Contenuto Principale












 






______________


 

Ma è un no che fa male e che costa
Opinioni - Opinioni
Martedì 06 Dicembre 2016 00:56
altdi Giuseppe Leonelli

Non basta un No, certo. Eppure significa qualcosa, è un primo passo. Doloroso, ma utile. Perchè, al di là dei risvolti politici, in qualche modo dire No in questo referendum era un modo per affermare se stessi. Anche a costo di essere autolesionisti. Il No che è arrivato alla riforma costituzionale in fondo poco ha a che vedere col merito del quesito. Che la bozza elaborata dal Governo fosse pasticciata, piena di contraddizioni, potenzialmente poco democratica non ha importato molto.
Quello espresso dal 60 per cento degli italiani è stato un No a un modo di intendere la politica. Al decisionismo elevato a modello di merito e non più di metodo. All'accettazione del meno peggio. Al cambiamento vissuto come valore a prescindere. E' un No a un modo grezzo di intendere il diritto al lavoro, alla faciloneria di chi immagina che l'unico problema delle imprese italiane sia l'eccesso di legacci. E' un No ai voucher e ai rimborsi elevati a stipendi. E' un No agli endorsement interessati di gente che dal Governo e dallo strizzare l'occhio al potere aveva solo da guadagnare: da Bottura (che ora per coerenza, a Dio piacendo, dovrebbe abbandonare l'Italia), ai (presunti) grandi imprenditori italiani e modenesi. E' un No ai voli di Stato da ostentare, ai discorsi da saltimbanco e allo scimmiottamento berlusconiano. E' un No alla pletora di convertiti ex Ds (a partire da Stefano Bonaccini) che pur di avere una poltrona sicura hanno abbandonato i loro vecchi punti di riferimento politici. E' un No alle promesse di 80 euro e ai contratti nazionali firmati con tempistiche ridicole. E' un No all'informazione prezzolata, infangata dal legame tra potere politico di sinistra ed economia cooperativa (vedi a Modena Trc) o vittima del più forte. E' un No agli inciuci con gli esulti forzitaliani. E' un No all'idealismo da difendere solo se a corrente alternata e al 'è la vita ed è ora che cresci'.
Ma è un No che fa male e che costa. E' un No autolesionista.
Per tanti motivi.
Perchè la vita prima o poi sarà compromesso. Se non lo è già stato.
Perchè è un No che non immagina alternative.
Perchè concretamente larghi pezzi di questa riforma erano corretti.
Perchè forse davvero, a causa dei giochi incapibili della macroeconomia, ci ritroveremo con qualche euro in meno in tasca.
Perchè la sconfitta di Renzi apre a un male maggiore: i 5 Stelle.
Perchè i ribelli Pd, a partire da D'Alema, erano ribelli non per nobili motivi ma per interessi di bottega.
Perchè umanamente dispiace vedere perdere un uomo che ha deciso di correre da solo contro tutti e piangere davanti a sua moglie.
Eppure ne valeva la pena. Valeva la pena affermarsi e dire No. Lo specchio va in frantumi già troppe volte, per altri motivi, per altre complessità. La dignità ha un costo, ma ripaga.
E domani sarà quel che sarà.