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Legge sui rifiuti, piovono critiche all'udienza conoscitiva in Regione Emilia Romagna
Cronaca - In evidenza
Venerdì 24 Luglio 2015 19:32

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Udienza conoscitiva in Regione in commissione Territorio, ambiente, mobilità sul progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifica la Legge regionale 31/1996”, testo base a cui sono stati abbinati due progetti di legge d’iniziativa di Consigli comunali: il primo sottoscritto dai Comuni di Monteveglio, Sasso Marconi, Crespellano, Castello d'Argile, Forlì, Tredozio e Montechiarugolo; il secondo dai Comuni di Galeata, Bertinoro, Savignano sul Panaro, Monte San Pietro, Medicina e Bazzano.

“Il progetto di legge- ha sottolineato ad inizio seduta la relatrice, Lia Montalti (Pd)- intende sostenere l’adozione di misure dirette alla riduzione della produzione e al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia, con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia. La Regione vuole facilitare la transizione verso un’economia circolare, un sistema che può apportare importanti benefici economici anche dal punto di vista occupazionale”. “Elementi rilevanti del progetto di legge- ha proseguito- sono quelli della tariffazione puntuale e della tracciabilità dei rifiuti: si pagherà in base all’effettivo servizio erogato. I principali obiettivi del provvedimento sono la riduzione della produzione procapite dei rifiuti urbani di una quota fra il 20 e il 25% rispetto a quanto prodotto nel 2011, il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata, il riciclaggio del 70% di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico e la diminuzione del quantitativo di rifiuto urbano conferito in discarica (meno di 150 chilogrammi annui per abitante)”.

Diversi sono stati gli interventi di rappresentanti di associazioni e enti pubblici. Gianluca Rusconi, per Confindustria Emilia-Romagna, ha rimarcato che “manca nella legge una valutazione di impatto sui cittadini e sulle imprese; da nostre valutazioni ci sarà un incremento del 20% dei costi per lo smaltimento dei rifiuti speciali e del 14% per gli inerti da demolizione, il rischio è quello di vedere accresciute le forme di smaltimento non legalizzate. Servono politiche attive, collaborare con le imprese per sviluppare nuove tecnologie”.

Barbara Zanetti, in rappresentanza del Tavolo regionale dell’imprenditoria, che coinvolge l’80% delle imprese emiliano-romagnole, ha ribadito “l’assenza di una valutazione di impatto economico”, chiedendo “la creazione di una banca dati sulle imprese, per comprendere le reali ricadute derivanti dall’attuazione della legge”.

Luigi Castagna, presidente di Confservizi Emilia-Romagna, ha sottolineato “che nella nostra regione sono minori i costi collegati ai servizi per lo smaltimento dei rifiuti, 246 euro a tonnellata, contro i 311 euro della media nazionale”, sottolineando invece la necessità di “potenziare i centri di raccolta, come le stazioni ecologiche, che attualmente ricoprono il 20% della raccolta differenziata”, ricordando infine che “attualmente in Emilia-Romagna vi è una riduzione annua di rifiuti urbani di circa l’1,7-1,8%, dato lontano al 4% prospettato dalla legge”.

Sarah Magrini, di Coldiretti Emilia-Romagna, ha rimarcato la necessità di “incentivare e promuovere, senza che vi siano imposizioni, il compostaggio”, aggiungendo che “il compost, per essere utilizzato in agricoltura, deve avere determinate caratteristiche qualitative”.

Alberto Conti (Wwf) ha parlato dei “risultati positivi collegati alla raccolta porta a porta, il sistema più economico e più efficiente”, mentre, a suo dire, “le multiutility speculano sull’inquinamento che si produce”.

Antonio Amoroso (Cisl Emilia-Romagna) ha ribadito “l’importanza dell’economia circolare, dello sviluppo sostenibile del territorio, dell’ecologia verde, della qualità dei prodotti, della ricerca e dell’innovazione nel settore”, chiedendo però di non trascurare “la qualità e la regolarità del lavoro, garantendo la salute dei lavoratori”.

Il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Lorenzo Frattini, ha parlato di “una legge con obiettivi sfidanti, una piccola rivoluzione che deve essere trasformata in una sfida per il lavoro”, sottolineando l’importanza di “premiare le amministrazioni virtuose”.

Secondo Natale Belosi, del comitato scientifico dell’Eco istituto di Faenza, “gli aumenti relativi allo smaltimento dei rifiuti speciali non supereranno i 2 euro a tonnellata”, e “sono almeno cinque gli studi sull’impatto economico della legge”. Inoltre, ha riferito che “sarà del 10%, alla fine del percorso attuativo della legge, la riduzione del costo complessivo dei servizi di raccolta rifiuti e già a 20 milioni di italiani è applicato il porta a porta”. Ha infine ribadito che “gli obiettivi della legge sono raggiungibili, si tratta solo di fare le scelte giuste”.

Successivamente sono intervenuti gli amministratori locali. Patrizia Gabellini, assessore all’Urbanistica e all’ambiente del Comune di Bologna, ha evidenziato le difficoltà della gestione della raccolta differenziata: “Non deve essere una fatica per i cittadini, ma una modalità civile di gestione dei rifiuti, l’etica non si trasmette con l’imposizione. Esistono, in una grande città, problemi collegati alla lingua, alla non residenza di numerosi abitanti e alla disobbedienza civile”; ha chiesto pertanto l’applicazione, relativamente all’erogazione dei fondi, di “un sistema incentivante, che non determini una guerra tra amministrazioni, i Comuni premiati sarebbero 140 su 340”.

Caterina Bagni, vicesindaco del comune modenese di Soliera, ha descritto “l’esperienza positiva della tariffa puntuale e del porta a porta nei comuni di Soliera, Novi di Modena e Carpi, con un incremento nel primi 6 mesi del 2015 del 10% della differenziata e con l’assunzione di 40 addetti”, ricordando che “la sostenibilità ambientale deve essere prioritaria rispetto alla sostenibilità economica”.

Matteo Giacomoni, vicesindaco del comune ravennate di Bagnacavallo, ha ribadito che “occorre incentivare chi ha dei problemi oggettivi a raggiungere gli obiettivi, collaborare, lavorare insieme e non competere”.
L’assessore all’Ambiente, mobilità, infrastrutture e politiche energetiche del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino, ha ricordato che “i vantaggi del porta a porta arrivano dopo alcuni anni, se non l’avessimo applicato a Reggio oggi i cittadini e le attività produttive pagherebbero il 3% in più”.

Infine, il sindaco del comune bolognese di Castello d’Argine, Michele Giovannini, ha ribadito l’importanza di “premiare le comunità che hanno lavorato di più e ottenuto maggiori successi, i cittadini vanno responsabilizzati, chi produce meno rifiuti deve essere ricompensato, gli amministratori ricoprono il ruolo di mediatori”.