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Elezioni, declino e "fattore Modena"
Opinioni - Opinioni
Lunedì 10 Marzo 2014 19:40

altdi Andrea Leoni

“Anche dalla scelta dei candidati a Sindaco di Modena si può fare una valutazione sul declino della città. Senza voler mancare di rispetto a chi ad oggi si è candidato a guidare Modena, basta alzare un poco la testa e guardare cosa succede nelle città vicine per avere un’idea di ben altra vitalità.  
Al netto delle beghe di partito, presenti in ogni dove, nella vicina e sempre più rampante Reggio Emilia oltre al candidato della maggioranza ci sono almeno due candidate donna di prestigio. Una rappresentante del mondo associativo e l’altra del mondo imprenditoriale. A Forlì, c’è una candidata, ex campionessa olimpica e ora imprenditrice affermata. 

Insomma, pare di capire che in quelle realtà la classe dirigente, in senso lato, ha ancora la voglia e l’intenzione di scommettere sulla propria comunità. Un discorso che non si può certo applicare a Modena. Ad oggi in campo ci sono solo politici, ad eccezione del candidato cinque stelle che segue il copione tipico della liturgia penta stellata. Intendiamoci, non ho nulla contro i politici, ci mancherebbe, ma questa scelta sembra da un lato dettata dall’incapacità e dalla mancanza di volontà delle classi politiche di trovare candidati fuori dalla stretta dei propri amici di partito, cosa che consentirebbe anche una salutare opera di rinnovamento, ma dall’altra appare anche una resa da parte di chi non svolge politica attiva, ma non ritiene però utile investire il proprio tempo nella gestione della cosa pubblica della città. 

Ci possono essere tanti validi motivi per una scelta del genere. Il discredito che immediatamente arriva per chi si cimenta nell’attività politica, o il senso di impotenza nel non riuscire davvero a cambiare le cose. Visti però gli esempi che ho fatto prima per realtà similari alle nostre, non vorrei che ci trovassimo di fronte ad una poco positiva peculiarità tutta modenese. Il declino di una comunità lo si percepisce anche quando non sono più ‘i migliori’ a candidarsi, ma solo quelli che in qualche modo si è riusciti a trovare. E’ evidente che poi, una volta eletti, il loro grado di capacità nel leggere il presente per programmare il futuro sarà degno del loro livello. Modena è stata una città al vertice delle classifiche nazionali. Da tempo non lo è più. E’ cambiato il mondo e chi ha governato la città negli ultimi vent’anni non lo ha compreso. C’è da chiedersi se ci sia ancora qualcuno che vuole scommettere davvero sul futuro di Modena.

Oppure dobbiamo rassegnarci ad un declino ‘dorato’, visto che tanto si vive meglio da noi che in altre parti della penisola? Riusciremo ad eliminare la discrasia tra una parte importante della città che vive, lavora, si confronta e vince nel mondo globalizzato e una parte che sembra quasi figlia di logiche degne di una realtà medioevale ed oscurantista, al posto che del tempo di internet? Non vorrei che nei prossimi anni cominci ad appalesarsi un marchio che testimoni che nel nostro territorio è meglio non fare investimenti a causa di una politica non all’altezza. Sarà il "fattore Modena" il futuro per Modena? Mi auguro proprio di no, anche se i segnali non sono affatto incoraggianti”.