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Tecnopoli: un ritardo incolmabile di 9 anni e all'appello ne mancano due
Opinioni - Opinioni
Domenica 14 Dicembre 2014 12:08

altNonostante soldi stanziati e convezioni firmate già nel 2008, ci hanno messo sei anni a realizzarne solo uno dei tre tecnopoli che erano previsti in provincia di Modena già sette anni fa e oggi, all'appello, di tecnopoli, in provincia, ne mancano, appunto, ancora due.

Per questo la realizzazione del Tecnopolo realizzato all'interno del polo universitario di via Campi, più che un traguardo certificò, due anni fa i ritardi che la politica modenese  ha responsabilmente accumulato nel corso degli anni in campo di strategie economiche, di sviluppo, di ricerca ed innovazione per il territorio.
La rete di tecnopoli, così come la rete infrastrutturale stradale e ferroviaria, così come Cittanova 2000, così come il Polo Fieristico, rappresenta in realtà solo uno dei grandi progetti incompiuti di questi ultimi anni per lo sviluppo del sistema Modena. 

Del tecnopolo inaugurato nel 2014 in via Campi si parlava già dal 2008. Insieme a quelli alle ex fonderie e dell'ex Sipe doveva essere uno dei tre centri di una rete di tecnopoli a livello provinciale, già individuati e finanziati dalla Regione e dalla provincia in via Campi, alle ex fonderie e nell'area delle ex Sipe a Spilamberto. Con tanto di sigillo e promessa dall'Ex Vicepresidente della Provincia di Modena, ex Assessore Regionale alle attività produttive e oggi Sindaco di Modena nonché Presidente della Provincia Giancarlo Muzzarelli.

Nel giugno del 2008, con l'obiettivo (riportiamo testualmente) di sostenere la competitività del sistema produttivo locale attraverso investimenti e azioni finalizzate alla produzione ed al trasferimento di conoscenza, allo sviluppo di un rapporto sinergico tra mondo della ricerca, imprese, istituzioni e società, e alla generazione e attrazione di competenze qualificate nella ricerca e di nuove imprese hi-tech, Provincia e Comune di Modena, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Camera di commercio e Democenter-Sipe, siglarono un protocollo di intesa per un Polo dell’innovazione l’obiettivo di concorrere all’assegnazione delle risorse comunitarie del Fondo europeo di Sviluppo regionale: ben 44 milioni di euro nel periodo 2008-2010 in Emilia Romagna.

PROMESSE NON MANTENUTE DALLA PROVINCIA

Dal campus universitario di via Campi, ci raccontava 7 anni fa la Provincia (copia ed incolliamo le note stampa del tempo), il sistema urbano della ricerca e innovazione, troverà un suo ulteriore sviluppo nella riqualificazione delle Ex Fonderie (se non le ricordate andate a vedere dello stato disastroso in cui versa ancora l'area di via Ciro Menotti, oggi) , dove l’Università di Modena e Reggio Emilia, in accordo con l'Università di Ferrara, attiverà un corso di laurea in Design industriale e dove in oltre tremila metri quadri troveranno collocazione anche iniziative collegate come applicazioni di sistemi di realtà virtuale, laboratori didattici sul ceramico, scuole ed iniziative artistiche basate su tecnologie innovative.

Il campus universitario, ci raccontava ancora il libro dei sogni e degli annunci della Provincia, "troverà poi una sua naturale integrazione spaziale e funzionale con il Parco scientifico dell’Area ex Sipe di Spilamberto a cui sarà collegato da una ideale strada delle innovazione che partendo dal casello di Modena Sud percorre la strada provinciale 623 fino al Parco. Quest’ultimo, con operatività multisettoriale e interprovinciale, interessando anche il bacino imprenditoriale di Bologna, svolgerà funzioni complementari all’area di ricerca e formazione del campus universitario attraverso attività di promozione e supporto alla creazione di nuove imprese, di valorizzazione e accoglienza di spin off di secondo livello e di imprese hi tech e di attivazione di servizi di trasferimento tecnologico".

Era il 2008, 2008! Ecco, di tutto quello che ci avevano raccontato dal fronte politico, istituzionale e del governo locale, del progetto a rete e specialistico, oggi non c'è che nulla. Ecco di cosa stiamo in realtà parlando quando raccontiamo l'inaugurazione del tecnopolo di Modena, di sabato 13 dicembre 2014: di un grande, ennesimo, progetto fallito. Ed un fallimento in questo ambito, ne porta con sé tre, come le sedi che dovevano essere costruite e due delle quali sono rimaste sulla carta. Insieme alle potenzialità di un progetto di rete, o per usare un concetto caro agli amministratori locali 'di area vasta', sono venute meno anche le opportunità legate ai tempi inesorabili della crisi. Ieri, realizzando la rete di tecnopoli, si poteva meglio reagire, anticipandolo, lo tzunami economico e la competizione globale;  oggi, con un tecnopolo, non si può fare altro che rincorrerne e tamponarne, a stento i devastanti effetti. Mentre il mondo viaggiava ad alta velocità, qui, negli ultimi 15 anni, si è proceduto con la lentezza e le tante interruzioni ancora simboleggiate da Gigetto.

Per anni, buona parte di quegli stessi politici e rappresentanti istituzionali, iscritti allo stesso partito che ieri hanno inaugurato Polo di Via Campi, ha solo ripetuto annunci, abbandonando via via il progetto originario, cancellando due delle sedi che ne costituivano il cuore pulsante, e consapevoli che tanto a Modena, oltre che a non esserci un'alternativa politica strutturata al partitone che lega cooperative, amministrazione, ed economica, ci si dimentica tutto e che anche i poteri forti, al momento del voto,  non chiedono il conto su queste cose.

LE PROMESSE DI GIANCARLO MUZZARELLI

Il 19 maggio del 2010, l'allora Assessore regionale alle attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, oggi Sindaco di Modena e Presidente della Provincia, affermava: "Il tecnopolo sarà localizzato su tre sedi. Una presso il Campus Universitario di Modena di via Vignolese a Modena, contiguamente agli altri edifici dell’Università di Modena, in cui sarà realizzato uno spazio per l’innovazione, due nuovi laboratori pesanti, un laboratorio di medicina rigenerativa, altre strutture per attività di ricerca e sperimentazione. Un’altra sede all’interno dell’Area Ex Fonderie, Viale Ciro Menotti a Modena, dove si inseriranno le attività di design industriale previste all’interno del Laboratorio INtermech. Una struttura presso l’Area Ex Sipe, via Vignolese a Spilamberto, nell’area già da tempo individuata per la realizzazione di un polo della ricerca e dell’innovazione. L’area interessata dall’intervento è di 6.400 metri quadrati parte di una superficie complessiva destinata al Tecnopolo di 10 mila metri quadrati". 


Prima di tagliare altri nastri vorremmo che il Sindaco ripartisse da qui, spiegando se quel progetto è ancora valido, e se no, perchè. Che spieghi dove sono finiti i soldi che erano stati stanziati e quale sarà la destinazione delle disastrate aree delle ex fonderie e della ex Sipe che dovevano ospitare i tecnopoli e che oggi, dopo 20 anni, rappresentano ancora il triste simbolo di un inaccettabile degrado, di ciò che doveva essere e, grazie e a causa di coloro che ancora oggi distribuiscono annunci in perfetto stile renziano, non è stato.

Gi.Ga.