Contenuto Principale












 






______________


 

Il potere dei più buoni
Opinioni - Opinioni
Mercoledì 07 Dicembre 2016 02:27
altdi Giuseppe Leonelli. Gaber e Luporini lo chiamavano il «potere dei più buoni». Quello di chi ha «dentro il cuore un affetto vero, per i bambini del mondo intero», di chi vive «ogni tragedia nazionale come il suo terreno naturale» di chi «dovunque c’è sofferenza sente la voce della sua coscienza». E’ sì, è certamente il potere dei più buoni che anima il voler «vincere il problema della fame e della malnutrizione» nel mondo dello chef stellato Massimo Bottura. E nemmeno sfiora l’idea, a noi modenesi adoranti, che questo «potere» «un domani può venir buono per le elezioni» o per far pubblicità (con il placet delle istituzioni) al proprio locale… No, questo non c’entra nulla.

Bottura insieme al sindaco Muzzarelli si spende in prima persona come testimonial della lotta alla fame nel mondo. Mica noccioline. Che a confronto il «voglio che tutte le guerre finiscano» che, con soave precisione, ripetono in lacrime le reginette di bellezza al momento della incoronazione, è robetta. Qual è il tuo desiderio Nancy? «Io vorrei scoppiasse la pace nel pianeta». Che l’ossimoro rende la frase anche vagamente enigmatica.
Eh sì… E qui con il tandem Muzzarelli-Bottura, parimenti, ci si impegna a «nutrire il pianeta», come recitava il motto di Expo. Del resto lo chef stellato non spende solo parole ma anche fatti: ha già creato il suo refettorio a Milano, a Bologna e pure a Rio per le Olimpiadi e ora punta a far nascere una rete mondiale di refettori per i poveri.
Tutti locali a favore di fotografi e telecamere. Ma ovviamente la pubblicità non conta nulla: il primo obiettivo di Bottura è, come detto, debellare la fame nel mondo e, a tempo perso, prestare la sua (non è sua ma la guida lui) Maserati a qualche miliardario svizzero che, per colpa di un parcheggiatore pazzo, ha distrutto la Ferrari.
Degustare un «Astice in doppia salsa spumosa, acida e dolce» o un «Bue grasso accompagnato da verdure al midollo e tartufo nero, crema di patate all’olio extra vergine di oliva, salsa al vino rosso», ma con la mente essere sempre là. Ai poveri del mondo. Ai bimbi pelle e ossa. E’ davvero una sofferenza indicibile.

E il sindaco cosa fa per lenire cotanto travaglio? Dopo avere eletto Bottura a esperto d’arte affidandogli la mostra-flop del Manichino (costa solo 550mila euro), lo elegge a testimonial della campagna contro la malnutrizione e a nome di tutti i modenesi ringrazia lui e ringrazia pure il suo locale (quella «Francescana» dove una cena costa circa 500 euro in due, altro che sandali e saio) che qui i ringraziamenti non si lesinano a nessuno. E che se gli altri ristoratori modenesi (quelli senza stelle) vogliono essere nominati dal primo cittadino… si mettano in fila.
Il potere dei più buoni. Muzzarelli sceglie uno chef stellato che fa (giustamente eh) pagare una cena come una vacanza al mare come testimonial della lotta alla fame nel mondo. Ci sta. Si potrebbero del resto pensare anche tante altre simpatiche abbinate: Vasco Rossi come testimonial dell’universo degli astemi e Luigi Cremonini come testimonial della comunità vegana modenese. Il vescovo Castellucci promoter dell’associazione atei e Sandrone presidente della loggia dei docenti universitari.
Ci sta. L’importante è sognare un mondo migliore. Pieno di scatti, video, sorrisi e mostre. Un mondo dove ci si impegna a sfamare tutti i poveri della terra, quelli lontani, che si vedono in foto. Ma nel quale si cacciano, come fa la giunta Muzzarelli, i «mendicanti» dai portici del Collegio, definendoli «molesti».

Giuseppe Leonelli