Contenuto Principale












 






______________


 

Più auto vendute, la Provincia ringrazia: 2 milioni di tasse in più nelle casse di viale Martiri
Attualità - Copia di In evidenza
Venerdì 14 Aprile 2017 15:14
altNelle casse della Provincia di Modena (l'ente che giusto o sbagliato che sia il governo aveva previsto di cancellare), sono arrivati, nel 2016, 56 milioni di euro (quasi un milione in più rispetto al 2015), di proventi da tassazione locale. La maggior parte di questi 56 milioni di euro derivano dalla quota Rcauto (di fatto il premio pagato per assicurare ogni mezzo su strada va alla provincia), per 27,8 milione di euro, e dalla quota sulle trascrizioni al registro automobilistico (passaggi di proprietà e nuove immatricolazioni), per 23,7 milioni (due in più rispetto al 2015). In pratica per effetto dell'andamento positivo del mercato dell'auto la Provincia ha incassato molto di più.
Poi tra le tasse che ogni cittadino paga alla provincia esiste quella ambientale, versata con la tassa comunale sui rifiuti che per la Provincia ha generato un incasso, lo scorso anno, da 5 milioni di euro, stabile rispetto agli anni precedenti. Ma nonostante questi dati, emersi dal bilancio consuntivo presentato prima al Consiglio e, giovedì 13 all'assemblea dei sindaci. In vista dell'approvazione del 2 maggio.

Tornando ai numeri di bilancio che ai profani farebbero presagire ad un futuro di tenuta dei conti, si scopre però che dai 56 milioni di euro incassati dalla provincia attraverso le tasse, 37 (in costante aumento negli ultimi 3 anni, con 13 milioni nel 2014 e 28 milioni nel 2015), andranno a rimpinguare le casse dello Stato che a sua volta, però, continua a non riconoscere alle province quando dovuto per i servizi prestati e che ancora la legge delega. Il decreto enti locali, approvato dal Governo martedì 11 aprile, non è assolutamente sufficiente perché assegna alle Province solo 210 milioni dei 650 milioni necessari stabilito anche dagli organi tecnici del Governo.

Perché se è vero che le entrate tributarie sono aumentate e la spesa corrente a carico della provincia si è ridotta passando dagli 83 milioni di euro nel 2015 ai 76 milioni nel 2016. Ciò soprattutto per effetto della riduzione del personale a tempo indeterminato sceso a 229 dipendenti, in conseguenza del passaggio nel 2016 alla Regione di 43 dipendenti degli Centri per l'impiego che ha fatto scendere il costo di personale a 13 milioni dai 18 dell'anno precedente e i dipendenti dai 449 nel 2015 ai 516 del 2014 e ai 621 dell'anno 2009. Nonostante ciò la Provincia è finanziariamente bloccata, soprattutto sul fronte degli investimenti. Proprio a causa delle risorse che lo Stato drena all'ente. Al punto da rendere impossibile mettere in campo anche quelle funzioni minime che ancora la legge le garantisce anche sul fronte della manutenzione delle strade provinciali e della manutenzione degli isituti scolastici superiori.

Non a caso, nell'illustrare all'assemblea dei Sindaci il documento di bilancio, il Presidente Giancarlo Muzzarelli ha ricordato anche che a causa dei trasferimenti allo Stato, 'è ormai praticamente impossibile assicurare le funzioni su viabilità e edilizia scolastica assegnate dalla legge di riforma. Non siamo tuttora nelle condizioni di approvare il bilancio di previsione 2017 e di finanziare investimenti con nostre risorse. Senza bilancio, inoltre, non riusciamo a far partire le opere, neanche quelle finanziate da altri enti, o dare continuità agli interventi di manutenzione di scuole e strade come vorremmo'

In questa situazione gli unici investimenti garantiti (e confermati principalmente dai cantieri in corso), sono tuttavia mantenuti a livelli elevati grazie soprattutto ai contributi della Regione e di altri enti pubblici e privati: 15 milioni di euro impegnati e altri 15 milioni di euro previsti con procedure avviate che concretizzeranno nel 2017, in buona parte destinati a viabilità (tra cui il ponte di Bomporto, frane e manutenzioni straordinarie) ed edilizia scolastica (tra cui il nuovo istituto Galilei a Mirandola, demolito a causa del sisma, l'ampliamento del Meucci a Carpi e il ripristino dell'istituto Venturi a Modena).