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Immigrazione clandestina: Governo inadeguato. Nessuna soluzione nemmeno dal semestre europeo dell'Italia
Opinioni - Opinioni
Lunedì 30 Giugno 2014 22:06

alt Di Gianni Galeotti. Una nuova strage di immigrati intrappolati in carrette della morte si è consumata, simbolo di uno Stato che al di la delle responsabilità e dell'indefferenza dell'Europa e degli stati cosiddetti partner che i clandestini non li accoglie e li rispedisce in Italia, continua a dimostrare solo di subire e non gestire assolutamente il fenomeno.

In queste condizioni nemmeno l'opportunità offerta dal semestre europeo di Presidenza Italiana, non farà emergere alcuna svolta rispetto alla gestione del fenomeno  dell'immigrazione irregolare in Italia, connessa agli sbarchi di uomini, donne, e purtroppo bambini, provenienti (da mesi prelevati direttamente dalla Marina Militare Italiana che fa la staffetta con gli scafisti) dalle coste libiche.

 

Non ci sarà perché chi rappresenterà l'Italia, ovvero il Premier Renzi, è il Premier a capo di un governo che fino ad ora ha dimostrato di avere in questo campo, e nei confronti dell'Europa, autorevolezza e peso specifico pari a zero.


Dall'ormai dimenticato ex Premier Letta, che prima di essere fagocitato e sostituito da Renzi aveva tentato goffamente di spacciare come grande risultato politico il fatto di avere detto a Bruxelles che il problema dell'immigrazione non era solo Italiano ma anche europeo, poco o nulla, ad oggi, è cambiato.
 

L'operazione Mare Nostrum, che ha trasformato anche i più avanzati mezzi militari italiani in traghetti gratuiti per prelevare direttamente dalle coste libiche e dalle barche degli scafisti criminali, migliaia di migranti in dichiarata fuga, nasconde le magagna di una schizofrenica od inesistente politica dell'immigrazione che non sa nemmeno distinguere, una volta garantiti gli sbarchi e l'accoglienza, chi è clandestino (ops, adesso è politicamente scorretto anche parlare di clandestino), da chi è profugo, chi è richiedente asilo da chi è irregolare.
 

Qualche giorno fa, partecipando ad un corso di formazione a Bologna, il giornalista e scrittore Gabriele Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe, ha raccontato come i migranti dopo essere sbarcati e rimasti nei centri di accoglienza del sud per qualche giorno, partono solitamente da Catania verso Milano e Roma. Quelli che arrivano a Milano o fanno perdere le proprie tracce (tanto non c'è nessuno che li insegue) o dopo 'non essere stati identificati' in appositi centri creati dal Comune del 'politicamente corretto' ed accogliente Pisapia, provano a passare il confine, tentando di raggiungere la Germania o la Francia, pagando altri trafficanti di uomini che sborando dai 1000 ai 2000 euro, si fanno accompagnare in auto al di la del confine Italiano. E si, perchè in Francia, Svizzera mica sono come in Italia che i clandestini li vanno a prendere. Lì non passano, i clandestini li rimandano indietro, con buona pace della reciprocità e della responsabilità tra stati membri. Per questo a Milano si è già creata una rete di trafficanti di uomini che con auto o mezzi privati, fanno attraversare il confine illegalmente. Tutti sanno, ma nessuno fa nulla. 
 

Che credibilità può avere, agli occhi dell'Europa, un Paese che consente e, pur indirettamente, legittima o comunque non gestisce, tutto questo?


Vogliamo ricordare che mentre in Italia equivale ormai ad una bestemmia la parola respingimento di immigrati irregolari la Germania si è arrogata il diritto di buttare fuori dai propri confini gli stranieri che non lavorano per più di qualche mese.


Atti che sul piano locale sconfessano le politiche a dire poco lassiste che gli stessi stati che usano il pugno di ferro entro i propri confini, legittimano se applicate al di fuori dei propri confini. Un atteggiamento che conferma ulteriormente lo scarso peso dato dai cosiddetti partner europei all'Italia ed ai recenti appelli dei ministri del governo Renzi e dello stesso Presidente del Consiglio. Anche di fronte all'ennesima tragedia consumata a poche miglia dalle coste Italiana, l'Europa continua a snobbare l'Italia ed il suo Presidente, non facendo altro che promettere il futuro intervento di un commissario europeo che deve ancora essere nominato.
 

L'Italia, sul piano delle politiche dell'immigrazione, è stata e continua ad essere umiliata e snobbata, insieme ai suoi governi di nominati, da un Europa incapace, per volontà politica, di riconoscere che i suoi confini non sono quelli con l'Italia, ma quelli dell'Italia. Solo l'azione di un governo autorevole, che va a Bruxelles con l'orgoglio di dire che l'Italia è necessaria all'Europa e non il contrario, e che quello dell'immigrazione non è un problema dell'Italia ma dell'Europa, potrebbe invertire le cose. Purtroppo, fino ad ora, e per forza di cose, questo esecutivo consociativo puntellato da un ministro dell'Interno totalmente inadeguato, non esprime nulla di tutto ciò. Non ci sono le condizioni per pensare che l'atteggiamento dell'Italia ed il trattamento riservato dall'Europa, possano cambiare nei sei mesi di Presidenza Italiana.