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Sisma, 'botta e risposta' sugli Ospedali di Carpi e Mirandola
Cronaca - In evidenza
Martedì 30 Agosto 2016 14:20

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La Giunta regionale dovrebbe chiarire “per quali ragioni le strutture tecniche della Regione hanno accolto la richiesta dell’Ausl di Modena di rinunciare al raggiungimento dell’obiettivo del miglioramento sismico al 60% degli ospedali di Carpi e Mirandola” A chiederlo, in un’interrogazione è Giulia Gibertoni dell'M5s. Nell’atto ispettivo si domanda inoltre “quanto sono costati, per gli ospedali della provincia di Modena, gli studi di vulnerabilità sismica e quali risultati concreti hanno prodotto in termini di lavori e riduzione del rischio sismico” e, in particolare, “quanto sono costati i progetti che l’Ausl ha inoltrato alla Struttura tecnica del commissario delegato (Stcd) e al Servizio per la gestione della sicurezza sismica (Sgss)” per l’approvazione degli interventi di miglioramento sismico.

La Regione Emilia-Romagna, specifica l’esponente pentastellata, “aveva avviato, e pare finanziato, studi di vulnerabilità sismica per quanto attiene gli edifici ospedalieri” con l’obiettivo “di portare gli edifici pubblici al 60% dello standard di sicurezza antisismica richiesto alle nuove costruzioni”. Relativamente agli ospedali di Mirandola e Carpi, sottolinea Gibertoni, “nella risposta a una mia precedente interrogazione si evidenziava come l’Ausl dopo colloqui con la Stcd e il Sgss giungeva incredibilmente alla ‘rinuncia dell’obbiettivo del miglioramento sismico al 60%’”.

La replica della Regione Emilia Romagna arriva immediata: “I lavori negli ospedali di Mirandola e Carpi porteranno a un livello di sicurezza sismica delle strutture pari ad almeno il 60%. Parlare di rinuncia agli ospedali antisismici da parte della Regione è solo speculazione politica”. Così gli assessori alle Politiche per la Salute e alla Ricostruzione, rispettivamente Sergio Venturi e Palma Costi, rispondono alla consigliera regionale Giulia Gibertoni (M5s).

“Sull’ospedale di Mirandola- spiegano- dopo il sisma le diverse linee di finanziamento hanno consentito interventi che assommano a 25 milioni di euro. Ulteriori 2,7 milioni sono stati stanziati con ordinanza del Commissario n.48/2015. Relativamente agli investimenti, l’Azienda Usl ha fatto ricorso a risorse proprie per 7.788.000 euro (2 milioni di fondi statali e 5.788.000 derivanti da assicurazioni e donazioni) e pertanto non ha utilizzato quelle messe a disposizione dalla struttura commissariale, pari a 5.850.000 euro. La progettazione dei lavori prevede il raggiungimento di un livello di sicurezza pari ad almeno il 60%”.

Riguardo l’ospedale di Carpi, proseguono Venturi e Costi, “dopo il sisma le diverse linee di finanziamento hanno portato alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza, rispristino della struttura e miglioramento per 9.000.000 di euro. Anche in questo caso l’Azienda sanitaria non ha utilizzato i fondi disponibili della struttura commissariale perché i lavori riguardanti la riattivazione e il ripristino funzionale erano stati portati a termine entro il dicembre 2013 con risorse europee precedentemente stanziate. L’Azienda sta lavorando ad una pianificazione complessiva del miglioramento sismico dell’ospedale che tenga conto dei nuovi edifici realizzati, della collocazione delle attività sanitarie, con un approccio di respiro molto più ampio rispetto quanto previsto dalla precedente pianificazione e- chiudono i due assessori- intendiamo portare il livello di sicurezza dell’intero complesso a oltre il 60%”.


nella foto: l'Ospedale di Mirandola, in provincia di Modena