.

La terza ha riguardato la legalità. Da un lato il meccanismo di assegnazione dei contributi è stato pensato per assicurare la massima tracciabilità della destinazione e dell’uso dei fondi (i pagamenti si fanno direttamente dalle banche alle imprese, senza possibilità di intermediazioni e di nero). Dall’altro lato abbiamo introdotto, d’intesa con il Governo, le “white list” e istituito il Girer.

Infine ci siamo preoccupati di aiutare le imprese a ripartire e di evitare l’abbandono del territorio da parte delle imprese multinazionali, prevedendo, oltre la garanzia dei contributi per la ricostruzione, che gli imprenditori e manager hanno apprezzato e stanno utilizzando, un fondo speciale di sostegno alla ricerca, che ha registrato un indubbio successo.

C’è stata, lo riconosco, una discussione accesa e forse troppo lunga sulle agevolazioni fiscali, una discussione che alcuni demagoghi proseguono ancora, ma sulla quale è doveroso riaffermare un principio di equità e giustizia: noi abbiamo detto sì a un’agevolazione fiscale mirata alle piccole e medie imprese realmente colpite dal sisma e in particolare a quelle situate nei centri storici. Abbiamo detto no e credo dobbiamo continuare a dire no a chi pretenderebbe di condonare le imposte a tutti, anche a chi non ha subito danni, ha proseguito comunque l’attività e, in qualche caso, ha avuto pure l’opportunità di crescere il fatturato. L’assessora regionale Palma Costi ha ricordato in questi giorni che la ricostruzione è arrivata al 70% e, dobbiamo aggiungere, che il bicchiere si sta riempiendo e non svuotando. Ma a chi parla di tempi lunghi, lasciando intendere che lui avrebbe la bacchetta magica, vorrei ricordare che, per andare a regime, abbiamo dovuto convincere il Governo Monti che era doveroso riconoscere il 100% dei danni e la Commissione Europea che avremmo speso bene le risorse; abbiamo dovuto rodare gli uffici e le banche, i progettisti e le imprese, attraverso un confronto continuo e tutt’altro che semplice. Soprattutto abbiamo dovuto scrivere da capo quasi tutte le norme.

Dunque - ha concluso Muzzarelli - invece di fare dozzinale propaganda, sarebbe bene mettere le mani sulle cose che non vanno davvero, tenendo conto della nostra e di altrui esperienze, per dotare finalmente il Paese di una legislazione adeguata e stabile per gli aiuti e le ricostruzioni (tra cui ad esempio il modo di accelerare il recupero dei beni storici e artistici) e soprattutto e prima di tutto per dotarci di una vera strategia di prevenzione".

Di parere diverse il Consigliere comunale di Forza Italia di Modena Giuseppe Pellacani : "Ci sono due settori in cui il PD è davvero insuperabile. La macchina del fango con cui, quando ne ha l’occasione, tenta di inondare ed abbattere gli avversari e la costruzione di miti, di presunti “fenomeni” (ovviamente sempre tra le proprie file), sulla scia del complesso di superiorità di berlingueriana memoria.

Per quanto riguarda la macchina del fango basta l’esempio più eclatante, Silvio Berlusconi. Ma anche sulla mitizzazione dei suoi appartenenti il PD non scherza.  In entrambi i casi con il sostegno dei media complici e asserviti che fanno da cassa di risonanza nazionale e indicano a noi poveri mortali la luce. L’ultimo caso, in ordine di tempo, ci viene offerto dall’ipotesi di nomina di Errani a commissario per la ricostruzione dei paesi distrutti dal terremoto, dove l’ex presidente della nostra regione viene dipinto come l’interprete di un “modello emiliano” di ricostruzione da esportare.

