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Corteo anti-fascista: tanto rumore (e soldi pubblici spesi), per nulla
Opinioni - Opinioni
Domenica 15 Gennaio 2017 07:38
altdi Gianni Galeotti
Vedere un collega giornalista tenere una conferenza inaugurale di un circolo politico culturale legalmente autorizzato, ma obbligato ad essere protetto da un cordone straordinario di Polizia, pagato altrettanto straordinariamente con soldi pubblici, per impedisce ad manifestanti che non condividono le sue idee e quelle del circolo, di fare irruzione ed attaccare i rappresentanti ed i responsabili del circolo stesso. Una città blindata per contenere e prevenire eventuali disordini ed attacchi al circolo da parte di chi porta il vessillo della democrazia e della legalità. Questo è successo ieri a Modena. Questo abbiamo visto, nella giornata in cui in città inaugurava con conferenza, un concerto ed una cena il circolo politico culturale di destra 'La terra dei padri'. Che se non fosse stato per l'allarme e l'attenzione generata da circoli anarchici e di estrema sinistra della città sarebbe passata sotto silenzio. E soprattutto senza quello schieramento di Polizia visto ieri. Devo dirlo, a costo di cadere nel tranello di chi è sempre pronto (perché è più comodo e non costa ragionamento) a giudicare o a dare un connotato politico anche alle opinioni personali: Le scene di ieri offendono anziché onorare la democrazia e la libera espressione che a Modena così come ovunque, dovebbe essere garantita e non protetta con la forza. E questo preoccupa. Molto. Preoccupa vedere dei giovani che dicono pubblicamente di essere scesi in piazza a nome di una città che ha paura. Senza rendersi conto che l'unica paura, ieri, era quella da loro generata ed alimentata al punto da obbligare ad una città blindata. Ma blindata non per il circolo che apre ma proprio perché chi lo contesta, agitando il vessillo (pur sacrosanto), dell'antifascismo, ha generato ed alimentato un clima di tensione e, appunto, di paura. Inutilmente. Perché poi, per tutta la giornata, ci cosa succedesse realmente all'interno del circolo, nessuno se ne è occupato. 
E anche per questo fa riflettere, in modo amaro, vedere l'inossidabile Aude Pacchioni, presidente dell'Anpi, ed il Vicesindaco Cavazza (presente a nome dell'amministrazione comunale), inneggiare (giustamente) alla legalità, ma sfilare di fianco ed unire la voce (senza particolari distionguo), a quella di circoli che anche nel recente passato si sono distinti per le le loro azioni illegali sfociate, come nel gennaio dell'anno scorso, anche nell'aggressione e nel feririmento due agenti della Polizia Municipale. Fa pensare vedere squadre speciali di Poliziotti dirottate a blindare la città di chi manifesta perché è contro le opinioni di altri, quando la città ha appena avuto l'input di potenziare i controlli di Polizia per contrastare delinquenza e criminalità. Perché i poliziotti dovrebbero continuare a fare quello (come già fanno con strardinario impegno), e non contenere con un aggiuntivo sforzo di unità e mezzi, possibili disordini di cortei politici fine a sé stessi. Questo preoccupa. Perché non è questo che onora la Modena medaglia d'oro della resistenza. Perché all'indomani di queste scena gli unici che oltre ad avere avuto un'eccezionale promozione gratuita, sono usciti senza contraddizioni e figuracce, sono gli eponenti del circolo oggetto della contestazione che nella settimana che ha preceduto l''inaugurazione, e nel giorno della stessa, hanno avuto la capacità di non cedere alle provocazioni.