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Modena. Contrasto al gioco d'azzardo. Sì unanime del Consiglio
Attualità - Copia di In evidenza
Sabato 23 Maggio 2015 09:28

altChiede al Comune di disincentivare installazione e uso delle “macchinette” e di vietarle negli spazi di proprietà pubblica. “Norme nazionali contraddittorie. Cambiarle”

Vietare l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo negli spazi di proprietà del Comune e dati in gestione; informare i cittadini sui rischi connessi al gioco e valorizzare gli esercizi pubblici che rinunciano a slot machine e video lottery, studiando anche gli effetti di un’eventuale riduzione tariffaria della Tari o dell’Imu; valutare la possibilità per l’ente locale di adottare azioni che disincentivano l’installazione e l’uso delle “macchinette”; effettuare o promuovere studi sulla diffusione e sugli effetti delle diverse forme di gioco d’azzardo. Sono alcune tra le principali richieste contenute nell’ordine del giorno per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo legale e illegale, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 21 maggio.

Il documento approvato è stato elaborato collettivamente dai gruppi consiliari partendo da tre precedenti ordini del giorno firmati da Mario Bussetti del Movimento 5 stelle, Luigia Santoro di Ncd e Andrea Galli di Forza Italia che sono stati ritirati nel corso della seduta. Durante il dibattito l’assessore al Patrimonio Gabriele Giacobazzi ha anche risposto a un’interrogazione sullo stesso tema.

L’ordine del giorno si fonda sui dati della diffusione e del fatturato del gioco d’azzardo in Italia, cresciuto costantemente negli ultimi anni fino ad arrivare a 80 miliardi di euro, favorito anche dalla diminuzione progressiva della tassazione che è pari a poco più del 12 per cento per le slot machine e al 3 per cento per gli introiti da video lottery. Al fatturato legale si stima si aggiungano altri dieci miliardi di euro derivanti dal gioco illegale. Il gioco d’azzardo coinvolge circa 15 milioni di giocatori abituali, tre milioni dei quali a rischio di patologia e 800 mila già dichiarati giocatori patologici (diecimila in Emilia Romagna). Si evidenzia inoltre che il costo sociale annuo stimato per il gioco patologico è compreso tra i cinque miliardi e mezzo e i sei miliardi e mezzo e che la ludopatia coinvolge prevalentemente i poveri, i giovani, i disoccupati e gli anziani soli.

Il documento rileva infine la contraddittorietà della normativa nazionale e della giurisprudenza sulle competenze in materia di gioco d’azzardo e la necessità di un intervento legislativo unico che consenta agli enti locali di intervenire efficacemente per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo, sia legale che illegale. A questo scopo, l’ordine del giorno approvato chiede ai parlamentari modenesi di attivarsi per arrivare alla definizione di strumenti normativi attuativi del decreto Balduzzi del 2012 e, più in generale, di norme che consentano agli enti locali di affrontare efficacemente il fenomeno della ludopatia e le sue conseguenze economiche e sociali. Chiede anche di censire e verificare le ragioni dell’eccessivo numero di concessioni nazionali per gli apparecchi di video lottery e di fare in modo che possano essere significativamente ridotte.
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“Più informazione ai cittadini e potenziamento degli strumenti di controllo contro l’illegalità”. L’assessore Giacobazzi ha risposto a un’interrogazione di Galli (FI) 

L’ordine del giorno per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo legale e illegale, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena giovedì 21 maggio, è stato presentato da Mario Bussetti (M5s). Il consigliere ha esordito esprimendo soddisfazione, condivisa successivamente da tutti gli altri consiglieri intervenuti, “per la presentazione di un testo comune su un argomento così delicato come il gioco d’azzardo, un’attività legale che però può generare conseguenze molto gravi, la ludopatia da un lato e l’ingresso delle mafie, attratte dall’enorme valore economico, dall’altro”.

Dopo la presentazione dell’ordine del giorno, è stata discussa l’interrogazione proposta da Andrea Galli di Forza Italia sulle sale da gioco ospitate all’interno delle Polisportive. Il consigliere Galli ha chiesto “se le società polisportive rispettano il regolamento comunale del 2014 per la concessione in diritto di superficie di aree comunali che prevede che non vi si possano insediare attività, anche affittate a terzi, che favoriscono la dipendenza, compreso il gioco d’azzardo. Il regolamento prevede inoltre che l’affitto a terzi sia autorizzato dal Comune e che la richiesta indichi specificatamente la destinazione d’uso. Pare invece che molte di queste, e una in particolare, abbiano scambiato le finalità sociali con l’autorizzazione ad aprire bische”. Nella sua risposta, l’assessore al Patrimonio Gabriele Giacobazzi ha spiegato che la materia è stata regolamentata due volte negli ultimi anni, nel 2004 e successivamente nel 2014: “Dagli atti risulta che le polisportive hanno rispettato le norme vigenti e richiesto le autorizzazioni per affittare gli spazi. È possibile però che alcune polisportive abbiano ancora in essere contratti stipulati prima del 2014 per lo svolgimento di attività che non rientrano nel regolamento approvato quell’anno”. Nella replica, il consigliere Galli si è detto convinto che la polisportiva in questione non abbia richiesto autorizzazioni e che il problema sia stato sottovalutato, facendo passare il messaggio che il gioco d’azzardo nelle polisportive sia lecito, mentre queste devono essere invece luoghi sani”.

