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Decennale Pavarotti a Verona: quando la pezza è peggiore del buco
Opinioni - Opinioni
Giovedì 16 Marzo 2017 23:58
altDopo le imbarazzate e politicamente imbarazzanti dichiarazioni del Sindaco di Modena a poche ore dalla notizia che il concerto tributo in diretta rai alla memoria di Luciano Pavarotti, in occasione del decennale della morte, si sarebbe svolto a Verona e non a Modena, il primo cittadino PD ha provato a metterci una pezza ieri, anzi a salvare la faccia. Sua e quella dell'Assessore Cavazza, tentando di rimediare alla responsabilità di non avere nemmeno tentato di proporre e a dare disponibilità affinché si potesse anche solo valutare (e fare valutare ai diretti interessati), l'ipotesi Modena. Cosa che non è stata fatta, a conferma che forse Modena al decennale non ci aveva nemmeno pensato o pensato adeguatamente. Ed ecco che arriva il tentativo di salvare il salvabile. Di fatto, niente. Perché l'ufficialità di un incontro tra Sindaco, assessore alla cultura e Nicoletta Mantovani per chiedere a quest'ultima la concessione ad inserire (non si sa se, come e quando), elementi di modenesità all'evento di Verona, suona come una desolante rassegnazione di una città che pur adorando e sentendosi legata al tenore non ha avuto, in chi la governa, la forza  per dare forma ed esaltare questa modenesità. Un improbabile arrampicata sugli specchi, quella del Sindaco, che poteva aspettare anche qualche giorno o settimana in più per essere diffusa. Che fretta c'era, maledetta primavera. Che fretta c'era, se non quella dettata dalla volontà (che a volte rischia di essere un boomerang), di recuperare ciò che ormai è stato perso, con tutte le possibilità mancate e le occasioni perdute che lo 'scippo' di questo evento (anche se di scippo non si tratta), si porterà con sé.
Che fretta c'era nel dire che il 12 settembre, data di nascita del tenore, a Modena ci sarà un concerto al teatro comunale ma senza nemmeno accennare ad ospiti e nomi che ne faranno parte?. Che fretta c'era nel dire che Modena, nella settimana delle celebrazioni, sarà attraversata da arie trasmesse in filodiffusione sotto i portici. Che fretta c'era nel comiunicare di avere elemosinato l'inserimento di elementi modenesi in un evento dove Modena anziché protagonista è diventata solo una comparsa. Che fretta c'era, nel momento in cui per mesi, a quell'evento, chi doveva occuparsene, non se ne è occupato?

"Avremmo preferito che Modena venisse coinvolta fin da subito, però non avremmo certo potuto, ma soprattutto non avremmo voluto, competere con il budget economico previsto per l’iniziativa di Verona. In ogni modo lavoreremo per far sì che quello spettacolo rappresenti anche un’opportunità per Modena". Non avremmo voluto e potuto competere con il budget offerto da Verona. Questo dice il Sindaco. Ma il Sindaco ne è proprio sicuro sicuro? Perché da un comune che spende 550 mila euro per una mostra incapace di andare al di la dei confini comunali frequentata poco e nulla anche quando era gratis ci si sarebbe aspettati un pò di più. Perchè forse qualche sponsor importante, per eventi del genere, forse si poteva anche trovare.Anche perché il ritorno, in mondovisione, ci sarebbe stato. Forse uno sforzo in più allora si poteva fare, anche solo bussando alle porte di Nicoletta Mantovani prima che lo facessero altri. Magari combattendo prima per un ni e poi o un si o un no, ma provandoci. Invece no. E allora lasciano il tempo che trovano anche parole del sindaco che rinnova l'impegno affinché in futuro Pavarotti sia ricordato degnamente. In futuro, non oggi. 

Gianni Galeotti