Prontamente la Gazzetta di Modena con entusiasmo e non senza una buona dose di riverente poeticità sottolinea come quel “modello” costruito in Emilia e sperimentato nella Bassa abbia tracciato per la prima volta “un sentiero nella foresta incolta della nostra legislazione”, rappresentando “un ponte oltre la palude della burocrazia e delle sovrapposizioni di ruoli e responsabilità”. Su tutti i media venivano poi ripetute come un mantra le parole pronunciate da Errani dopo il terremoto della bassa modenese: “ragazzi teniamo botta”. Quale frase più efficace? Quale uomo migliore? Cosa vogliamo di meglio?

Un po’ di moderazione, un po’ di umiltà, un po’ di rispetto davanti alle catastrofi e alle tante vittime, sempre troppe, non guasterebbe. Anche perché, e lo dico senza polemica, basta visitare i centri della bassa modenese colpiti dal terremoto per constatare dopo quattro anni il reale stato di ricostruzione. Chiunque può vedere coi propri occhi come stanno le cose. Basta togliersi le lenti correttive che il PD pretende di farci indossare.

Possibile che ogni volta che un appartenente al PD viene nominato da qualcuno di famiglia debba sempre e per forza essere il migliore per definizione? Possibile che le reali ragioni della nomina, ovvero le (pur legittime) logiche interne di partito debbano sempre essere negate a priori, nascoste sotto il tappeto, come qualcosa di cui vergognarsi? Bei tempi quelli del PCI quando il “migliore” era solo uno, Palmiro Togliatti. Nessun altro poteva affibbiarsi da solo questo titolo. Oggi c’è l’inflazione e non ci si raccapezza più. Gira tra i compagni piddini un’epidemia di “migliorite cronica diffusa”, che sfocia in una pretesa di infallibilità a dir poco stucchevole.

Però attenti cari piddini a strombazzare modelli: sono pericolosi e rischiano di crollare in fretta, sotto il peso della dura realtà Così è stato per l’acclamato “modello emiliano di governo”, che ormai non esiste più da decenni, trasformandosi in un sistema di potere nel quale PD, mondo degli affari (cooperazione rossa) ed enti pubblici “affareggiano” tra loro, tagliando inesorabilmente tutti coloro che sono fuori dal cerchio magico. Un sistema sotto gli occhi di tutti, denunciato da qualche quotidiano indipendente, ma di cui qualcuno (si veda il sindaco Muzzarelli) si ostina caparbiamente a negare l’esistenza. Se le cose non stanno così, il Sindaco faccia dei nomi. Quali ruoli, nomine ed incarichi sono stati assegnati a personaggi non riconducibili all’area della sinistra o comunque a questa vicini? Quanti e quali sono gli appalti non assegnati ad imprese appartenenti alla solita cerchia (cooporative ma non solo). Contano i fatti. Contano i numeri, Tutto il resto sono parole al vento".

«Esprimo, a nome dell'intera Cgil Emilia Romagna, forte soddisfazione per la nomina di Vasco Errani a Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 24 agosto scorso. Così Vincenzo Colla, segretario generale Cgil Emilia Romagna. Riconosciamo a Errani, in qualità di governatore della Regione Emilia Romagna, la grande capacità di aver realizzato, insieme alle istituzioni locali, alle parti sociali, al mondo dell'associazionismo e del volontariato un 'modello' di governo e gestione emiliano-romagnolo senza precedenti, che è stato un esempio in Italia, dopo il sisma che colpì la nostra regione nel maggio 2012, combattendo l'illegalità e facendola emergere poi nel processo Aemilia.  In mancanza di una legge quadro di riferimento a livello nazionale sull'emergenza, la struttura commissariale presieduta da Errani è riuscita a gestire la fase di prima emergenza, così come quella di ricostruzione post terremoto, grazie a un forte livello di condivisione e dialogo sempre tenuto dal governatore con i sindaci dei comuni coinvolti dal sisma, con le organizzazioni sindacali e tutti gli attori socio-economici del territorio. Fare rete e sistema: in sintesi, direi che la sua esperienza politica e la sua grande conoscenza istituzionale, unita alla rettitudine morale, fanno di Errani un patrimonio per le istituzioni del Paese e la persona giusta, al posto giusto, per affrontare i problemi di una tragedia di queste dimensioni».