Aprendo il dibattito per il Pd, Grazia Baracchi si è soffermata sulla necessità di fare informazione, “è questa infatti – ha detto la consigliera – la forma migliore di prevenzione della ludopatia. Si devono spiegare ai cittadini le reali possibilità di vittoria e di sconfitta, decostruire i messaggi pubblicitari e far capire che non esistono vincite facili”. Francesco Rocco ha osservato che “il tema del gioco d’azzardo nelle polisportive è molto sentito, tanto che alcune hanno tolto le macchinette” e Paolo Trande ha riportato che “ai servizi che si occupano della dipendenza dal gioco d’azzardo approda solo una quota minima di chi è preda del gioco. Ma il fenomeno è in continua progressione, genera effetti sociali ed economici rilevantissimi e richiede sempre più risorse pubbliche per le cure. Facciamo bene a fare tutto il possibile, anche se ci muoviamo in sistema giuridico nel quale competenze non sono chiare”. Antonio Carpentieri si è concentrato sugli apparecchi per video lottery che sono “il vero problema collettivo: in Italia ci sono circa sessantamila concessioni, un’enormità. In Canada e negli Stati Uniti, insieme, ce ne sono meno di ventimila. Per fortuna le concessioni scadono: non sappiamo quante ne rinnoverà il Governo o a che prezzo, ed è qui che noi dobbiamo combattere la nostra battaglia”. Fabio Poggi ha affermato che il gioco d’azzardo “tende a essere sempre di più un problema di dipendenza patologica e la presenza del fenomeno è gravissima soprattutto tra i giovani, anche tra i minorenni: uno su otto gioca più di una volta al mese, con una spesa media di 12 euro a puntata giocata. Lo fanno per la ricerca facile dei soldi, in buona parte iniziati dalla famiglia. È un problema educativo determinante per noi”. Simona Arletti ha invece puntato il dito su uno “Stato schizofrenico che si arricchisce su una dipendenza che può diventare patologica, di fatto alimentandola per accrescere le proprie entrate. Spero la tendenza si possa invertire e che lo Stato agisca in modo coerente con la tutela della salute dei cittadini”.

Per Sel, Marco Cugusi ha definito il gioco d’azzardo una “iattura che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione e che deve preoccuparci come amministrazione, anche perché con il gioco d’azzardo arriva sempre la criminalità. Capisco – ha proseguito il consigliere – che le macchinette portano un forte vantaggio economico agli esercenti, ma non si può fare soldi sulla pelle delle persone e noi dobbiamo dare un segnale forte in questa direzione”.

Secondo Domenico Campana di Per me Modena la materia è molto complessa ed è un bene prevedere un percorso informativo per i cittadini: l’informazione, soprattutto se data in forma collettiva come a scuola o in una polisportiva, permette alle persone di uscire dall’isolamento e di confrontarsi con emozione particolare che fornisce il gioco d’azzardo o, ultimamente, la dipendenza dai giochi di ruolo su internet”.

Per Antonio Montanini (CambiaModena) dietro al gioco d’azzardo, “slot machine e video lottery in particolare, si cela spesso un sistema malavitoso che usa questi apparecchi anche per lavare il denaro sporco. La nostra priorità deve essere quindi limitare la diffusione di queste macchinette nei bar”

Luigia Santoro ha ricordato che ci sono “molte pubblicità televisive che passano il messaggio che giocare, anche se con prudenza, si può. Ma il gioco d’azzardo è diverso dal fumo, crea una dipendenza compulsiva che rovina economicamente e socialmente famiglie e persone e dal punto di vista etico, è sbagliatissimo incassare sulla salute degli altri. Almeno si facciano pagare le tasse per quello che è giusto”.

Per il Movimento 5 stelle, Marco Bortolotti ha affermato che è necessario che “l’Amministrazione abbia strumenti di controllo: dobbiamo poter imporre norme e dare, come diciamo nell’ordine del giorno, alla Polizia Municipale più strumenti per contrastare l’illegalità”. Il consigliere ha anche sottolineato l’importanza dell’informazione e di “mettere le persone al centro, fare in modo che possano confrontarsi e non vergognarsi della situazione in cui si trovano”.