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Bersani a Modena est: come se non ci fosse un domani
Opinioni - Opinioni
Giovedì 02 Marzo 2017 15:16
altE' la sensazione che si prova a guardare oggi i film in bianco e nero. Quelli di don Camillo, ma anche quelli più popolani e trash con Lino Banfi e Alvaro Vitali. E' la sensazione di essere lì ad ascoltare il racconto, la narrazione per dirla con il compagno Vendola, di un mondo che non c'è più. E' questo in fondo il profumo che si respirava a Modena Est, l'odore che riempiva gli occhi fin quasi alle lacrime, nel guardare il palco vintage con tendoni gialli su sfondo bianco, sul quale campeggiava un Bersani di marrone vestito e la sua giornalista fedelissima, schieratissima, biondissima Chiara Geloni. Davanti a una platea di 70enni. A due passi dalla bocciofila, a 100 metri dal parco Enrico Berlinguer. Con l'edicola ancora a marchio Unità. Perchè la Modena est del compagno Cigni è l'ultimo covo rosso modenese.
Scalda i cuori Bersani quando parla di sinistra, di rosso che non c'è più, di deboli e ultimi. Scalda i cuori sì. Ma è il calore di una serata davanti al camino, di quelle che si passano con gli amici una volta all'anno. E' il calore di una rimpatriata. Non di un progetto per il futuro. Il futuro, quello vero, è in mano ad altri. Forse non a Renzi, ma ad altri. A quelli della new economy e a quelli che non sono ancora lì fermi a rimpiangere una falce incrociata a un martello.
A quelli che Bersani attacca e che proprio grazie a quell'attacco strappa gli applausi più sinceri. Perchè davanti al camino, sorseggiando grappa invecchiata si ricordano i bei tempi andati. Non si immagina il domani. Anzi, si beve come se il domani non esistesse.

Giuseppe Leonelli